L'immaginario collettivo spesso dipinge il mestiere del gelatiere come un'attività prettamente maschile. Dai film ai versi di Lucio Battisti, l'immagine del gelatiere con il cappellino bianco che gira per le strade con il suo carretto è radicata. Le statistiche confermano questa percezione, con una presenza femminile nel settore che si conta. Sebbene esistano gelaterie gestite da coppie o famiglie, quelle aperte e portate avanti esclusivamente da donne rappresentano una nicchia, un cerchio che si restringe ma che racchiude storie di grande passione e dedizione.
Questo articolo si propone di esplorare il mondo delle gelaterie al femminile nel torinese e dintorni, mettendo in luce sette realtà imprenditoriali guidate da donne che hanno saputo distinguersi per qualità, innovazione e un legame profondo con il territorio. Dalle ricette classiche rivisitate con ingredienti biologici e locali, all'utilizzo di latte di cascina e uova biologiche, fino a gusti creativi e premiati, queste donne stanno ridefinendo il concetto di gelateria artigianale.
Nevedarance: Un Sogno Fruttato a Caluso

Ad una dozzina d'anni dalla sua apertura a Caluso, nel cuore del Canavese, Nevedarance si presenta come una gelateria dal nome fiabesco, che rispecchia la storia delle sue fondatrici, Alessia Torselli e Vera Castrovilli. Per loro, l'apertura di questa attività è stata una vera e propria favola che ha segnato un cambio di vita radicale. Prima di dedicarsi all'arte del gelato, Alessia e Vera avevano accumulato anni di esperienza nel settore degli arredi e dei costumi per il teatro e il cinema. Questa passione per l'estetica e la cura del dettaglio si riflette oggi nella selezione meticolosa di ingredienti biologici e a chilometro zero, utilizzati per creare gusti classici e ricercati. Tra le loro proposte più apprezzate spiccano lo zabaione preparato con il rinomato Caluso Passito, la Cremarancia e un gelato all'Erbaluce brulé, che celebra i sapori tipici del territorio canavesano. La loro filosofia si basa sulla qualità intrinseca delle materie prime, trasformate in esperienze gustative uniche, dimostrando come una passione possa fiorire anche dopo un percorso professionale completamente diverso.
L'Agrigelateria La Porporata: Sostenibilità e Tradizione a San Maurizio Canavese
Sempre nel fertile territorio del Canavese, a San Maurizio, sorge l'Agrigelateria La Porporata. Fondata nel 2016, questa realtà imprenditoriale ha scelto di insediarsi in un'antica cascina, parte integrante dell'azienda agricola di famiglia. Questa scelta non è casuale, ma riflette un profondo legame con la terra e un impegno verso la sostenibilità. L'Agrigelateria La Porporata si distingue per la sua capacità di coniugare la tradizione agricola con l'innovazione nel campo della gelateria. Il latte utilizzato proviene direttamente dalle mucche allevate in azienda, garantendo freschezza e genuinità, mentre la frutta e altri ingredienti sono selezionati con cura, privilegiando la stagionalità e la provenienza locale. Questo approccio "dal campo alla coppetta" permette di offrire un gelato dal sapore autentico, che racconta la storia del territorio e dei suoi prodotti. L'ambiente rustico e accogliente della cascina contribuisce a creare un'atmosfera unica, dove i clienti possono assaporare il gusto genuino di un gelato fatto con amore e rispetto per la natura.
Il Gelato di Giulia: Radici Valdostane e Sapori Autentici a Borgone
Dopo aver esplorato il mondo e vissuto esperienze in terre lontane, Giulia Guastella ha scelto di tornare alle sue radici, nella suggestiva Val di Susa, a Borgone. Qui ha dato vita a "Il Gelato di Giulia", una gelateria che incarna la sua visione di un gelato sostenibile e legato ai sapori autentici del territorio. La filosofia di Giulia si fonda sull'utilizzo di latte di cascina, uova biologiche e frutta di stagione, ingredienti scelti con la massima attenzione per garantire la qualità e la freschezza del prodotto finale. I gusti proposti sono un omaggio alle tradizioni locali, come il gelato ai canestrelli di Vaie o quello preparato con le rinomate paste di meliga. La sua scelta di tornare e investire nel territorio d'origine dimostra un forte attaccamento alle proprie radici e un desiderio di contribuire alla valorizzazione dei prodotti locali. "Il Gelato di Giulia" non è solo un luogo dove gustare un ottimo gelato, ma un punto di riferimento per chi cerca un'esperienza autentica, dove la passione per il cibo si unisce al rispetto per l'ambiente e per le tradizioni.

