La carne di piccione, pur non essendo comunemente diffusa come altre carni aviarie, occupa un posto d'onore nella ricca tradizione culinaria dell'Umbria e delle zone limitrofe. Apprezzata per il suo sapore intenso e la sua natura magra, questa carne si presta a diverse preparazioni, ma è nel piccione arrosto che raggiunge la sua espressione più autentica e celebrata. Questo piatto, che affonda le radici nella gastronomia contadina, rappresenta un legame profondo con il territorio e le usanze familiari, evocando ricordi e sapori di casa.
Le Origini Storiche dell'Allevamento del Piccione in Umbria
L'allevamento del piccione per uso alimentare in Umbria vanta origini antiche, risalenti almeno al Medioevo. Storicamente, questi volatili venivano cresciuti all'interno delle caratteristiche "colombaie" o "torri colombaie", strutture architettoniche tipiche del paesaggio rurale umbro, con una particolare concentrazione nelle aree di Spoleto e della Valnerina. Queste torri servivano non solo come dimora per i piccioni, ma anche come elemento distintivo del patrimonio storico e architettonico locale. Oggi, l'allevamento si è evoluto in un settore più specializzato, con aziende dedicate alla selezione di razze pregiate da carne, come il "King" e l'"Hubbel", garantendo così una qualità superiore e una maggiore resa.

La Preparazione del Piccione: Pulizia e Accortezze Preliminari
Indipendentemente dalla specifica ricetta scelta, la preparazione del piccione inizia sempre con un'accurata pulizia. È fondamentale assicurarsi che i volatili siano completamente liberi da residui di piume. Spesso, si consiglia di chiedere al proprio macellaio di fiducia di occuparsi dell'eviscerazione e della pulizia per garantire un risultato ottimale e risparmiare tempo. Una volta puliti, i piccioni vengono preparati per la cottura.
Piccione Arrosto: La Ricetta Tradizionale Umbra
La ricetta tradizionale per eccellenza del piccione è quella arrosto. Per preparare questo piatto per quattro persone, gli ingredienti necessari sono: due piccioni, due spicchi d'aglio, quattro foglie di salvia, quattro rametti di rosmarino, sale, olio extravergine d'oliva e mezzo bicchiere di vino bianco.
La preparazione inizia versando su ciascun piccione un cucchiaio di olio extravergine d'oliva e una presa di sale, massaggiando per distribuire uniformemente il condimento. Successivamente, si prende una teglia da forno non eccessivamente grande, si unge il fondo con un filo d'olio e si adagiano i piccioni, posizionandoli con la schiena verso il basso.
All'interno della cavità toracica di ogni piccione si inserisce uno spicchio d'aglio e una foglia di salvia. Il resto della salvia e i rametti di rosmarino vengono distribuiti vicino ai piccioni nella teglia. Si versa quindi il vino bianco e si procede alla cottura in forno ventilato, preriscaldato a 180°, per circa un'ora. Durante la cottura, il vino evaporerà completamente, rendendo la pelle dei piccioni croccante e la carne tenera. È importante non prolungare eccessivamente la cottura per evitare che la carne diventi troppo asciutta.

La Varietà delle Preparazioni: Dall'Arrosto Morto al Piccione in Umido
Oltre alla classica cottura al forno, il piccione può essere preparato in diversi altri modi, ciascuno con le proprie sfumature e tradizioni.
L'Arrosto Morto: Un Classico della Tradizione Contadina
L'arrosto morto di piccione è un piatto tipico della tradizione umbra, ispirato alla cucina contadina. Il termine "arrosto morto" deriva dalle modalità di cottura originarie, che prevedevano l'utilizzo della brace quasi esaurita del forno o del camino. Questa ricetta è generalmente veloce e facile da realizzare.
La preparazione prevede di rosolare i piccioni in una casseruola con olio. Successivamente, si sfumano con vino bianco e si aggiungono gli "odori" classici, che solitamente includono aglio, sale, pepe, olive nere, salvia e rosmarino. La scelta specifica degli aromi è spesso legata all'esperienza e al gusto personale. I piccioni vengono poi cotti coperti a fuoco basso per circa quaranta minuti, fino a quando non sono pronti.
Una variante più "goduriosa" di questa ricetta, spesso attribuita alle nonne con famiglie numerose, prevede l'aggiunta di panna liquida al fondo di cottura una volta terminata la cottura della carne. Questo conferisce al piatto una maggiore ricchezza e morbidezza.

