La Via della Carta: Storia, Innovazione e Futuro del Distretto Cartario Lucchese

Lucca, terra di antica tradizione e vivace innovazione, affonda le sue radici in un passato profondamente intrecciato con l'arte della fabbricazione della carta. Questa vocazione, alimentata dalla ricchezza idrica del territorio e da una creatività che attraversa i secoli, ha plasmato l'identità economica e culturale della regione, dando vita a uno dei distretti cartari più importanti d'Europa. Dalle prime produzioni di "cartapecora" nel Duecento alla moderna industria del "tissue" e del cartone ondulato, la storia della carta a Lucca è un racconto di ingegno, resilienza e costante adattamento.

Mappa del distretto cartario lucchese

Le Origini Lontane: Dalla Cartapecora al XVII Secolo

La storia della carta a Lucca è un viaggio che inizia in tempi remoti. Le prime tracce documentate risalgono al 1307, anno in cui venne istituita la Corporazione dei Cartolai. Questi artigiani, dediti alla produzione della "cartapecora", un tipo di pergamena ottenuta dal vello degli animali, posero le basi per un'industria che avrebbe segnato profondamente il territorio. La metà del Cinquecento vide la nascita della prima vera cartiera a Lucca, fondata da Vincenzo Busdraghi in un vecchio mulino sapientemente attrezzato e restaurato, con il cruciale supporto economico della nobile famiglia lucchese dei Buonvisi.

Il XVII secolo segnò un'ulteriore espansione del settore. Importanti famiglie lucchesi, tra cui spicca la famiglia Biagi, si dedicarono con fervore alla produzione cartaria. Alla fine del Seicento, lo Stato Lucchese contava ben otto cartiere attive, dislocate nei luoghi più ricchi di acqua. Tra queste, la cartiera Buonvisi, la cartiera Montecatini a Piegaio, la cartiera Biscotti a Villa Basilica, la cartiera Tegrimi a Vorno, la cartiera del capitano Francesco Pacini a Villa Basilica, la cartiera Grassi, la cartiera di Anchiano e la cartiera di Collodi. Questa fioritura produttiva, pur portando prosperità, non fu esente da conflitti. Verso la fine del Seicento, la cosiddetta "guerra degli stracci" scoppiò tra mercanti di stracci, che miravano a esportare la materia prima attraverso il porto di Viareggio, e gli imprenditori cartai lucchesi, desiderosi di preservarla per la produzione locale. Alla fine, prevalse la volontà dei fabbricanti di carta, portando a una limitazione e regolamentazione dell'esportazione di stracci.

Illustrazione di antichi artigiani della carta

L'Innovazione Ottocentesca: La Carta Paglia e la Trasformazione del Settore

Il XIX secolo si aprì con una rivoluzione nel settore: nel 1834, Stefano Franchi, un farmacista di Villa Basilica, inventò per caso la carta paglia. Questo nuovo tipo di carta, utilizzata per imballaggi e caratterizzata da un colore giallo distintivo, era prodotta da un composto di paglia, calce e acqua. L'invenzione di Franchi rappresentò un momento di svolta cruciale, poiché permise la creazione di un prodotto facilmente reperibile e a costi contenuti. Il successo fu straordinario: nel 1911, la provincia di Lucca vantava ben 106 cartiere artigianali a conduzione familiare, impiegando circa 1.400 addetti, in gran parte donne. La carta paglia divenne il prodotto di punta, con una produzione annuale che raggiungeva i 65.000 quintali.

Nel dopoguerra, molte cartiere intrapresero un profondo processo di riconversione industriale, modificando i sistemi di lavorazione. La materia prima impiegata divenne sempre più la "carta da macero", e il processo di asciugamento avveniva "a caldo", con la carta che usciva dalla macchina già completamente asciutta. Questo nuovo sistema rese obsoleti i locali precedentemente adibiti a "spanditoi", che con il tempo caddero in disuso. Principalmente a causa della mancanza di aree adeguate, le storiche famiglie di cartai della valle si trasferirono nella piana lucchese, contribuendo in pochi decenni a trasformare Lucca nel polo cartario più importante d'Italia e uno dei più significativi d'Europa.

