La 43ª Festa del Marrone di San Zeno di Montagna: Tradizione, Gusto e Innovazione

La stagione del Marrone di San Zeno di Montagna DOP è ufficialmente iniziata, promettendo un raccolto di eccellente qualità, sia per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche che la pezzatura. Questo pregiato frutto, vero e proprio prodotto di punta del comune veronese, vanta la Denominazione di Origine Protetta dal 2003, a testimonianza di un legame indissolubile con il territorio e di un processo produttivo che ne garantisce l'unicità.

Panorama di San Zeno di Montagna con castagneti

Il clima di quest'anno ha giocato un ruolo fondamentale, premiando la qualità del prodotto grazie alle piogge estive e a quelle di settembre. La raccolta, iniziata in alcune aree a quote più basse, entrerà nel vivo nei prossimi giorni, registrando un leggero ritardo rispetto agli anni precedenti a causa delle condizioni climatiche di ottobre. Nonostante ciò, le previsioni indicano una produzione di circa 200 quintali, quasi interamente biologica, coltivata su circa 200 ettari distribuiti in diversi comuni, con San Zeno di Montagna come fulcro, in un'area compresa tra i 250 e i 900 metri sul livello del mare, strategicamente posizionata tra il Lago di Garda e il Monte Baldo, in provincia di Verona.

Un Nuovo Volto alla Guida del Consorzio

A guidare il Consorzio di Tutela del Marrone di San Zeno DOP è ora Stefano Bonafini, quarantatreenne residente a San Zeno di Montagna. Già attivo nel precedente Consiglio del Consorzio e tra i fondatori della Proloco locale, Bonafini porta con sé una solida esperienza come imprenditore agricolo, castanicoltore, allevatore di bovini e gestore di una malga con agriturismo, rinomata per i suoi formaggi e salumi locali. La sua elezione segna un passaggio di testimone dopo trent'anni di presidenza da parte di Simone Campagnari, figura storica per il Consorzio.

"Dopo 30 anni, lo storico presidente Simone Campagnari ha passato il testimone," afferma Bonafini. "A nome mio e del Consiglio, esprimo riconoscimento e gratitudine per l’impegno e la passione profusi in questi anni. Continueremo a valorizzare il Marrone e il nostro territorio, così come il Consorzio che conta 44 soci."

Sotto la nuova guida, l'obiettivo è proseguire il lavoro di valorizzazione della filiera, con un'attenzione particolare allo sviluppo della lavorazione e del confezionamento dei Marroni in un'unica nuova struttura, un progetto che mira a ottimizzare e modernizzare il processo produttivo. L'ingresso di giovani nel Consiglio, con un componente di soli 23 anni, testimonia un cambiamento generazionale e un rinnovato entusiasmo per la tradizione della castanicoltura.

Stefano Bonafini, presidente del Consorzio

La Festa del Marrone: Un Appuntamento Imperdibile

Anche quest'anno, Piazza Schena a San Zeno di Montagna ospiterà la 21ª edizione della Festa del Marrone di San Zeno DOP e la 52ª Festa delle Castagne, in programma per diversi fine settimana: dal 19 al 20 ottobre, dal 26 al 27 ottobre, e dal 31 ottobre al 3 novembre 2024. Questi eventi rappresentano un momento cruciale per la comunità, un'occasione per celebrare un prodotto antico e per accogliere visitatori da tutta Europa.

Una delle novità più attese è il Padiglione del Marrone e dei Sapori del Monte Baldo. Questa nuova struttura coperta offrirà uno spazio accogliente dove i visitatori potranno acquistare i Marroni direttamente dai produttori, riconoscibili grazie all'apposito sigillo e all'etichettatura che garantisce la tracciabilità. Sarà inoltre possibile degustare i Marroni arrosto o lessati, o assaporarli come ingrediente principale di piatti tipici, accompagnati da birra alle castagne e vini locali. Non mancherà il tradizionale minestrone di marroni, una ricetta che unisce verdure, fagioli e il prezioso frutto.