Cascina Roseleto: Il Gusto Contadino nel Cuore di Torino
Nel vivace quartiere di San Salvario, a Torino, in via Madama Cristina al civico 121, si trova Cascina Roseleto. Questa gelateria è il progetto di Claudia Masera, una donna che ha saputo portare il sapore autentico della campagna nel cuore della città. Cascina Roseleto è strettamente legata all'azienda agricola di famiglia situata a Villastellone, dove Claudia alleva con cura e dedizione le sue "mucche felici". Queste mucche vengono nutrite esclusivamente con erba e fieno, garantendo un latte di altissima qualità che costituisce la base per i gelati. Il concetto di "gelato contadino" si traduce in un prodotto genuino, dove la freschezza delle materie prime è il pilastro fondamentale. I gusti offerti da Cascina Roseleto sono un inno alla terra, con ingredienti selezionati che cambiano seguendo il ritmo delle stagioni. La scelta di Claudia di creare un legame così diretto tra l'attività agricola e la gelateria dimostra una visione imprenditoriale che valorizza la filiera corta e la sostenibilità, offrendo ai clienti un assaggio del vero gusto della campagna torinese.
Casa Clara: Un Tocco Polacco Premiato in Borgo Vittoria

In via Stradella, nel quartiere di Borgo Vittoria a Torino, si cela un gioiello di gusto e accoglienza: Casa Clara. È la gelateria di Sylwia Wdowiak, una donna d'origine polacca che, arrivata in Italia sette anni fa, ha saputo trasformare un luogo inaspettato - l'ex mensa della storica conceria Dorio - in una gelateria di successo. Il nome "Casa Clara" è un dolce omaggio alla nonna Klara di Danzica, un legame affettivo che si percepisce nell'atmosfera calda e familiare del locale. Sylwia ha portato con sé non solo la sua passione per il gelato, ma anche un approccio innovativo e una dedizione alla qualità che le hanno permesso di ottenere riconoscimenti importanti. La sua gelateria si distingue per la creatività nelle ricette e per l'attenzione alla selezione degli ingredienti, creando gusti che sorprendono e deliziano il palato. La storia di Casa Clara è un esempio luminoso di come la determinazione, la passione e un pizzico di nostalgia possano trasformarsi in un'attività imprenditoriale di successo, arricchendo il panorama gastronomico torinese con un tocco internazionale e un profondo legame emotivo.
Nivà: Eccellenza al Femminile con Ambizioni Internazionali
Nivà è l'ultima gelateria al femminile a vantare i prestigiosi tre coni del Gambero Rosso, il massimo riconoscimento del settore. Fondata da Diana De Benedetti insieme alla figlia Dalia Rivolta, Nivà rappresenta un esempio di eccellenza imprenditoriale al femminile con una visione che va oltre i confini locali. Dalia, in particolare, si dedica alla ricerca degli ingredienti e alla messa a punto delle ricette, curando ogni dettaglio per garantire un gelato di altissima qualità. Oltre alle sedi di Torino, situate in piazza Vittorio e corso De Gasperi, Nivà ha esteso la sua presenza anche all'estero, con gelaterie aperte a Cannes, Lisbona e Porto, e utilizza anche un'apecar per eventi speciali. Il segreto del loro successo risiede in un'attenzione maniacale alle materie prime e nella creazione di ricette innovative e audaci. Un esempio di questa creatività è la "Crema Reale 1825", un gusto speciale ideato per celebrare i 200 anni di piazza Vittorio. Nivà dimostra come la passione per il gelato, unita a una solida strategia imprenditoriale e a una costante ricerca dell'eccellenza, possa portare a risultati straordinari, affermandosi come un punto di riferimento nel panorama delle gelaterie artigianali di alta qualità.
Un invenzione fiorentina?storia e origini del gelato artigianale
Il Salone del Vino di Torino: Un Palcoscenico per l'Eccellenza Enogastronomica
Il Salone del Vino di Torino giunge alla sua seconda edizione, un evento che celebra il patrimonio vitivinicolo del Piemonte e non solo. Dal 2 al 4 marzo, le OGR Torino e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano ospiteranno una manifestazione ricca di appuntamenti, anticipata da una settimana di eventi diffusi in tutta la città. La missione del Salone del Vino di Torino 2024 è raccontare il Piemonte del vino in tutte le sue sfaccettature, con un occhio di riguardo alla sostenibilità e alle radici profonde di un territorio proiettato verso il futuro. L'approccio organizzativo, guidato dalla filosofia del "design system", mira a ridurre al minimo l'impatto ambientale e a promuovere pratiche sostenibili.