Alessandro Barbero - Carta

Il XX Secolo e Oltre: Tissue, Cartone Ondulato e il Distretto Globale

Gli anni Settanta segnarono un ulteriore cambiamento epocale. Nel 1971, il numero delle cartiere a Lucca era salito a 211. In questo decennio, la carta paglia iniziò a essere progressivamente sostituita dalla produzione di "tissue" e cartone ondulato. L'era della "carta gialla" giunse al termine, anche a causa di una legge del 1976, volta alla protezione delle risorse idriche, che rese la produzione di carta paglia eccessivamente onerosa.

Il distretto cartario lucchese dimostrò una notevole capacità di adattamento e innovazione. Oggi, il Distretto Cartario di Capannori controlla circa l'80% della produzione nazionale di carta tissue e un valore vicino al 40% della produzione nazionale di cartone ondulato. Lucca si conferma così capitale mondiale del tissue e leader europeo per la carta ad uso industriale. Questa trasformazione ha visto la crescita di grandi imprese e una forte concentrazione di aziende nel settore del cartario.

Immagine di macchinari moderni per la produzione di carta

"La Via della Carta della Toscana": Recupero e Valorizzazione di un Patrimonio

La consapevolezza dell'importanza storica e culturale di questo patrimonio ha portato alla nascita di progetti ambiziosi. "La Via della Carta della Toscana" è un'idea nata dieci anni fa e recentemente finanziata con tre milioni di euro, provenienti da Arcus e dalla Regione Toscana. L'obiettivo è recuperare architetture storiche e memorie legate alla produzione cartaria, creando percorsi fruibili che coinvolgano le energie locali.

Il progetto prevede interventi mirati, come il restauro dell'"Opificio Le Carte" presso il Museo della Carta di Pietrabuona di Pescia. Un altro cantiere importante riguarda il recupero di antiche vie di collegamento tra le valli di Pescia e Villa Basilica, utilizzate fino a metà del Novecento dai lavoratori delle cartiere. Enrico Fontana, direttore di Lucense, sottolinea come questo progetto di sistema interprovinciale, promosso e sostenuto dal Distretto Cartario di Capannori, miri a valorizzare le testimonianze culturali, naturalistiche e architettoniche legate alla carta.

"La Via della Carta della Toscana" si integra in un'offerta turistica e culturale più ampia, collegandosi ad altre eccellenze del territorio come il Parco di Pinocchio, le Terme di Montecatini, il patrimonio culturale di Lucca e Pistoia, il turismo balneare della Versilia e le strade dell'olio e del vino. Il progetto coinvolge attivamente le province di Lucca e Pistoia, unendo le loro tradizioni secolari nella lavorazione della carta, che risalgono al '400 e che oggi si traducono in un'industria solida e riconosciuta a livello internazionale.

Tra i prossimi interventi previsti, figura il recupero della Cartiera Nardi a Villa Basilica, una delle più significative testimonianze di archeologia industriale, nota per la produzione della carta paglia. La forza di "La Via della Carta della Toscana" risiede nella sua capacità di calarsi perfettamente nel contesto territoriale, valorizzando un legame profondo tra l'industria, la cultura e il paesaggio.

L'Ex Cartiera Calamai: Un Nuovo Capitolo per un Luogo Storico

Nel cuore di Lucca, in piazza Varanini, si affaccia l'ex cartiera Calamai, uno degli edifici storici che necessitano di un recupero. La proprietà, facente capo alla famiglia Pasquini della Lucart, ha recentemente presentato al Comune una domanda di autorizzazione paesaggistica per un intervento di "ristrutturazione edilizia". Sebbene si tratti ancora di passi preliminari, l'intenzione è quella di ridare vita a questo immobile, che ha bisogno di una completa ristrutturazione. L'immobile ha già visto episodi di degrado, con caduta di calcinacci, che hanno richiesto interventi di messa in sicurezza.

