Le Galline e gli Asparagi: Un Connubio Rurale tra Alimentazione e Sostenibilità

La questione apparentemente minima di cosa mangiano le galline si rivela, a un’analisi più approfondita, un argomento di vasta portata che interseca temi cruciali come la sostenibilità ambientale, la qualità del cibo e il benessere animale. In un contesto globale in cui la carne avicola è diventata la più consumata nel mondo occidentale, con 23 miliardi di capi su 30 miliardi di animali da allevamento secondo un reportage dell’Economist del gennaio 2019, diventa fondamentale comprendere le implicazioni di questa produzione.

La Dignità Animale nell'Allevamento Moderno

Annamaria Pisapia, responsabile italiana di Compassion In World Farming, sottolinea una prospettiva etica fondamentale: "ogni animale è un singolo individuo". Questa visione si contrappone nettamente alla realtà degli allevamenti industriali, dove "la vita non ha valore" e la perdita di una percentuale significativa di animali non intacca il valore produttivo aziendale, poiché "alla fine sono solo dei numeri". La dignità animale è al centro di questo dibattito, poiché gli animali comunemente destinati al consumo sono "programmati per avere una crescita rapida e una vita breve, al chiuso, stipati a decine di migliaia nei capannoni". Di fronte a questa realtà, Pisapia esorta i consumatori a una scelta consapevole: optare per prodotti che riportano in etichetta "pollo allevato all’aperto". Questa scelta non solo "permette all’animale di vivere meglio", ma garantisce anche al consumatore "prodotti con una più elevata qualità nutrizionale". Il messaggio è chiaro: "less is better", ovvero consumare meno carne, ma di migliore qualità, evitando il fenomeno dei "polli che scoppiano", descritti in una campagna olandese come carne gonfia che si dimezza in cottura. In questo scenario, la gallina, con la sua capacità di autoregolarsi nell'alimentazione, e animali come la "cornuta" e le sue simili, toniche e robuste, possono rappresentare un'alternativa compatibile con il benessere animale, la natura, l'ambiente e la sostenibilità.

Alimentazione delle Galline: Tra Cibi Sicuri e Pericoli Nascosti

La dieta delle galline è un aspetto cruciale per il loro benessere e la loro produttività. Essendo animali onnivori, le galline selvatiche si nutrono di una vasta gamma di alimenti, che variano stagionalmente: erbe, piante, semi e una moltitudine di insetti come cavallette, termiti, zecche, coleotteri e ragni, con una predilezione particolare per vermi, bruchi e larve.

Nel contesto dell'allevamento, l'alimentazione si basa prevalentemente sui cereali, che devono essere sempre disponibili. Le galline consumano anche verdure, erbe e frutta, sebbene in quantità minori. L'integrazione con vegetali freschi è fondamentale per l'apporto di vitamine essenziali.

Tuttavia, esistono alimenti che possono rivelarsi tossici o pericolosi per le galline. Tra questi spiccano:

  • Fagioli crudi: Contengono la tossina fitoemoagglutinina, pericolosa anche in piccole quantità. Per renderli sicuri, è necessario ammollarli per diverse ore, scartare l'acqua di ammollo, sciacquarli bene e bollirli per almeno 15 minuti.
  • Solanacee non mature: Patate, melanzane e pomodori verdi contengono solanina. Sebbene la cottura riduca la solanina, e i pomodori maturi ne contengano poca, è consigliabile evitarne la somministrazione quando sono acerbi.
  • Zucchero e sale: Una dieta eccessivamente ricca di zuccheri o sale è tossica per le galline, che pesano molto meno di un essere umano.
  • Muffe: La muffa su frutta e verdura non è sempre innocua. È molto difficile distinguere quali muffe siano tossiche per le galline, pertanto è prudente evitare avanzi ammuffiti.
  • Latticini: Le galline non digeriscono bene i latticini, che possono causare forti diarree, disidratazione e persino la morte.
  • Avocado: Contiene persina, una tossina fungicida presente soprattutto nella buccia e nel seme, assente nella polpa.
  • Semi di mela: Contengono amigdalina, che può provocare intossicazioni da cianuro.
  • Agrumi: È opportuno evitare di somministrare agrumi, comprese buccia e parte bianca interna.
  • Cioccolato: Contiene teobromina e caffeina, tossiche anche per gli uccelli.
  • Rabarbaro: Sia il rabarbaro che le sue foglie contengono acido ossalico, una tossina.
  • Cipolle: Contengono tiosolfato, che può danneggiare i globuli rossi e causare anemia. Anche aglio, scalogno ed erba cipollina appartengono alla famiglia degli allium, ma l'aglio è considerato sicuro in quanto contiene meno tiosolfato.
  • Carne cruda e avanzi di insaccati: Possono essere veicolo di malattie come la salmonellosi. Sebbene le galline siano attratte dalla carne cruda in natura, è buona norma evitarne la somministrazione in allevamento per prevenire aggressività e cannibalismo.
  • Pane: Sebbene apprezzato, il pane dovrebbe essere somministrato con parsimonia, poiché può causare problemi digestivi e diarrea.

