Il Leccinum scabrum: Caratteristiche, Habitat e Commestibilità del Porcinello Grigio

Il Leccinum scabrum, comunemente noto come Porcinello grigio o Fungo Leccino, è un fungo micorrizico appartenente alla famiglia delle Boletaceae, all'ordine Boletales e alla classe Basidiomycetes. Il suo nome scientifico deriva dal latino: "leccinus" fa generalmente riferimento all'habitat del fungo, il leccio (Quercus ilex), mentre "scabrum" significa "ruvido al tatto", alludendo alla superficie granolosa del gambo. È uno dei funghi più ricercati e raccolti, apprezzato per la sua carne bianca che non scurisce al taglio, una caratteristica distintiva rispetto ad altri funghi del genere Leccinum.

Leccinum scabrum in un bosco di betulle

Classificazione e Nomenclatura

Il Leccinum scabrum è classificato all'interno del genere Leccinum, che comprende diverse specie di boleti caratterizzate da un gambo squamoso. La sua appartenenza tassonomica è la seguente:

  • Divisione: Basidiomycota
  • Classe: Basidiomycetes
  • Ordine: Boletales
  • Famiglia: Boletaceae
  • Genere: Leccinum
  • Specie: Leccinum scabrum

Sinonimi obsoleti includono Boletus scaber e Trachypus scaber. Il fungo è conosciuto con una vasta gamma di nomi comuni e dialettali in tutta Italia, che spesso riflettono il suo habitat o le caratteristiche fisiche: Porcinello, Boleto scabro, Leccino, Betullino, Beola, Donna Nera (nel Biellese), Cravin, Gambetta, Sürlo, Gambetta grisa, Crava grisa, Cravetta. Molti di questi nomi evidenziano l'associazione con la betulla o descrivono il colore scuro del gambo (es. "Gambe grigie", "Caponero").

A livello internazionale, il fungo è noto come "birch bolete" in inglese, "Gemeiner Birkenpilz" in tedesco (fungo comune di betulla), "Bolet rude" in francese, e con nomi che richiamano la sua associazione con la betulla o la sua superficie ruvida in diverse lingue europee e asiatiche.

Descrizione Morfologica del Fungo Leccino

Il Cappello

Il cappello del Leccinum scabrum può raggiungere un diametro considerevole, fino a 15 cm o più. In fase giovanile, presenta una forma emisferica, simile a una mezza sfera. Man mano che matura, diventa prima convesso, assumendo una forma più appiattita, e infine tende a spianarsi completamente. La superficie della cuticola è generalmente liscia, vellutata e priva di depressioni significative. Il colore varia dal bianco sporco al marrone chiaro, nocciola, con possibili sfumature giallastre. Talvolta possono comparire piccole macchie più chiare o più scure. Il bordo del cappello è solitamente regolare. La cuticola è asciutta in condizioni di tempo secco, ma può diventare leggermente vischiosa con l'umidità.

I Tubuli e i Pori

L'imenoforo, la parte fertile del fungo situata sotto il cappello, è costituito da tubuli e non da lamelle, caratteristica comune ai boleti. Nei giovani esemplari, i tubuli sono di colore bianco, ma con l'invecchiamento diventano più scuri, assumendo tonalità grigio-verdi. Crescendo, i tubuli si allungano e tendono a diventare prevalenti rispetto alla carne del cappello. Sono molto sottili e si asportano facilmente. I pori, le aperture dei tubuli, sono piccoli, di forma tondeggiante e presentano un colore che va dal biancastro al grigio, virando verso il bruno rosato con l'età.

Il Gambo

Il gambo è una delle caratteristiche distintive del Leccinum scabrum. È solitamente lungo e slanciato, con un'altezza variabile tra 8 e 15 cm e un diametro di circa 2-4 cm. Da giovane può apparire piuttosto obeso, con una forma panciuta, ma crescendo assume la sua tipica forma assottigliata, rimanendo leggermente più ingrossato alla base e sottile sotto il cappello. Si stacca facilmente dal cappello. La sua consistenza è soda negli esemplari giovani, ma tende a diventare fibrosa con l'età. Il colore di fondo è bianco sporco ed è ricoperto da piccole squame che, inizialmente chiare, diventano progressivamente più scure con la maturazione del fungo.

Gambo squamoso di un Leccinum scabrum

Le Spore

Le spore del Leccinum scabrum sono di colore giallo con sfumature cannella in massa. Hanno una forma allungata, a fuso, sono lisce e guttulate (presentano goccioline oleose interne). Le loro dimensioni misurano generalmente tra 13-21 x 4-6 µm.

La Carne

La carne è un'altra caratteristica fondamentale per il riconoscimento e l'apprezzamento del Leccinum scabrum. Ha un colore bianco sporco ed è immutabile, ovvero non cambia colore al taglio, al tocco o alla cottura. Questa sua peculiarità la distingue da molti altri funghi del genere Leccinum, la cui carne tende a virare al grigio o al nero. Solo dopo molto tempo o in esemplari molto vecchi, la carne può assumere un leggero colore rosato. La consistenza è tenera ma soda negli esemplari giovani, mentre tende a diventare molle in quelli più adulti. L'odore è gradevole, leggero e tipico del fungo, mentre il sapore è dolciastro e generalmente apprezzato.

Habitat e Diffusione

Il Leccinum scabrum è un fungo simbionte che stabilisce una relazione micorrizica, ovvero di mutuo beneficio, prevalentemente con la betulla (Betula spp.), da cui deriva uno dei suoi nomi comuni più diffusi. Predilige quindi i boschi di betulle, ma può associarsi anche ad altre latifoglie come faggi, querce e castagni. Ama i luoghi aperti, soleggiati ed ariosi, come radure erbose, margini del bosco o zone con bassa vegetazione come eriche e brughi, evitando invece le zone eccessivamente ombreggiate. La sua distribuzione è strettamente legata alla presenza delle betulle.