Il regolamento urbanistico vigente prevede la possibilità di una destinazione "composita" per l'area, consentendo sia la destinazione alberghiera che quella residenziale. Al piano terra, sono ammesse anche destinazioni commerciali e direzionali. L'intervento dovrà inoltre prevedere la demolizione di volumi considerati "incongrui" tra l'edificio e la scarpata interna delle Mura, volumi che potranno poi essere recuperati nella ristrutturazione.

Queste previsioni urbanistiche risalgono a un periodo in cui i Pasquini possedevano sia la cartiera Calamai che un complesso più grande adiacente. All'epoca, era stato concepito un ambizioso progetto per realizzare un albergo, che avrebbe modificato radicalmente l'aspetto della zona, collegando le due strutture con un ponte pedonale pensile e ripristinando la viabilità tra via Buiamonti e piazza Varanini. L'accordo con un'importante catena alberghiera italiana era già stato siglato, ma il progetto subì un'interruzione nell'ambito dei Prusst (piani urbanistici a indirizzo sostenibile). Nel frattempo, il mercato immobiliare subì trasformazioni, riducendo le potenzialità per strutture di quel tipo. Di conseguenza, i Pasquini cedettero la parte principale del complesso a un fondo immobiliare, mantenendo la proprietà della più piccola cartiera Calamai. L'immobile si trova ora a confrontarsi con la presenza di un'isola interrata per la gestione dei rifiuti, un elemento che aggiunge complessità alla sua futura riqualificazione.

Vista dell'ex cartiera Calamai a Lucca

Lucca e il Distretto Cartario: Un Contesto Economico Complesso

L'industria cartaria e le aziende di meccanica per la sua lavorazione costituiscono un settore economicamente di primaria importanza per il territorio lucchese. Tuttavia, l'analisi del contesto economico generale rivela dinamiche complesse. Secondo le analisi della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, nei primi sei mesi del 2023, l'export dalla provincia di Lucca ha superato i 2,6 miliardi di euro, un risultato storico. Il comparto della nautica, con 534 imprese e 648 localizzazioni, rappresenta il settore che più contribuisce al PIL di Lucca, con il 12,7% dell'intero comparto manifatturiero.

Segue la carta e cartotecnica, con 152 imprese e 286 localizzazioni. Nonostante la sua importanza storica e strutturale, il settore cartario ha registrato una frenata nel 2023, con un calo delle esportazioni del 5,9%. Questo rallentamento è attribuito principalmente al calo delle vendite verso la Spagna (-32,8%), non completamente compensato dall'aumento delle esportazioni verso la Polonia (+27,1%). Il valore delle esportazioni del settore cartario si è attestato a 1,1 miliardi di euro.

Lucca è la culla del più importante distretto cartario d'Europa, che, a fronte dei brillanti risultati del 2022, ha subito questo rallentamento. La presenza copiosa di acqua ha storicamente favorito lo sviluppo dell'arte di fabbricare carta in questa zona. Il distretto ha il controllo di circa l'80% della produzione nazionale di carta tissue e un valore prossimo al 40% della produzione di cartone ondulato nazionale, confermando la sua leadership nel settore a livello europeo per la carta ad uso industriale.

L'analisi delle diverse filiere produttive lucchesi rivela un panorama variegato. Il settore lapideo, con 308 imprese nel Lucchese, rappresenta un altro pilastro dell'economia locale, con una forte concentrazione di piccole imprese e un fatturato significativo. La nautica, come già accennato, domina la scena economica, con un distretto che occupa circa 7.000 addetti e vede la presenza di leader mondiali come Azimut Benetti. La storia della carta a Lucca, pur affrontando sfide economiche attuali, rimane un patrimonio inestimabile, un motore di innovazione e un elemento distintivo dell'identità del territorio. Il progetto "La Via della Carta della Toscana" rappresenta un passo fondamentale per la sua valorizzazione e per la sua proiezione verso il futuro.

Illustrazione di una moderna cartiera

tags: #ex #cartiera #calamari #lucca