Cerchi delle Streghe: Significato, Scienza e Leggenda

I "cerchi delle streghe", noti anche come "cerchi delle fate" o "anelli delle streghe", sono affascinanti formazioni naturali che da secoli catturano l'immaginazione umana. Si manifestano come anelli o semicerchi di funghi che spuntano dal terreno, spesso accompagnati da una crescita anomala dell'erba circostante. Queste geometrie perfette, che appaiono nei boschi, nei prati e nei pascoli, sono il risultato di processi biologici complessi e hanno dato origine a un ricco folklore fatto di superstizioni, leggende e credenze magiche.

Cerchio di funghi in un prato

L'Origine Scientifica: La Crescita del Micelio

Alla base del fenomeno dei cerchi delle streghe non vi è alcuna magia, bensì la crescita sotterranea del micelio fungino. Il micelio è la parte vegetativa dei funghi, una rete intricata di filamenti sottili (ife) che si diffonde nel substrato di crescita alla ricerca di sostanze nutritive. Tutto ha inizio da una spora germinata o da un piccolo frammento di micelio. Questo, espandendosi in tutte le direzioni con una velocità relativamente costante, forma un disco sotterraneo.

Man mano che il micelio cresce, consuma i nutrienti presenti nel terreno. La parte centrale dell'anello, essendo la più vecchia, tende a impoverirsi progressivamente di sostanze nutritive e acqua. Questo esaurimento dei nutrienti è uno dei fattori chiave che determinano la forma del cerchio. Il micelio giovane e più attivo rimane quindi confinato nella zona periferica, dove le risorse sono ancora abbondanti. È in questa fascia esterna che si concentrano le trasformazioni più evidenti del suolo, come la decomposizione della materia organica e il rilascio di minerali.

Durante i periodi favorevoli, è proprio lungo questa periferia attiva che si formano i corpi fruttiferi dei funghi, comunemente noti come carpofori. Questo spiega perché i funghi compaiono disposti in un anello, seguendo la forma del fronte di crescita del micelio. La crescita radiale del micelio è la geometria spontanea di una colonia che si espande uniformemente in tutte le direzioni, salvo incontrare ostacoli fisici o cambiamenti drastici del suolo.

Il processo di sviluppo radiale della colonia fungina è stato descritto dettagliatamente da diversi autori. Essi concordano sul fatto che, nel caso di specie fungine saprofite, subito dopo la germinazione di una spora, molte ife iniziano a svilupparsi con numerose ramificazioni disposte quasi sempre radialmente. Durante i processi di sviluppo e metabolici, le ife cercano di accaparrarsi il maggior quantitativo di sostanze nutritive, in primo luogo carbonio e azoto, consumando acqua, ossigeno e altri nutrienti presenti nel substrato. Al contempo, durante il processo di sfruttamento, rilasciano nelle aree di maggior concentrazione del micelio (al centro del cerchio) cataboliti, ovvero sostanze di scarto derivanti dai processi metabolici.

Per sfuggire a questi accumuli di cataboliti, le giovani ife avanzano in formazione ad anelli, dove avvengono anche le fruttificazioni. Sfruttano così il terreno privo di rifiuti e ancora ricco di nutrienti, con la conseguente formazione di carpofori disposti in cerchi o semicerchi (Clark, 1902).

Le Ipotesi sull'Orientamento delle Iffe

Altre ipotesi suggeriscono che il fenomeno della disposizione delle ife e dei carpofori ad anelli sia dovuto a meccanismi di attrazione chemiotropica ifale verso l'ossigeno. Nella colonia fungina si creerebbe un movimento di curvatura o orientamento delle ife in risposta allo stimolo chimico dell'ossigeno o di altre sostanze chimiche gassose o disciolte nell'acqua. Gli apici ifali sarebbero perciò stimolati a svilupparsi verso le zone in cui è maggiore la concentrazione di ossigeno, quindi nelle zone più periferiche dove l'ossigeno non è ancora stato consumato, determinando la tipica struttura radiale della colonia fungina e dei suoi carpofori (Robinson, 1971).

In entrambe le ipotesi, vi è sempre un tentativo da parte della colonia fungina di accaparrarsi i nutrienti o l'ossigeno necessari a supportare la fruttificazione, ovvero la produzione degli indispensabili carpofori. Questi, per queste ragioni, risultano disposti alla periferia della colonia fungina stessa, lungo la circonferenza del cerchio, dove le ife sono più giovani, attive e voraci.