Gallina che razzola in un prato

Gestione dell'Allevamento Rurale: Polli, Ulivi e Asparagi

L'idea di associare la coltivazione di ulivi con asparagi selvatici e polli ruspanti biologici, come proposto da un allevatore, apre scenari interessanti di consociazione agricola e sostenibilità. La domanda su quanti polli e galline sia possibile allevare in circa 2 ettari di uliveto, con l'intento di farli razzolare liberamente riducendo al minimo i mangimi confezionati, solleva diverse questioni pratiche e normative.

La norma per definire un allevamento "bio" prevede un minimo di 1 pollo ogni 10 metri quadrati, ma con ulteriori requisiti. Per quanto riguarda le razze, si suggerisce di optare per un ibrido ruspante adatto al macello dopo i 4 mesi (come il Collo nudo, Kabir o Golden Comet), oppure una razza da carne insieme a una ovaiola, o una razza a duplice attitudine.

Il mangime, seppur integrato con ciò che le galline trovano razzolando, non può essere completamente abolito; è necessario un apporto minimo che varia in base all'età. Per un allevamento biologico, si consiglia di preparare autonomamente mix di granaglie.

Per quanto concerne il rientro al ricovero serale, i polli generalmente tornano da soli, anche se alcune razze come Livorno o Ancona potrebbero preferire dormire sugli alberi se ne avessero la possibilità. È importante abituarli al pollaio chiudendoli per la prima settimana, dopodiché si abitueranno a rientrare autonomamente. Ricorda che i polli ruspanti tendono a non allontanarsi eccessivamente dal loro ricovero, solitamente entro 80-100 metri.

Polli e galline possono stare insieme, ma con accorgimenti, specialmente se si tratta di esemplari di età o specie diverse, che potrebbero richiedere pollai e recinti separati per motivi igienici e per evitare atti di sopraffazione. Le uova fecondate possono essere vendute normalmente o utilizzate per la riproduzione, a seconda delle normative e delle scelte dell'allevatore.

Un aspetto fondamentale da considerare nella consociazione è l'impatto del pascolo delle galline sul manto erboso. In primavera ed estate, l'erba rigogliosa permette alle galline di trovare cibo a sufficienza. Tuttavia, in autunno e inverno, un numero eccessivo di capi può portare al consumo totale dell'erba, riducendo il suolo a terra nuda e cruda, con tempi lunghi per il suo ripristino. Per questo motivo, è consigliabile lasciare passare alcuni mesi tra un ciclo di allevamento e l'altro per permettere al terreno di rigenerarsi.

Allevare GALLINE: come iniziare il pollaio 🐔

Razze, Gestione e Nutrizione per un Allevamento Sostenibile

La scelta delle razze e la gestione degli spazi sono determinanti per un allevamento di successo. Per un allevamento da reddito, si consiglia di optare per ibridi ruspanti come il Collo nudo, Kabir o Golden Comet, che offrono una carne pregiata. In alternativa, si possono incrociare razze da carne con razze ovaiole, oppure optare per razze a duplice attitudine.