All'interno del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, i visitatori potranno degustare una selezione di cantine provenienti da tutto il Piemonte. La Strada del Barolo e grandi vini di Langa approfondirà i cru e le annate del Barolo, mentre Fisar Torino offrirà una guida alla scoperta dei grandi vini valdostani. L'Enoteca Regionale del Roero permetterà di esplorare i vini di questo territorio, e l'Onav Torino svelerà i meravigliosi Dolcetti di Ovada. Ais Piemonte e il Consorzio Alta Langa guideranno i partecipanti alla scoperta delle grandi bollicine piemontesi.
Il programma del Salone prevede anche momenti di approfondimento su temi cruciali come la sostenibilità ambientale e i cambiamenti climatici nel mondo del vino e dell'enogastronomia, con la partecipazione di esperti CNR, assessori regionali e docenti universitari. Si parlerà delle potenzialità e delle criticità della filiera vitivinicola e dei suoi sottoprodotti, in un talk curato da professori universitari. La giornata conclusiva, lunedì 4 marzo, sarà dedicata agli operatori professionali, con la presenza di una delegazione di buyer del nord Europa - importatori, distributori, enotecari e wine bar - interessati a scoprire i vini piemontesi attraverso masterclass e incontri con i produttori.
Il Salone del Vino di Torino si conferma un evento di richiamo, capace di valorizzare il grande patrimonio enogastronomico piemontese e di promuovere un turismo consapevole e sostenibile. La collaborazione con numerose realtà di tutela e promozione, tra cui consorzi di tutela di vini come Barbera d’Asti, Caluso, Carema, Canavese, Freisa di Chieri, Collina Torinese, Ovada e Alta Langa, ne rafforza l'importanza e l'ampiezza.

L'edizione 2024 vede inoltre numerose collaborazioni con progetti e associazioni che mirano a promuovere la cultura del vino e del territorio in tutte le sue sfaccettature. La formazione trova spazio con momenti dedicati ai volontari, incentrati sulla storia della viticoltura piemontese, l'enologia e la degustazione, offrendo un'opportunità di crescita a tutti i partecipanti. Il protocollo d'intesa tra l'Associazione Klug APS, la Città di Torino e la Camera di commercio di Torino sottolinea l'impegno verso una promozione enoturistica nazionale e internazionale.
Il Salone OFF, iniziato martedì 27 febbraio, offre un programma diffuso di cene ed eventi che coinvolgono luoghi simbolo della città, dalle piole ai grandi ristoranti, dalle enoteche agli spazi informali. Un intero filone di eventi culturali, ospitato nelle sale del Circolo dei lettori, approfondisce i temi materiali chiave nel mondo del vino di oggi, in relazione alle tre dimensioni della sostenibilità. Giovedì 29 febbraio, un talk affronta il tema dell'inserimento lavorativo di persone fragili nelle aziende vitivinicole, una sfida sociale da affrontare insieme al mondo del vino.
Il format 'Di Libri in Vino', all'interno della Libreria Bodoni, propone la presentazione di importanti pubblicazioni sul mondo del vino, con la partecipazione di autori, registi, divulgatori e archeologi del vino. Giovedì 29 febbraio, l'Erbaluce sarà protagonista, mentre mercoledì 28 e giovedì 29 febbraio, "Le Grandi Cene" porteranno il Salone del Vino nei migliori ristoranti di Torino, in collaborazione con produttori selezionati. Giovedì 29 febbraio, Eataly Lingotto ospiterà l'evento 'Cantine d’Italia 2024', con la degustazione di oltre 100 vini da tutta Italia. Venerdì 1° marzo 2024 torna la Notte Rossa Barbera, una sagra diffusa che celebra la "piola" e la cultura gastronomica piemontese, accompagnata da musica dal vivo e vini di 14 cantine produttrici di Barbera.
Il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, dichiara il sostegno della città al Salone del Vino, mentre Dario Gallina, presidente della Camera di commercio, sottolinea l'impegno dell'ente a rendere l'evento ricco e animato, con particolare attenzione ai produttori locali e alla selezione Torino DOC. Il Salone del Vino 2024 si propone come un evento centrale per la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo piemontese, attirando turisti e appassionati da tutto il mondo.