Ponte Ciolo: Un'Icona di Ingegneria e Bellezza Salentina tra Storia e Innovazione

Il Ponte Ciolo, che si estende per 60 metri al di sopra di una baia nel comune di Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, è molto più di una semplice infrastruttura viaria. È un elemento distintivo del paesaggio naturale salentino, una tappa turistica da non perdere, un trampolino di lancio per tuffi arditi, un set cinematografico e un'icona di bellezza in cui l'opera dell'uomo si fonde in maniera sublime con quella della natura. Ma è anche un pezzo di storia e una pietra miliare dell'ingegneria delle costruzioni, che ha recentemente beneficiato di un imponente intervento di risanamento e retrofitting strutturale e sismico.

Vista aerea del Ponte Ciolo e della baia sottostante

Un Capolavoro di Ingegneria Costruttiva

La costruzione del Ponte Ciolo fu completata tra il 1962 e il 1967 con l'obiettivo di unire le due sponde della gola. Il progetto originale, firmato dall'ingegner Antonio La Tegola, prevedeva inizialmente un ponte a due campate continue, ma le sfide geotecniche legate alla realizzazione della pila centrale resero necessaria una revisione. Nacque così l'attuale ponte a campata unica, un arco a tutto sesto la cui luce è di 41,55 metri. Questa soluzione, caratterizzata da spessori modesti degli elementi strutturali, conferiva all'opera un aspetto leggero e gradevole, contribuendo al contempo a ridurre i costi di costruzione.

L'ingegner La Tegola, in colloqui del maggio 2020, ha raccontato aneddoti avventurosi legati alla sua costruzione. Le strade non esistevano e si accedeva al cantiere tramite tratturi non asfaltati. All'inizio dei lavori, per attraversare la gola, si utilizzava una teleferica improvvisata costruita dalla ditta appaltatrice, la Impresa Ria di Lecce. Il giovane ingegnere dovette trovare soluzioni innovative per garantire la sicurezza e il collaudo, in un'epoca in cui si iniziava a parlare di cemento precompresso e travi in carbonio, considerando anche i venti e il peso del traffico pesante. L'opera fu costruita con l'entusiasmo tipico dei primi anni '60, un periodo in cui tutto sembrava possibile.

Foto d'epoca della costruzione del Ponte Ciolo

Un Simbolo del Paesaggio Salentino

Oltre al suo valore ingegneristico, il Ponte Ciolo è intrinsecamente legato al paesaggio salentino. Si erge a 36 metri sul livello del mare, offrendo a chi lo attraversa una vista mozzafiato sui colori delle acque cristalline e sulle rocce scolpite dal tempo. La sua posizione strategica permette di accedere a percorsi di trekking panoramici, come il celebre "Sentiero delle Cipolliane", e di raggiungere, tramite una scalinata in pietra, un suggestivo "fiordo salentino" con una piccola spiaggia rocciosa. Questo luogo, noto anche come "Ciolo" per via delle gazze (ciàrle in dialetto salentino) che vi nidificavano, è stato utilizzato dall'uomo fin dall'antichità, come testimoniano i resti di manufatti e ossa di animali esotici ritrovati in alcune grotte naturali. Il ponte è diventato un simbolo della scoperta del Salento meno conosciuto, un luogo di bellezza che ha ispirato fotografi, registi e amanti della natura.

La bellezza del Salento: Il Ponte Ciolo e i suoi dintorni

Le Sfide dell'Ambiente Marino e gli Interventi di Manutenzione

Il contesto in cui è inserito il Ponte Ciolo, tuttavia, presenta sfide significative. L'esposizione costante all'azione aggressiva delle onde e dell'aerosol marino ha reso necessari, nel corso degli anni, numerosi interventi di consolidamento e rafforzamento statico, nonché di risanamento strutturale. Tra il 1992 e il 1994, ANAS eseguì un primo rinforzo strutturale che modificò l'aspetto del ponte, raddoppiando lo spessore dell'arco e consolidando le fondazioni. Nel 2002, si intervenne per ripristinare le sezioni in calcestruzzo ammalorate. Successivamente, tra il 2012 e il 2013, la Provincia di Lecce consolidò le strutture fondali ed eseguì rinforzi con fibra di carbonio.

Dettaglio di una sezione del ponte interessata da degrado dovuto alla salsedine

Un Rischio di Crollo e un Progetto di Rinascita

Nonostante questi interventi, nel 2021 il Ponte Ciolo versava nuovamente in condizioni di forte degrado. Una perizia dell'ingegner Claudio Giancane della Società Seti Engineering s.r.l. mise in luce la totale mancanza di armature metalliche in alcune sezioni, una condizione incompatibile con la sicurezza e la funzionalità dell'opera secondo le normative vigenti. La perizia evidenziò un reale rischio di crollo, spingendo la Provincia di Lecce, nel 2022, ad affidare all'ingegner Giancane il progetto definitivo ed esecutivo per un nuovo, ambizioso intervento di risanamento e retrofitting strutturale e sismico. L'obiettivo era non solo adeguare l'opera alle Norme Tecniche delle Costruzioni (NTC) 2018, al nuovo codice della strada e ai regolamenti sul superamento delle barriere architettoniche, ma soprattutto garantire alla struttura una vita utile di almeno 65 anni.

