Il durian, spesso venerato dagli asiatici come il "re dei frutti", è una categoria a sé stante nel vasto mondo dei frutti tropicali. La sua fama, o infamia, è legata a caratteristiche distintive che lo rendono inconfondibile: dimensioni imponenti, un aroma penetrante e una scorza ruvida costellata di spine. Nonostante queste peculiarità, la sua polpa, consumabile in diverse fasi di maturazione, è un ingrediente versatile, capace di arricchire sia piatti salati che dolci, e di suscitare reazioni emotive polarizzate, dall'adorazione al profondo disgusto.

Origini e Caratteristiche Botaniche
Il durian appartiene al genere Durio, e tra le circa trenta specie conosciute, nove sono state identificate come commestibili: D. zibethinus, D. dulcis, D. grandiflorus, D. graveolens, D. kutejensis, D. macrantha, D. oxleyanus e D. testudinarius. Tuttavia, numerose altre specie attendono ancora un'analisi approfondita. L'albero di durian, a seconda della specie, può raggiungere altezze considerevoli, variando dai 20 ai 40 metri. Le sue foglie sono sempreverdi, di forma ellittica o oblunga, e possono misurare fino a 20 centimetri. La pianta possiede uno o due cicli di fioritura e fruttificazione all'anno, con tempi che variano in base alla specie e alla localizzazione geografica. Ogni albero produce generalmente tra i 50 e i 150 frutti.
I fiori del durio sono un tratto affascinante della sua biologia. Sono grandi, bianchi e piumosi, ricchi di nettare e dotati di un odore pungente, simile al latte inacidito. Queste caratteristiche sono tipiche dei fiori impollinati da specifiche specie di pipistrelli, attratti dal nettare e dal polline. Ricerche condotte in Malesia negli anni settanta hanno evidenziato che i durian venivano impollinati quasi esclusivamente da pipistrelli delle caverne (Eonycteris spelaea). Studi successivi hanno tuttavia indicato che altre specie, come D. grandiflorus e D. oblongus, sono impollinate da mangiaragni, mentre un'ulteriore specie, D. testudinarius, si affida ai mangiaragni per la sua riproduzione.
Il frutto del durian, una volta maturo, può raggiungere dimensioni notevoli, fino a 30 centimetri di lunghezza e 15 di diametro, con un peso che varia generalmente da uno a tre chilogrammi. La sua forma è tipicamente ovoidale o tondeggiante. L'esterno è protetto da una dura buccia di colore verde o marrone, ricoperta da spine spesse e appuntite, di forma piramidale. Queste spine rendono la manipolazione del frutto senza guanti protettivi un'operazione piuttosto rischiosa. Sotto questa corazza spinosa si cela la polpa, il cui colore varia dal giallo pallido al rossastro, a seconda della specie.

L'Aroma Controversial e il Sapore Indescrivibile
La caratteristica più dibattuta del durian è senza dubbio il suo odore intenso. Per alcuni, è una fragranza dolcemente inebriante; per altri, un effluvio opprimente e sgradevole, evocativo di cipolle marce, trementina e liquami grezzi. La sua persistenza è tale da poter durare giorni, portando a divieti in molti hotel e mezzi pubblici del Sud-est asiatico. Il naturalista gallese Alfred Russel Wallace, nel XIX secolo, descrisse la polpa come "una ricca crema aromatizzata al sapore di mandorle". Questa dicotomia olfattiva è ciò che rende il durian un frutto così affascinante e controverso.
Le descrizioni del sapore della polpa del durian sono altrettanto evocative e polarizzate. La Larousse Gastronomique lo descrive così: "Al loro interno le cinque celle sono di color bianco seta e occupate da una polpa soda color giallo crema che contiene circa tre semi ognuna. La polpa è la parte commestibile del frutto e la consistenza e il sapore sono indescrivibili. Una crema pasticcera fortemente profumata di mandorle può dare un'idea generale [del sapore], ma si trovano accenti occasionali di profumi che richiamano la crema di formaggio, la salsa di cipolle e lo sherry. Poi c'è la ricca dolcezza glutinosa nella polpa, che nessun altro [frutto] ha, ma che si aggiunge alla delicatezza. Non è né acido, né dolce, né succoso; eppure non ha bisogno di nessuna di queste qualità, perché è perfetto così. Non dà nausea né altri effetti collaterali, e più ne mangi più ti senti di non smettere."
