Le carceri bresciane presentano un quadro complesso, caratterizzato da problematiche di lunga data e da un'evoluzione che vede contrapporsi la difficile realtà di Canton Mombello all'avvio di concreti interventi per Verziano. Le due strutture, Canton Mombello e Verziano, rappresentano le due facce della medaglia del sistema penitenziario cittadino, con un passato che si proietta verso un futuro incerto ma in movimento. L'esigenza di affrontare il sovraffollamento e migliorare le condizioni detentive è al centro di un dibattito che coinvolge istituzioni, sindacati e forze politiche, con l'obiettivo di garantire sicurezza, ordine e un percorso riabilitativo efficace per i detenuti.

La Criticità di Canton Mombello: Sovraffollamento e Incidenti
La situazione presso la casa circondariale di Canton Mombello è particolarmente critica. Si registra un «sovraffollamento pari al 220%», un dato allarmante che rende necessari «interventi strutturali urgenti». Antonio Fellone, segretario generale aggiunto del Sinappe (il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria) e Capo Dipartimento Carceri e Polizia Penitenziaria della Lega, sottolinea la gravità della situazione, pur rassicurando che «qualcosa si muove».
Le difficoltà non si limitano al mero sovraffollamento. Recentemente, a Canton Mombello, è stato effettuato un ingente sequestro di droga: ben 750 grammi di hashish, suddivisi in tre panetti, sono stati trovati nascosti sul tetto di un locale vicino alle finestre dell’ambulatorio. Ulteriori piccole dosi sono state rinvenute addosso ad alcuni detenuti. La droga «è stata presumibilmente lanciata dall’esterno dell’istituto», ma non si esclude la possibilità che sia stata introdotta in carcere «anche grazie all’uso dei droni». Sono in corso ulteriori accertamenti per fare piena luce sull’accaduto.
A seguito del sequestro, la tensione è salita alle stelle. Un gruppo di detenuti ha manifestato «atteggiamenti violenti che hanno minato la sicurezza e l’ordine interni». La prontezza e la professionalità degli agenti della Polizia Penitenziaria sono state fondamentali per domare le tensioni e riportare la calma. Il Sinappe ha espresso il proprio plauso agli agenti, evidenziando come «un detenuto responsabile dei disordini è stato subito trasferito», una misura necessaria per ristabilire l’equilibrio all’interno dell’istituto.
La necessità di interventi strutturali urgenti a Canton Mombello è un tema ricorrente. Nonostante un «ritardo di alcuni mesi (o anni, ndr) sulla tabella di marcia iniziale», il progetto di ristrutturazione «bella tosta» dell’istituto è stato ufficialmente sbloccato. Il progetto è attualmente in fase di definizione, con l’obiettivo di iniziare i lavori entro la fine dell’anno corrente. Questo rappresenta un passo avanti significativo, seppur tardivo, rispetto alle promesse fatte in passato.

Verziano: L'Avvio dei Lavori e le Prospettive di Ampliamento
Sul fronte del carcere di Verziano, la situazione appare più dinamica e orientata verso il futuro. Per la prima volta dal 2001, non si tratta più solo di «proclami»: sono infatti iniziati i lavori di carotaggio, una fase tecnica preliminare che segna l’effettivo avvio dell’iter costruttivo per l’ampliamento della struttura. Antonio Fellone ha definito questo un momento epocale, sottolineando come «Sono dal 2001 a Brescia e ho sentito la notizia della costruzione di nuovi istituti seimila volte», evidenziando il passaggio «dalle parole ai fatti».
L’ampliamento del carcere di Verziano è un progetto di vasta portata, che mira a creare una nuova struttura penitenziaria per la città. La Sindaca di Brescia, Laura Castelletti, è in prima linea per questo obiettivo, lavorando per utilizzare le aree circostanti al fine di espandere la capacità del carcere. Fellone ha confermato che «la Sindaca è stata a Roma con i deputati bresciani Fabrizio Benzoni e Simona Bordonali», indicando un «lavoro bipartisan» volto a dotare la città di un nuovo carcere.
I fondi per Verziano sono stati stanziati. Il Governo ha destinato 38 milioni di euro per l’ampliamento del carcere. Tuttavia, la carenza di personale maschile di Polizia Penitenziaria all’interno della Casa di Reclusione di “Verziano” Brescia rappresenta una criticità che necessita di essere affrontata parallelamente agli interventi strutturali.
Le problematiche inerenti le carceri bresciane sono da tempo al centro di polemiche e discussioni. Un recente episodio ha visto una donna essere denunciata dalla Polizia penitenziaria per aver cercato di introdurre un cellulare nel carcere di Verziano, a testimonianza delle continue sfide nel mantenere la sicurezza e prevenire l’introduzione di oggetti illeciti.