È fondamentale fornire un'alimentazione bilanciata. Per i pulcini in accrescimento, sono necessarie maggiori quantità di proteine (circa 23%) e calcio per lo sviluppo muscolo-scheletrico. Le galline ovaiole, in particolare, richiedono un apporto di calcio giornaliero compreso tra 4 e 5 grammi per garantire la formazione di gusci solidi. La carenza di calcio può portare alla produzione di uova con guscio sottile o molle, fragilità ossea e, nei casi più gravi, a crisi ipocalcemiche.

La gestione dello spazio è altrettanto cruciale. Le galline necessitano di ampi spazi all'aperto per razzolare ed esplorare, con aree ombreggiate per proteggersi dal caldo eccessivo. Il pollaio deve offrire riparo, posatoi e cassette nido in numero adeguato, garantendo isolamento termico, ventilazione e protezione dai predatori. Le mangiatoie e gli abbeveratoi devono essere mantenuti puliti e controllati regolarmente.

Le galline sono animali sociali e curiosi, e la solitudine può causare stress e indebolire il loro sistema immunitario. È importante che vivano in gruppo, tenendo conto della gerarchia interna per evitare conflitti quando si introducono nuovi esemplari o si separa un individuo malato. L'arricchimento ambientale, attraverso bagni di sabbia, giochi e diverse superfici su cui arrampicarsi, contribuisce al loro benessere psico-fisico.

La scelta di razze ovaiole, come le Livornesi, che depongono uova bianche, può essere strategicamente vantaggiosa. Le galline da carne hanno un ciclo di vita più breve (5 mesi - 1 anno), mentre le ovaiole possono essere tenute più a lungo (fino a 3 anni). La riproduzione continua delle razze da carne è necessaria, mentre quella delle ovaiole è più sporadica. Se si allevano solo razze che producono uova dal guscio marrone, si rischia di ritrovarsi con un eccesso di ovaiole, che richiedono lo stesso lavoro di macellazione delle razze da carne ma pesano meno. Le razze a duplice attitudine, pur offrendo una soluzione più "universale", possono comportare un costo maggiore per le uova a causa del maggiore consumo di mangime da parte delle galline.

Un aspetto da non sottovalutare è l'impatto delle galline sul terreno. Un numero eccessivo di capi in uno spazio limitato può portare al degrado del suolo. Per questo, un approccio graduale, iniziando con un numero limitato di galline ovaiole adulte e monitorando l'impatto sul terreno, può essere più prudente. Le ovaiole, consumando meno, esercitano un minore impatto sul terreno rispetto alle razze da carne.

La macellazione delle galline, soprattutto per chi è alle prime armi, può essere un processo laborioso che richiede tempo e pratica. Iniziare con galline ovaiole e macellarne alcune solo al raggiungimento dei limiti di età può essere un modo per acquisire familiarità con il processo.

Asparagi e Galline: Un Potenziale Binomio Rurale

L'idea di associare l'allevamento di galline ruspanti con la coltivazione di asparagi selvatici in un uliveto rappresenta un modello di agricoltura integrata e sostenibile. Le galline, razzolando liberamente, possono contribuire al controllo di insetti nocivi per gli ulivi e le colture di asparagi, riducendo la necessità di pesticidi. Allo stesso tempo, gli asparagi selvatici possono offrire un ulteriore fonte di cibo per le galline, integrando la loro dieta con erbe e germogli.

L'uliveto stesso fornisce ombra e riparo per le galline, creando un ecosistema più equilibrato. Questo tipo di consociazione non solo ottimizza l'uso del suolo, ma promuove anche la biodiversità e riduce l'impronta ecologica dell'azienda agricola. La chiave del successo risiede in una pianificazione attenta che consideri la densità appropriata di animali per ettaro, la gestione del pascolo per evitare il degrado del suolo e la fornitura di un'alimentazione complementare adeguata per garantire la salute e la produttività delle galline. In questo modo, il connubio tra galline e asparagi in un uliveto diventa un esempio concreto di come l'agricoltura possa evolvere verso pratiche più rispettose dell'ambiente e del benessere animale.

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