La Carnia, terra di montagne maestose e tradizioni radicate, è stata teatro e ispirazione per numerose manifestazioni culturali che intrecciano storia, arte e identità locale. In questo contesto, figure come Eleonora Cozzi emergono come custodi e diffusori di un patrimonio immateriale di inestimabile valore, legando la sua opera a eventi significativi e a figure chiave della storia carnica. L'anno 2013, in particolare, ha visto la Carnia animarsi di iniziative che hanno esplorato le molteplici sfaccettature della sua identità, dalla musica alla memoria della Resistenza.
Carniarmonie 2013: Un Viaggio Artistico nella Bellezza della Carnia
L'estate del 2013 ha segnato un periodo di intensa attività culturale in Carnia, con il festival "Carniarmonie" che ha offerto un ricco programma di eventi musicali distribuiti in diverse suggestive località. Dal 6 all'11 agosto, la regione è risuonata delle note di musicisti di calibro, offrendo al pubblico un'immersione nella musica classica e nelle sonorità più contemporanee, il tutto incorniciato dagli scenari naturali e architettonici unici del territorio.
Martedì 6 agosto, la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Pesariis di Prato Carnico ha ospitato un concerto di Mario Carbotta al flauto, accompagnato dal Gamavilla Quartet, con un repertorio dedicato alle musiche di W. A. Mozart e A. Dvorák. Il giorno seguente, mercoledì 7 agosto, l'Abbazia di San Gallo a Moggio Udinese ha visto protagonista l'orchestra FVG Mitteleuropa, con Luigi Fracasso al pianoforte e Reinhar Seehafer alla direzione, eseguendo brani di W. A. Mozart e L. v. Beethoven.

Il giovedì 8 agosto, la Sala Azzurra di Forni di Sotto è stata teatro di un'esibizione del Magnasco Trio, dedicato al Tango e al Tango Nuevo, con Gianluca Campi alla fisarmonica, Andrea Cardinale al violino e Alessandro Magnasco al pianoforte, che hanno portato sul palco musiche di J. D'Arienzo, C. Gardel, R. Galliano e A. Piazzolla. La rassegna è proseguita venerdì 9 agosto a Malghetto, nel Palazzo Veneziano, con il Duo Furia-Deiana e il loro spettacolo "La ultima Curda", featuring Fabio Furia al bandoneon e Alessandro Deiana alla chitarra. Infine, sabato 10 agosto, la Pieve di Santa Maria di Gorto a Ovaro ha accolto Aurora Marchi (soprano), Vania Pedronetto (violino) e Davide De Lucia (organo), con musiche di B. Pasquini, J. S. Bach e G. F. Händel.
Questi eventi non sono stati semplici concerti, ma veri e propri dialoghi tra l'arte e il territorio, valorizzando le chiese, le abbazie e i palazzi storici come scenografie naturali per le esecuzioni musicali, creando un'esperienza sinestetica per gli spettatori.
"Microcosmo Anima Hominis": Un'Esperienza Artistica Multiforme
Un altro evento di rilievo che ha visto la partecipazione di Eleonora Cozzi nel 2013 è stata l'esibizione "Microcosmo Anima Hominis". Questo progetto si distingue per la sua natura multidisciplinare, fondendo poesia, musica, danza e canto, con un'attenzione particolare all'ambientazione, intesa come quinto elemento espressivo. Lo spettacolo ha avuto luogo negli esterni di luoghi di forte valenza spirituale, sfruttando lo scenario naturale come palcoscenico.