Tempistiche e Complessità del Progetto Verziano
Le prospettive temporali per il completamento dell’ampliamento del carcere di Verziano sono state oggetto di aggiornamenti e, talvolta, di confusione. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, durante un question time su istanza della senatrice bresciana Mariastella Gelmini, ha fornito aggiornamenti, indicando l'estate del 2029 come data prevista per il compimento dei lavori.
Tuttavia, le stime più recenti suggeriscono un possibile slittamento. Le operazioni avviate di recente dimostrano che ci si trova ancora in una fase embrionale, quella del progetto di fattibilità tecnico-economica. Questo significa che serviranno ancora diversi mesi prima di poter procedere alle fasi successive. Considerando che per i lavori il Ministero della Giustizia ha stimato una durata di circa tre anni e mezzo, l’orizzonte temporale si sposta inevitabilmente almeno al 2030, «sempre che tutto proceda senza intoppi».
I nodi da sciogliere sono ancora numerosi. Uno dei principali riguarda gli espropri delle aree esterne al carcere, indispensabili per garantire che l’ampliamento non sacrifichi le aree trattamentali attualmente a disposizione dei detenuti, dedicate alle attività sportive e lavorative. La senatrice Gelmini ha chiesto rassicurazioni su questo aspetto, e il Guardasigilli ha convenuto sull’importanza di garantire tali spazi, precisando che si tratta di un «lavoro collegiale». Il riferimento è esplicito: «Stiamo interloquendo soprattutto con il Comune di Brescia, nostro migliore interlocutore».
Nonostante le ripetute sollecitazioni avanzate dal Comune di Brescia negli ultimi mesi per ottenere aggiornamenti, Palazzo Loggia non starebbe ricevendo risposte adeguate. L’ampliamento della casa di reclusione di Verziano è considerato una pedina fondamentale per arrivare alla chiusura definitiva dell’altro carcere cittadino, il «vetusto e invivibile Nerio Fischione» (presumibilmente un riferimento a Canton Mombello, dato il contesto). Per poter dismettere la sovraffollata casa circondariale di Canton Mombello, è necessario che Verziano, una volta ampliato, disponga di una capienza adeguata.
Le ultime stime parlano di 348 posti disponibili a Verziano dopo l’ampliamento, un numero ridimensionato rispetto agli oltre 400 ipotizzati inizialmente. Questo dato, tuttavia, è quasi cinque volte superiore alla capienza attuale di Verziano (che conta solo 71 posti) e paragonabile alla somma dei posti regolamentari dei due istituti penitenziari bresciani (71 a Verziano e 182 a Canton Mombello). Anche su questo fronte, per avere certezze, sarà necessario attendere il progetto preliminare.

Un Percorso Complessivo verso la Riforma
Il percorso di riforma delle carceri bresciane è un processo complesso e pluriennale. L’avvio dei carotaggi a Verziano e lo sblocco del progetto di ristrutturazione a Canton Mombello rappresentano segnali di progresso. Tuttavia, le sfide rimangono significative. Il sovraffollamento cronico di Canton Mombello richiede interventi immediati e strutturali, mentre il progetto di Verziano, pur promettente, è ancora soggetto a incertezze temporali e a nodi burocratici e logistici da sciogliere.
La collaborazione tra il Ministero della Giustizia, il Ministero delle Infrastrutture, le autorità locali e gli enti coinvolti è cruciale per accelerare i tempi e garantire la realizzazione di strutture penitenziarie adeguate. La questione del personale di Polizia Penitenziaria è un altro aspetto fondamentale da considerare, poiché una forza lavoro adeguata e ben formata è essenziale per il buon funzionamento degli istituti e per la sicurezza interna.
Il caso di Brescia, con le sue due strutture carcerarie, riflette le problematiche più ampie del sistema penitenziario italiano. La necessità di modernizzare le infrastrutture, ridurre il sovraffollamento e implementare percorsi riabilitativi efficaci è una priorità. L’impegno bipartisan e la determinazione delle istituzioni, come dimostrato dal lavoro della Sindaca Castelletti e dei deputati, sono elementi incoraggianti.
Prigionieri. Realtà e sfide del sistema carcerario italiano
La vicenda delle carceri bresciane, con i suoi alti e bassi, le sue criticità e le sue speranze, offre uno spaccato significativo delle sfide che il sistema penitenziario si trova ad affrontare. Dal contrasto al traffico di stupefacenti e alla violenza interna, fino alla pianificazione di nuove strutture e alla ristrutturazione di quelle esistenti, ogni aspetto richiede attenzione e un impegno costante per garantire il rispetto dei diritti umani e la sicurezza della collettività. L’evoluzione di Canton Mombello e Verziano sarà un indicatore importante del futuro del sistema carcerario nella provincia e, per estensione, nel panorama nazionale.