Diagramma della crescita radiale del micelio fungino

I Sistemi Nutrizionali dei Funghi

I funghi, come tutti gli esseri viventi, necessitano di nutrirsi. Per farlo, alcuni adottano metodi nutrizionali esclusivi, mentre altri utilizzano approcci ibridi, adattandosi alle circostanze e al substrato di crescita. I principali metodi nutrizionali sono tre:

  • Saprofiti: Si nutrono sfruttando gli elementi presenti nel substrato di crescita, come humus, lettiera in decomposizione, materiale organico (sia integro che in decomposizione), roccia madre o legno morto.
  • Simbionti: Creano una relazione di mutuo scambio di nutrienti con altri organismi, solitamente piante. I funghi micorrizici, in particolare, stabiliscono una simbiosi con le radici delle piante. Le piante, attraverso la fotosintesi, producono carboidrati che cedono ai funghi. I funghi, a loro volta, grazie alle loro estese reti miceliali, estraggono dal suolo sali minerali, vitamine, amminoacidi e acqua, cedendoli alle piante.
  • Parassiti: Si nutrono a spese di organismi viventi, attaccandoli quando sono indeboliti da stress ambientali (siccità, caldo estremo, maltempo) o da altri parassiti. Indeboliscono ulteriormente l'ospite, spesso portandolo alla morte.

Esistono anche funghi ibridi:

  • Sapro-micorrizici: Possono formare micorrize con alcune piante ma sono anche in grado di nutrirsi come saprofiti.
  • Sapro-parassiti: Sono in grado di attaccare le piante da parassiti e poi nutrirsi da saprofiti del legno della pianta che hanno causato la morte.

L'Influenza sul Terreno e sulla Vegetazione

Il processo di crescita del micelio nei cerchi delle streghe ha un impatto significativo sul suolo e sulla vegetazione circostante.

  • Disponibilità di Nutrienti: I funghi assorbono elementi essenziali dal suolo, come l'azoto. Questo processo può ridurre la disponibilità di nutrienti per le piante circostanti. Nei casi in cui il micelio è particolarmente efficiente nell'assorbire nitrati d'azoto, la parte interna del cerchio può risultare priva di erba, che entra in sofferenza e secca per l'assenza di nutrienti e acqua, altamente sfruttati dalla colonia fungina.
  • Rilascio di Sostanze: Al contrario, in alcuni casi, i funghi possono rilasciare sostanze nutritive nel terreno. Ad esempio, i nitrati d'azoto prelevati dal terreno al centro del cerchio possono essere rilasciati ai bordi, dove si trovano le fruttificazioni. Questo può favorire la crescita dell'erba, rendendola più rigogliosa e di un colore verde scuro. Tuttavia, un eccessivo rilascio di questi nitrati può portare all'essiccazione dell'erba.
  • Ormoni Vegetali: Alcuni funghi che formano cerchi delle streghe rilasciano ormoni vegetali chiamati gibberelline. Questi ormoni promuovono la crescita e lo sviluppo delle piante, influenzando la germinazione dei semi, l'allungamento del fusto e l'aumento delle divisioni cellulari nelle gemme. Questo può portare le piante che crescono sopra un cerchio di funghi a diventare più alte delle altre. Tuttavia, le gibberelline possono anche influenzare negativamente le radici, limitandone la crescita.
  • Idrofobicità del Suolo: Alcune specie fungine, come il Marasmius oreades (gambesecche), producono composti che rivestono le particelle del terreno, rendendo idrofobico lo strato superficiale. Invece di infiltrarsi, l'acqua scivola lateralmente o evapora più rapidamente, esponendo le radici dell'erba a una siccità localizzata.
  • Tossicità: In certe condizioni, i funghi possono produrre composti che rilasciano cianuro nel terreno. Questo, unito allo stress idrico, può causare l'ingiallimento e il collasso dell'erba, creando gli apparenti "cerchi bruciati" che per secoli hanno alimentato il mito delle "bruciature magiche".

Le Specie Fungine Coinvolte

Il numero esatto di specie fungine in grado di formare cerchi delle streghe non è ancora noto con precisione. Se per anni si è stimato si aggirasse intorno alle 60 specie, le revisioni più recenti suggeriscono un numero assai maggiore, potenzialmente intorno alle 150 specie.

Tra le specie più comunemente associate alla formazione di cerchi delle streghe si annoverano:

  • Marasmius oreades (Gambesecche)
  • Calocybe gambosa (Fungo di San Giorgio, Prugnolo)
  • Clitocybe nebularis (Fungo delle nebbie, Nebbiolone, Ordinale)
  • Infundibulicybe geotropa (Cimballo, Fungo di San Martino)
  • Agaricus campestris (Prataiolo)
  • Agaricus arvensis (Prataiolo dei prati)
  • Agaricus crocodilinus
  • Macrolepiota procera (Mazza da tamburo)
  • Calvatia utriformis, Bovista plumbea, Langermannia gigantea (Vesce)
  • Saproamanita vittadinii
  • Leucopaxillus giganteus

Cerchio di funghi Calocybe gambosa

Miti, Leggende e Folklore

Prima che la scienza ne chiarisse la dinamica, i cerchi delle streghe avevano un posto consolidato nell'immaginario europeo, legati a credenze soprannaturali e magiche.