Al contrario, un'altra descrizione, più diretta e meno incline alla poesia, lo definisce: "Il suo odore somiglia a escrementi di maiale, trementina e cipolle, il tutto guarnito con un calzino pieno di sudore. Esso si percepisce anche a distanza di metri." Questa estrema variabilità nelle percezioni sensoriali evidenzia la complessità e l'unicità del durian. L'odore e l'aroma possono variare significativamente a seconda della specie, della cultivar e del grado di maturazione. Ad esempio, il durian rosso (D. dulcis) presenta un intenso sapore di caramello con un odore di trementina, mentre quello a polpa rossa (D. graveolens) emette un aroma simile a quello di mandorle tostate.
Il FRUTTO PIU' puzzolente dell'intero pianeta | DURIAN
Diversità delle Coltivar e Produzione Globale
Nel corso dei secoli, nel Sud-est asiatico sono state sviluppate numerose cultivar di durian, propagate attraverso metodi di clonazione vegetativa. Inizialmente, i risultati erano misti e derivavano dalla coltivazione di semi provenienti da alberi di qualità superiore. Successivamente, sono stati preferiti metodi di coltivazione più efficaci, come la propaggine, la propaggine apicale e, più comunemente, l'innesto. Le diverse varietà di cultivar possono essere distinte attraverso piccole variazioni nella forma del frutto, delle spine e nell'intensità dell'odore. I consumatori di durian esprimono spesso preferenze per specifiche cultivar, influenzando la domanda e, di conseguenza, il prezzo. La maggior parte di queste cultivar ha un nome comune e un codice identificativo, composto dal prefisso "D" seguito da un numero.
La Thailandia vanta più di 200 cultivar di D. zibethinus, ma solo cinque (Chanee, Mon Thong, Kan Yao, Ruang e Kradum) sono coltivate su larga scala. La cultivar Mon Thong è particolarmente ricercata a livello commerciale, apprezzata per la sua polpa cremosa e un odore notevolmente ridotto. Nel 2007, uno scienziato governativo thailandese ha incrociato oltre 90 varietà di durian per creare la Chantaburi no. 1, una cultivar priva del caratteristico odore sgradevole. Un altro ibrido, la Chantaburi no. 2, è stata sviluppata con caratteristiche simili.
La Malesia ha registrato oltre cento cultivar di durian a partire dagli anni venti, raggiungendo quota 193 nel 1992. Il durian è originario del Brunei, dell'Indonesia e della Malesia ed è coltivato in aree con climi simili. Essendo una pianta tropicale, il suo sviluppo si arresta se la temperatura diurna scende al di sotto dei 22 °C. Il centro della biodiversità dei duri è l'isola del Borneo, dove i frutti commestibili sono ampiamente disponibili nei mercati locali. In Brunei, il D. zibethinus non è coltivato, poiché i consumatori locali prediligono altre specie come D. graveolens, D. kutejensis e D. oxleyanus, che sono comunemente distribuite nell'arcipelago insieme ad altre specie come D. testudinarius e D. macrantha.
Sebbene il durian non sia originario della Thailandia, il paese è il primo esportatore mondiale, con una produzione annua di circa 700.000 tonnellate, di cui 400.000 vengono esportate in Cina e a Hong Kong. Seguono Malesia e Indonesia, con una produzione di circa 265.000 tonnellate ciascuna. La città di Chantaburi, capoluogo della provincia che contribuisce alla metà della produzione thailandese, ospita ogni anno, nei primi giorni di maggio, il World Durian Festival. In Thailandia, i durian della provincia di Nonthaburi sono considerati tra i migliori e più costosi al mondo.

Consumo, Prezzi e Usi Culinari
Il durian è un frutto stagionale e la sua disponibilità varia. Nella Malesia peninsulare e a Singapore, la stagione del durian va da giugno ad agosto, in coincidenza con quella del mangostano. Il frutto può essere acquistato in negozi di alimentari, mercati e supermercati, dove è spesso confezionato in porzioni da circa 100 grammi. I prezzi del durian, in comparazione con altri frutti, sono generalmente elevati. A Singapore, la forte domanda di cultivar di alta qualità come D24 e Musang King ha portato i prezzi di vendita al dettaglio fino a 15 S$ (circa 9,48 €) per chilogrammo. Considerando un peso medio di 1,5 kg, un singolo durian può costare fino a 22 S$ (circa 13,90 €).