Sotto forma di un breve tragitto, gli artisti hanno guidato il pubblico in un percorso scandito da soste, che rappresentavano gli atti dello spettacolo e metaforicamente le fasi di un cammino esistenziale. Per Carniarmonie 2013, "Microcosmo Anima Hominis" è stato ambientato nell'intensa cornice del Santuario della Madonna di Raveo, snodandosi dalla strada pietrata che conduce al santuario fino all'antico monastero.
Il cuore pulsante dell'esibizione risiedeva nei testi poetici scritti da Nadia Marcuzzi e interpretati da Eleonora Cozzi. Debora di Centa traduceva i contenuti attraverso il movimento, Johnny Dario evocava le atmosfere con strumenti come il Bodrham, il flauto dolce, l'arpa celtica e la ghironda, mentre Sonia Zanier arricchiva il tutto con il melodioso suono della sua voce. Questo lavoro collettivo esplorava un percorso umano intimo e femminile, un viaggio che, attraversando le oscurità esistenziali, ascende verso la luce dell'amore. L'amore giunge come rivelazione, portando all'accettazione del dolore, alla liberazione dal tormento e alla risoluzione del senso della vita.
L'accesso al Santuario della Madonna di Raveo avveniva raggiungendo il centro del paese nei pressi della Chiesa, da cui si trovavano le indicazioni per l'antica strada pietrata che conduce al luogo sacro. Una passeggiata di circa 20 minuti permetteva di raggiungere il sito, la via d'accesso ufficiale all'area evento. Carniarmonie e il Comune di Raveo declinavano ogni responsabilità civile per danni a persone o cose a chiunque avesse scelto percorsi diversi da quello indicato. Il Santuario stesso ha una storia legata a un'apparizione della Madonna avvenuta nel 1619, che spinse la devozione popolare alla costruzione di una chiesa dedicata alla Maternità di Maria.
La Festa delle Resistenze: Memoria e Attualità
Un altro evento significativo, sebbene datato luglio 2017, che evoca il legame tra la Carnia e la sua storia di resistenza, è la "Festa delle Resistenze", organizzata dalla Sezione ANPI "Aulo Magrini" di Paluzza. Questo appuntamento, che si svolgeva nella piazza del paese, includeva interventi istituzionali, come i saluti del Sindaco di Paluzza, dott. Aulo Magrini, e presentazioni di libri e relatori di spicco.
In questo contesto, la figura di Aulo Magrini, partigiano e figura di riferimento per la Carnia, viene celebrata attraverso la presentazione del libro a lui dedicato: "Aulo Magrini e la Carnia - vita, luoghi, ragioni di un Partigiano". La presentazione era curata dal Prof. Enrico Stagni, componente direttivo nazionale EMERGENCY, che ha collegato la resistenza di ieri a quella di oggi, sottolineando l'importanza di mantenere viva la memoria storica e di tradurla in impegno civile contemporaneo.

La serata commemorativa a Malga Pramosio e Valle del But, con la relatrice Dott.ssa Marina Di Ronco, affrontava il tema "Contesto storico sui fatti", mentre la lettura scenica "Il latte, il sangue e i fiori" di Carlo Tolazzi, interpretata da Anna Cossetti ed Eleonora Cozzi con l'accompagnamento musicale di Alvise Nodale, offriva una prospettiva più intima e artistica sugli eventi storici.
Questi eventi, pur svolgendosi in anni diversi, dimostrano una continuità nell'interesse per la storia della Resistenza carnica, vista non solo come un capitolo del passato, ma come una fonte di ispirazione per le sfide del presente. L'impegno di associazioni come l'ANPI e la partecipazione di figure come Eleonora Cozzi sono fondamentali per mantenere viva questa memoria e per promuovere una riflessione critica sulla sua rilevanza odierna.
Eleonora Cozzi: Un Profilo Culturale e Intellettuale
L'attività di Eleonora Cozzi si inserisce in un contesto di profonda connessione con la Carnia, non solo come interprete artistica ma anche come studiosa e divulgatrice della sua storia e cultura. La sua formazione accademica, con una laurea in filosofia presso l'Università degli studi di Trieste, unita alla maturità magistrale, testimonia un solido background intellettuale.
La sua produzione bibliografica evidenzia un interesse spiccato per gli aspetti demografici, urbanistici, architettonici e sociali della Carnia. Tra le sue opere si annoverano contributi come "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni" (1975), "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906-1938" (1988), e la cura dell'archivio Vittorio Molinari con la pubblicazione di "Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo" (2007). Ha inoltre curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano" (2013) e pubblicato "Rinaldo Cioni - Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945" (2014).

Il suo interesse si estende anche alla Prima Guerra Mondiale, con la pubblicazione di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”" (2014, edizione cartacea riveduta nel 2016). La collaborazione con il fratello Marco e la pubblicazione di articoli sul periodico Nort dimostrano un impegno costante nella ricerca e nella divulgazione storica.
La sua esperienza lavorativa come psicopedagogista l'ha portata ad approfondire problematiche legate alla didattica nella scuola dell'infanzia e primaria, attività di promozione della lettura e divulgazione storica presso l'ISIS F. Solari di Tolmezzo. L'esperienza come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) e la partecipazione al gruppo culturale "Gli Ultimi" completano il profilo di una figura poliedrica, profondamente legata al territorio carnico e impegnata nella sua valorizzazione attraverso molteplici forme espressive e intellettuali.
La figura di Eleonora Cozzi incarna dunque un esempio di come la cultura, la storia e l'arte possano intrecciarsi per creare un legame indissolubile con un territorio, mantenendo viva la memoria e proiettandola verso il futuro.