  • Regni Fatati e Danze Magiche: Nelle culture anglosassoni, erano noti come "fairy rings" e si credeva fossero i luoghi in cui fate ed elfi danzavano di notte. Nelle regioni germanofone, il termine storico "Hexenring" (anello delle streghe) era connesso a danze o presenze sovrannaturali. In Francia, i "ronds de sorciers" o "cercles des fées" erano interpretati come tracce di processioni notturne di streghe, korrigans, draghi o animali fantastici.
  • Origini Soprannaturali: La tradizione tedesca riteneva che gli anelli fatati segnassero il luogo della danza delle streghe durante la Notte di Valpurga. Olaus Magnus, nella sua "Historia de Gentibus Septentrionalibus", sosteneva che gli anelli fossero creati dalla danza sfrenata degli elfi che bruciavano l'erba sotto i loro piedi. In Scandinavia persistevano credenze secondo cui i cerchi (Elfdans) derivassero dalla danza dei folletti.
  • Incubi e Malefici: Altre tradizioni attribuivano la loro origine al diavolo che nascondeva il proprio bidone del latte, o alle code infuocate di draghi volanti. Nel folklore tirolese, si credeva che un cerchio creato da un drago permettesse la crescita di soli funghi al suo interno per sette anni.
  • Pericoli e Punizioni: In generale, era sconsigliato varcare i confini di un cerchio stregato. Si credeva che chi vi entrasse potesse finire in un altro mondo, dove il tempo scorreva diversamente, o rischiare di offendere gli esseri magici. Le pene per aver violato questi confini magici erano varie e spaventose: cent'anni di torpore, la perdita di un occhio, la comparsa di pustole e verruche sulla pelle, o persino l'invisibilità e l'impossibilità di uscire dal cerchio.
  • Luoghi di Asilo: Paradossalmente, in alcune zone, questi cerchi erano considerati luoghi di asilo, dove rifugiarsi in caso di inseguimenti da parte di fiere malvagie, demoni o il Diavolo stesso.
  • Spiegazioni Animali e Naturali: Altre teorie attribuivano la causa dei cerchi alla presenza animale (ricci in amore che si rincorrono, cavalli legati a un paletto centrale, storni in volo notturno) o persino alle talpe che correvano nei loro tunnel circolari, le cui feci ricche di azoto avrebbero fatto crescere rigogliosamente l'erba.
  • Fulmini e Teorie Scientifiche Precoce: Il poeta Erasmus Darwin teorizzò che i cerchi fossero il risultato naturale di un fulmine. Tuttavia, fu il medico e botanico William Withering, nel 1792, ad analizzare il terreno sottostante i cerchi, trovando una massa bianca cotonosa simile a radici (il micelio). Questo segnò l'inizio della spiegazione scientifica, portando al graduale declino delle teorie su elfi e streghe.

Illustrazione storica di elfi che danzano in cerchio

I Cerchi delle Streghe in Italia

In Italia, i cerchi delle streghe sono più diffusi di quanto si pensi, ma spesso sfuggono all'osservazione perché confusi con semplici irregolarità del prato. Si trovano con regolarità nei pascoli, nelle radure prative, nei parchi e nei campi sportivi dove non vengono utilizzati fungicidi sistemici e la concimazione non è eccessiva.

  • Specie Comuni in Italia: Marasmius oreades, Lepista nuda (agarico violetto), Infundibulicybe geotropa, Clitocybe nebularis, e diverse specie di Agaricus (prataioli) sono tra i funghi che formano cerchi.
  • Il Prugnolo e la Tradizione Culturale: Calocybe gambosa, noto come "fungo di San Giorgio" o prugnolo, è una delle specie più apprezzate e attese in Italia. La sua abitudine a manifestarsi in cerchi regolari ha contribuito a creare una mappa culturale del territorio, dove la ricerca del fungo diventa un simbolo di appartenenza a una comunità e un elemento di identificazione del territorio. Per alcuni raccoglitori, l'arrivo dei prugnoli coincide con il ritorno a cerchi noti fin dall'infanzia.

Ingegneri dell'Ecosistema

Oggi, i cerchi delle streghe non sono più considerati semplici curiosità, ma veri e propri "ingegneri dell'ecosistema". Sono strutture viventi capaci di modificare la distribuzione dei nutrienti, l'aspetto della vegetazione e persino la vita microbica del suolo. Il micelio in avanzamento lascia dietro di sé un terreno via via più povero, mentre lungo il bordo attivo crea una fascia più ricca e biologicamente vivace. Questo gradiente influisce direttamente sulle piante, determinando quali specie domineranno e come si svilupperanno. La loro presenza è un indicatore della salute del suolo e dell'equilibrio ecologico dell'ambiente in cui si manifestano.

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