La parte commestibile del frutto, nota come arillo, costituisce solo il 15-30% circa della massa totale. Nonostante il costo, molti consumatori singaporiani sono disposti a spendere circa 75 S$ (47,40 €) per acquistare mezza dozzina di durian della loro cultivar preferita. In Thailandia, la cultivar più popolare, Mon Thong, ha un prezzo che varia dai 100 ai 130 ฿ (circa 2,60 €-3,38 €) al chilo, mentre la cultivar Chanee costa leggermente di più, a partire da 120 ฿ al chilo (circa 3,12 €).
Il durian trova ampio impiego in cucina in molti paesi dell'Asia e dell'Oceania. La sua polpa è utilizzata come aromatizzante per un'ampia varietà di dolci, tra cui caramelle tradizionali malesi come ice kacang e dodol, biscotti alla rosa, frappé, torte lunari, tronchi di Natale, cappuccini e gelati. Tra i dessert più noti a base di durian vi è l'Es durian, popolare in Indonesia e venduto nei mercati di strada, ma diffuso anche sull'isola di Giava. Il Pulut Durian, o ketan durian, consiste in riso glutinoso cotto a vapore con latte di cocco e servito con il frutto maturo. In Thailandia, il durian fresco viene spesso consumato con riso glutinoso, ma viene anche utilizzato per creare blocchi di pastella, talvolta arricchiti con zucca, venduti nei mercati.
I frutti acerbi possono essere cucinati come verdure, con l'eccezione delle Filippine, dove sono preferiti come dessert. In Malesia, dal durian si producono conserve zuccherate e salate; macinato con sale, cipolle e aceto, prende il nome di boder. Anche i semi, simili a castagne per dimensioni, sono commestibili: possono essere bolliti, arrostiti o fritti nell'olio di cocco, assumendo una consistenza simile a quella del taro o dell'igname. Le foglie giovani e i germogli vengono occasionalmente utilizzati come verdure, e i petali dei fiori sono consumati in molte province batak dell'Indonesia.

Credenze sulla Salute e Considerazioni Nutrizionali
Nel Sud-est asiatico è diffusa la credenza che il consumo di durian in combinazione con caffè o alcolici possa essere dannoso per la salute. Questa opinione risale al XVIII secolo, quando Georg Eberhard Rumphius sconsigliò di bere alcolici dopo aver mangiato il frutto, per evitare indigestione e alitosi. Nel 1929, il dottor John Desmond Gimlette, nel suo "Malay Poisons and Charm Cures", suggerì di non accompagnare mai il durian con il brandy. Nel 1981, il nutrizionista J. R. Croft aggiunse che l'assunzione di alcol dopo aver mangiato durian era spesso seguita da una "sensazione di euforia".
Dal punto di vista nutrizionale, il durian crudo è composto per il 65% da acqua, 27% da carboidrati (inclusi il 4% di fibre alimentari), 5% di grassi e 1% di proteine. È inoltre una buona fonte di tiamina (vitamina B1), riboflavina (vitamina B2), niacina (vitamina B3), acido pantotenico (vitamina B5) e acido folico (vitamina B9).
A causa della sua pesantezza e delle spine appuntite, la caduta di un durian sulla testa di una persona può causare gravi ferite. Per questo motivo, a coloro che intendono raccoglierlo viene consigliato di indossare un elmetto protettivo.
Il Durian nella Cultura e nelle Curiosità
La teoria del durian, pubblicata nel 1949 dal botanico britannico Edred John Henry Corner, suggerisce che l'endozoocoria, ovvero la dispersione dei semi da parte degli animali, sia emersa prima di qualsiasi altro metodo di dispersione dei semi dei frutti. Questa teoria offre una prospettiva evolutiva interessante sul ruolo del durian nel suo ecosistema.
La sua forte presenza culturale è testimoniata da eventi come il World Durian Festival a Chantaburi, Thailandia, e dalla classificazione di alcune varietà come le più costose e pregiate al mondo. La sua capacità di dividere le opinioni, sia per l'odore che per il sapore, lo rende un argomento di conversazione costante e un simbolo di identità culturale per molte regioni del Sud-est asiatico.
La sua particolarità è tale che nel 2018, la Thailandia ha annunciato l'intenzione di inviare durian nello spazio, come esperimento per valutare la sua resistenza alle condizioni spaziali e come potenziale cibo per gli astronauti. Questo gesto sottolinea ulteriormente l'unicità e l'importanza di questo frutto nella cultura moderna.
Il durian, con la sua complessità olfattiva, il suo sapore indescrivibile e la sua storia affascinante, continua a sfidare le convenzioni e a stimolare i sensi, consolidando il suo status di vero e proprio "re" tra i frutti tropicali.
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