Leccinum Scabrum @ Conoscere i funghi 24.09.2014

È molto comune in Europa, specialmente nelle regioni settentrionali e alpine, e in Scandinavia. Manca o è raro negli ambienti mediterranei più caldi e asciutti dove le betulle faticano a vegetare. La sua presenza è documentata anche in Asia, nell'Himalaya, in Mongolia, Tibet e Giappone. Recentemente, grazie all'introduzione di specie di betulle esotiche in Australia e Nuova Zelanda, il Leccinum scabrum sta espandendo la sua distribuzione anche in Oceania. In Italia, è diffuso nelle regioni settentrionali, con presenze più limitate in zone specifiche dell'Appennino e del Sud Italia, come la Sila e l'Etna.

Il periodo di crescita va dall'inizio dell'estate fino all'autunno, con una fruttificazione ottimale dopo abbondanti piogge in presenza di temperature miti.

Specie Simili e Riconoscimento

Il Porcinello grigio può essere confuso con altre specie del genere Leccinum, ma alcune caratteristiche aiutano a distinguerlo. Ad esempio, il Leccinum caprinum preferisce boschi con latifoglie diverse dalla betulla, presenta una superficie del cappello più rugosa e la sua carne vira al grigio-brunastro.

È fondamentale prestare attenzione durante la raccolta, poiché, sebbene il Leccinum scabrum sia un ottimo commestibile, la possibilità di confonderlo con specie simili, anche tossiche, è sempre presente. Le specie del genere Leccinum in generale sono caratterizzate da un portamento slanciato, cappello convesso e gambo ricoperto da scaglie. Tuttavia, le sfumature di colore del cappello, la colorazione e la forma delle squame sul gambo, e soprattutto il comportamento della carne al taglio, sono elementi chiave per una corretta identificazione.

Ad esempio, il Leccinum aurantiacum (Porcino rosso) ha un cappello arancione o rosso-marrone e le squame sul gambo diventano rossastre con l'età. Il Leccinum versipelle presenta un cappello arancione chiaro e squame nere sul gambo. Il Leccinum pseudoscabrum, associato più spesso al carpino, si distingue per la cuticola corrugata e l'annerimento rapido della carne.

Commestibilità e Utilizzo

Il Leccinum scabrum è considerato un ottimo commestibile, particolarmente apprezzato per la sua carne bianca e immutabile. La sua consistenza soda contribuisce ulteriormente alla sua buona commestibilità. Tuttavia, è consigliabile consumare solo gli esemplari più giovani, eliminando sempre la parte del gambo, che risulta dura e coriacea. Negli esemplari più maturi, la carne tende a diventare molle e il sapore meno gradevole. Inoltre, quando i tubuli del cappello sono molto sviluppati, è preferibile rimuoverli, anche se non è strettamente necessario negli esemplari più giovani.

Piatto di funghi Leccinum scabrum cucinati

La carne del Leccinum scabrum diventa bruno-nerastra dopo la cottura, ma questo non ne compromette il valore culinario. I funghi vanno cotti accuratamente, poiché una cottura insufficiente potrebbe causare disturbi gastrointestinali. Sono versatili in cucina: ottimi trifolati, in padella con carne, come ripieno per piatti come i cappelletti, o essiccati per conservarne il sapore.

Proprietà Nutrizionali e Benefici

Come la maggior parte dei funghi commestibili, il Leccinum scabrum è un alimento a basso contenuto calorico, ricco di proteine, fibre, vitamine (in particolare del gruppo B) e minerali essenziali come potassio, fosforo e selenio. Le fibre contribuiscono alla regolarità intestinale, mentre le proteine vegetali lo rendono un'ottima aggiunta a diete equilibrate. La presenza di antiossidanti può contribuire alla protezione cellulare.

CARTA D’IDENTITÀ

  • Nome Scientifico: Leccinum scabrum (Bull.) Gray
  • Nomi Comuni: Porcinello grigio, Leccino, Betullino, Boleto scabro
  • Divisione: Basidiomycota
  • Classe: Basidiomycetes
  • Ordine: Boletales
  • Famiglia: Boletaceae
  • Genere: Leccinum
  • Cappello: 5-15 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine convesso-guancialiforme. Cuticola asciutta, vellutata, poi liscia, leggermente viscosa con l'umido. Colore grigio-nocciola, bruno-nocciola, ocra-brunastro.
  • Tubuli: Lunghi, arrotondati al gambo, da bianchi a crema ocracei.
  • Pori: Piccoli, rotondi, inizialmente bianchi, poi giallognoli, leggermente ocracei alla pressione.
  • Gambo: 7-16 x 1-6 cm, inizialmente obeso, poi slanciato, duro, fibroso, bianco, ricoperto da scaglie fitte, brunastre.
  • Carne: Bianca, immutabile al taglio o molto lentamente appena imbrunente. Sapore gradevole.
  • Habitat: Boschi di betulle e altre latifoglie, luoghi aperti e soleggiati.
  • Periodo Vegetativo: Estate - Autunno.
  • Commestibilità: Buon commestibile da giovane. Gambo fibroso da scartare.

Sebbene il Leccinum scabrum sia un fungo ampiamente diffuso e apprezzato, la sua raccolta richiede conoscenza e attenzione per distinguerlo da specie simili e per garantirne un consumo sicuro e consapevole.

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