Piccione in Umido: Una Cottura Lenta e Ricca di Sapore
La preparazione del piccione in umido è probabilmente una delle più lunghe, ma non comporta particolari difficoltà. Dopo aver pulito e preparato il volatile, si inizia con un soffritto in casseruola a base di aglio tritato, cipolla, sedano e carota, soffritti in olio extravergine d'oliva e burro. Si aggiunge quindi il piccione, tagliato a metà, facendolo rosolare bene.
Si unisce pancetta a pezzi e si cuoce a fuoco medio, sfumando con vino rosso. Si aggiungono sale, pepe, foglie di alloro, passata di pomodoro e concentrato di pomodoro per intensificare il colore e il sapore. Si allunga il sugo con acqua o brodo e si lascia sobbollire a fuoco lento, coperto, per almeno due ore. È importante mescolare di tanto in tanto e aggiungere altro brodo se il sugo dovesse rapprendersi eccessivamente.
Piccione alla Cacciatora: Un Classico Versatile
Il piccione alla cacciatora è un'altra preparazione celebre, che può essere realizzata sia in bianco che con il pomodoro. Per la versione con pomodoro, si seguono le basi della ricetta in umido, ma si aggiungono mezzo barattolo di olive nere. Per un sapore ancora più deciso, si possono includere capperi e filetti di acciuga marinata.
Piccione in Salmì: La Marinatura che Esalta il Sapore
Il salmì è una tecnica di cottura particolare, spesso utilizzata per la selvaggina, che prevede la marinatura della carne in vino per diverse ore prima della cottura. Per preparare il piccione in salmì, si taglia il volatile a pezzi, realizzando una sorta di spezzatino, e lo si fa marinare nel vino. Successivamente, si rosola la carne in un tegame con un battuto di cipolla, carota, sedano, prezzemolo e burro. Si aggiungono erbe aromatiche come salvia, alloro e rosmarino, spezie come i chiodi di garofano, e si sfuma con vino bianco. La cottura prosegue poi in un sugo piccante a base di olio, verdure e aromi vari.
Marinatura per carni alla griglia | Chef Beppe Sardi | Scuola di cucina Saporie
Caratteristiche Nutrizionali e Abbinamenti
La carne di piccione è un volatile la cui carne è molto proteica e povera di grassi, nonostante sia molto saporita. A differenza del pollo o del tacchino, la carne di piccione è rossa, poiché presenta una maggiore concentrazione di mioglobina, una proteina che lega l'ossigeno nei muscoli. Il suo sapore è deciso e il piatto, soprattutto se preparato con l'aggiunta di altri grassi animali e spezie, può risultare complesso.
Per accompagnare un piatto di piccione, specialmente se preparato in modo robusto, si consiglia un vino rosso. La scelta ideale ricade su un vino con una buona dose di acidità, capace di bilanciare la tendenza dolce della carne, ma anche con un'ottima componente morbida, per armonizzarsi con l'eventuale amaricante del piccione o le note tostate della cottura, evitando così un contrasto eccessivo.
Il Piccione: Un Simbolo di Casa e Tradizione
Il piccione arrosto, e in generale le preparazioni a base di piccione, rappresentano per molti un vero e proprio simbolo di casa, di legame con le proprie origini e con la terra d'appartenenza. La possibilità di gustare questo piatto è spesso legata al ritorno nei luoghi d'origine, in particolare in Umbria, dove la tradizione è ancora profondamente sentita e celebrata. L'acquisto dei piccioni, noti per essere sempre inseparabili, avviene infatti tipicamente a coppie, rafforzando ulteriormente il senso di unione e tradizione familiare. Per chi è lontano, il richiamo di un piccione cucinato secondo le ricette della nonna è un invito irresistibile a tornare e assaporare i gusti autentici della propria infanzia.

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