All'esterno, il Mercatino dei Sapori offrirà una vasta gamma di prodotti tipici, permettendo ai visitatori di portare a casa un pezzo autentico del territorio. "Per noi la Festa annuale è un momento significativo," spiega Bonafini, "ed è anche il luogo ideale per assaggiare il Marrone e per acquistarlo. La bellezza dei luoghi, la vista sul Baldo e sul Lago di Garda, fanno da cornice alla celebrazione di una coltura antica e tradizionale."

Il Marrone di San Zeno DOP: Un Tesoro del Territorio

La castanicoltura ha rappresentato, nei secoli passati, una risorsa economica fondamentale per la comunità del Monte Baldo. I primi riferimenti storici sulla coltivazione del castagno risalgono al Medioevo, ma è intorno al 1920 che la coltura si è sviluppata in modo più razionale e attento, trasformandosi in una produzione d'eccellenza.

Il Marrone di San Zeno DOP si distingue per la sua forma ellissoidale, la buccia sottile, lucida e di colore marrone chiaro, attraversata da striature più scure. Il processo di lavorazione post-raccolta è meticoloso: dopo la raccolta, manuale o meccanica, i frutti vengono estratti dai ricci e sottoposti a un periodo di nove giorni in acqua, la cosiddetta "novena", durante il quale avviene una leggera fermentazione che ne favorisce la maturazione. Successivamente, i Marroni vengono asciugati, calibrati e selezionati, per poi essere confezionati in apposite reti con il sigillo del Consorzio, garantendo così la tracciabilità e l'autenticità del prodotto.

Il castagno, pianta longeva che può superare i mille anni di vita, è stato introdotto e acclimatato in queste zone in tempi antichissimi, come testimoniano i pollini ritrovati risalenti all'età del bronzo (1000 a.C.). Il suo legname, resistente e ricco di sostanze tanniche, è stato storicamente molto apprezzato.

Le castagne e i marroni sono noti per le loro straordinarie capacità nutritive, essendo ricchi di carboidrati, potassio, sodio, calcio, fosforo, ferro e acido folico. La loro versatilità in cucina li rende adatti sia a piatti dolci che salati, offrendo infinite possibilità gastronomiche.

I ristoranti e gli agriturismi della zona, tra cui la Taverna Kus, il ristorante Al Cacciatore, Bellavista e Costabella, proporranno a partire dal 10 ottobre, per un intero mese, menu dedicati a base di castagne e Marroni, valorizzando ulteriormente questo prodotto d'eccellenza.

Un Legame Antico con la Terra

"La bellezza dei luoghi, la vista sul Baldo e sul Lago di Garda, fanno da cornice alla celebrazione di una coltura antica e tradizionale," sottolinea Bonafini. "Nella comunità del Monte Baldo, la castanicoltura ha rappresentato nei secoli passati una risorsa economica importante." Il recupero di castagneti abbandonati, alcuni dei quali con piante secolari di 440 anni, e il miglioramento di quelli già in produzione, hanno contribuito notevolmente all'aumento della produzione negli anni. Questo impegno collettivo, unito all'ingresso di nuove generazioni, assicura la continuità di una tradizione che affonda le sue radici nella storia.

La produzione di Marroni dei soci del Consorzio, quasi tutti biologici, si estende su circa 200 ettari, situati in un'area vocata per le sue caratteristiche pedoclimatiche uniche. Il microclima particolare del territorio, con le giuste precipitazioni e le temperature ideali durante le fasi di maturazione, conferisce al Marrone di San Zeno DOP le sue inconfondibili qualità.

Il 2025 vedrà la 22ª edizione della Festa del Marrone di San Zeno DOP e la 53ª Festa delle Castagne, in programma per tre fine settimana consecutivi (19-20 ottobre, 26-27 ottobre e 31 ottobre-3 novembre). L'evento si conferma come uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi del territorio veronese, un vero e proprio inno alla natura, alla tradizione e al gusto. L'organizzazione, affidata a Promo E20, promette un programma ricco di eventi, tra cui show cooking, mercatini artigianali, musica dal vivo e animazione per famiglie, con cucine aperte fino a tardi.

Il Marrone di San Zeno DOP non è solo un prodotto agricolo, ma un simbolo di identità territoriale, un patrimonio culturale che si rinnova con ogni stagione, grazie all'impegno dei produttori, alla passione della comunità e all'innovazione che guarda al futuro, senza mai dimenticare le proprie radici storiche.

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