L'Innovazione Mapei per una Durata Centenaria

Il progetto di recupero del Ponte Ciolo si è dimostrato particolarmente complesso, richiedendo interventi su molteplici sezioni dell'opera a causa dell'elevato livello di degrado. La collaborazione con Mapei si è rivelata fondamentale per fornire tecnologie e materiali innovativi, capaci di soddisfare le stringenti prescrizioni progettuali e garantire la durabilità dell'intervento nel lungo periodo. L'ingegner Giancane, supportato anche dalla piattaforma Mapei PRO, ha potuto avvalersi di soluzioni all'avanguardia.

Tra gli interventi principali figurano:

  • La totale ricostruzione corticale dell'arco e dei montanti verticali.
  • La costruzione di una controsoletta all'intradosso del cassone dell'impalcato preesistente.
  • La demolizione e ricostruzione della soletta superiore e delle due campate di estremità.
  • L'ampliamento degli sbalzi e l'adeguamento dei marciapiedi alla normativa.
  • La realizzazione di nuove barriere di protezione (guard-rail) e schermature-parapetti per impedire i tuffi.
  • L'implementazione di un efficiente sistema di smaltimento delle acque meteoriche.
  • Il rifacimento dei giunti stradali e della pavimentazione.
  • L'impermeabilizzazione dell'intero impalcato con poliurea.
  • La sostituzione degli apparecchi di appoggio e la predisposizione di nuove canalizzazioni per gli impianti tecnologici.
  • Il rifacimento dell'impianto di illuminazione.

Per il ripristino del calcestruzzo e la realizzazione di nuove sezioni, è stato impiegato il betoncino colabile ad altissime prestazioni, fibrorinforzato, Mapegrout GF Betoncino B1, in grado di resistere all'azione aggressiva dell'aerosol marino. Per il confezionamento di un calcestruzzo compatto e durevole, è stato utilizzato il legante cementizio espansivo Stabilcem SCC, miscelato con Mapecure SRA per ridurre il ritiro.

Schema delle principali aree di intervento sul Ponte Ciolo

Impermeabilizzazione e Protezione: Scudi contro il Tempo

L'impermeabilizzazione e la protezione del calcestruzzo sono state cruciali per garantire la longevità del ponte. Per le superfici in calcestruzzo recuperate, è stata scelta la malta cementizia bicomponente elastica Mapelastic Guard Zero, ideale per grandi opere esposte a sollecitazioni elevate. Questo prodotto, grazie alla sua elevata capacità di "crack-bridging", protegge le strutture dalle fessurazioni e dalle aggressioni chimiche, come la carbonatazione e la penetrazione dei cloruri, aumentando la durabilità della struttura fino a oltre 50 anni. Come finitura colorata è stata impiegata la pittura elastomerica protettiva anti-fessurazione Elastocolor Pittura Zero.

Per l'impermeabilizzazione dell'impalcato, invece, è stata adottata una soluzione a base di poliurea pura, Purtop 1000, applicata dopo l'uso del primer epossidico Primer SN e uno spolvero di sabbia quarzifera. Questo sistema garantisce uno strato impermeabilizzante elastico, resistente e continuo, efficace anche a basse temperature. Successivamente, è stata applicata una pavimentazione stradale in asfalto, preceduta da uno strato di aggrappo a caldo. Per il rivestimento dei nuovi marciapiedi è stato utilizzato l'adesivo reattivo bicomponente Ultrabond EP 2K, mentre per la stuccatura delle fughe la malta cementizia ad alte prestazioni Ultracolor Plus.

Sezione trasversale dell'impalcato con dettaglio dei materiali impermeabilizzanti

Un Progetto Completato in Tempi Record

I lavori, finanziati con un investimento di oltre 4 milioni di euro del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sono stati appaltati all'impresa Consolidamento Speciali s.r.l. nel marzo 2023. Le imprese esecutrici, MGM s.r.l. e IDROGEO s.r.l., hanno completato l'intervento il 24 aprile 2024, in soli 13 mesi. Questo tempo record, a fronte della complessità e della vastità degli interventi eseguiti, testimonia l'efficienza della progettazione e dell'esecuzione.

L'inaugurazione del ponte, avvenuta il 24 aprile 2024, ha visto la partecipazione delle autorità locali e del progettista, ingegner Giancane. L'infrastruttura è stata illuminata con effetti speciali e drappeggiata con il tricolore, celebrando la sua nuova vita e la sua importanza per il territorio. Gli studi eseguiti durante l'intervento hanno infatti dimostrato scientificamente che il ponte, così come ricostruito, può contare su una vita utile di almeno 100 anni, superando ampiamente gli obiettivi iniziali.

Scheda Tecnica di Cantiere

  • Periodo di costruzione originale: 1962-1967
  • Progettista originale: Antonio La Tegola
  • Periodo dell'intervento di ristrutturazione: 2023-2024
  • Committente: Provincia di Lecce - Servizio viabilità
  • Progettista dei lavori di retrofitting: Claudio Giancane (Seti Engineering s.r.l.)
  • Impresa appaltatrice: Consolidamenti Speciali S.r.l.
  • Imprese esecutrici: MGM s.r.l., IDROGEO s.r.l.
  • Investimento: Oltre 4 milioni di euro

Il Ponte Ciolo rappresenta un esempio emblematico di come l'ingegneria civile moderna possa intervenire su opere storiche, salvaguardandole dal degrado e proiettandole verso un futuro di lunga durata, integrando innovazione tecnologica e rispetto per il contesto paesaggistico.

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