La straordinaria ascesa di Jannik Sinner nel mondo del tennis ha inevitabilmente acceso i riflettori su tutta la sua cerchia, generando una curiosità crescente verso le figure che hanno contribuito a plasmare il campione. Tra queste, spicca senza dubbio quella del padre, Hanspeter Sinner, il cui percorso professionale e i cui valori hanno profondamente influenzato la mentalità e la carriera del figlio. La sua storia, intimamente legata alla cucina e alla gestione di un rifugio alpino, rivela un uomo di principi solidi, dedito al lavoro e profondamente radicato nella sua terra d'origine.

Dalle cucine del Rifugio Fondovalle alla tavola del campione
Hanspeter Sinner ha trascorso una parte significativa della sua vita ai fornelli, accumulando un'esperienza ventennale come cuoco presso il Rifugio Fondovalle (Talschlusshütte) in Val Fiscalina. Questa lunga permanenza in un ambiente tanto suggestivo quanto impegnativo ha forgiato in lui una filosofia culinaria basata sul rispetto per la materia prima e sulla valorizzazione di ogni singolo ingrediente. "Ogni piatto che mangi deve essere preparato con la stessa cura di un piatto che ti piacerebbe ricevere" è il mantra che guida il suo operato, un principio che si traduce in un approccio meticoloso e appassionato alla preparazione del cibo.
La sua dedizione alla cucina si estende anche a un'ottica di sostenibilità e ingegnosità. L'idea che "Anche di una patata non si butta via nulla" è diventata il motore di creazioni innovative, come dimostra la celebre "Padella dell’Alpinista". Questo piatto, nato dall'esigenza di recuperare i canederli avanzati dal giorno precedente, è una ricca rosticciata che unisce canederli, cipolla, alloro e aglio rosolati, pezzetti di filetti di maiale e una saporita salsa gulash, il tutto servito con un'insalata cruda di cavolo cappuccio. Un esempio lampante di come l'arte culinaria possa trasformare gli avanzi in prelibatezze, riflettendo la sua capacità di pensiero laterale e di problem-solving.
Un altro piatto che ha lasciato un segno indelebile nel menù del Rifugio Fondovalle è il risotto con porcini freschi, preparato con un burro aromatizzato al pino mugo autentico, non con semplici essenze. Questa attenzione ai dettagli e all'uso di ingredienti genuini testimonia la sua profonda connessione con il territorio e la sua volontà di offrire esperienze culinarie che ne rispecchino l'essenza.

La filosofia del "zero sprechi" e il legame con la terra
La filosofia di Hanspeter Sinner sulla gestione delle risorse in cucina è profondamente radicata in una cultura del lavoro e del rispetto per la terra che ha respirato fin da bambino. Cresciuto in una famiglia semplice e attenta alla cura dei prodotti, ha appreso il valore intrinseco di ogni risorsa. Un aneddoto raccontato da chi lo ha conosciuto bene descrive suo padre commosso alla vendita di un vitello, segno tangibile di quanto gli animali fossero considerati parte integrante della famiglia e del ciclo agricolo, trattati con cura e rispetto perché fondamentali per il lavoro nei campi. Questo legame ancestrale con la terra e con gli animali si riflette nel suo approccio alla cucina, dove nulla viene sprecato e ogni ingrediente viene valorizzato al massimo delle sue potenzialità.
Questa mentalità si è tradotta in un'etica lavorativa che ha ispirato generazioni di giovani cuochi. Hanspeter è stato descritto come una figura gentile e precisa, un mentore capace di "bacchettare al momento giusto, ma sapeva anche ringraziare". La sua dedizione e la sua passione per il mestiere lo hanno reso un punto di riferimento non solo per i suoi allievi, ma anche per la comunità locale e per i numerosi turisti che frequentavano il rifugio.

I "Maccheroni Chef": il piatto preferito di Jannik
Se Hanspeter Sinner è noto per i suoi piatti iconici, una menzione speciale merita la ricetta dedicata al figlio Jannik: i "Maccheroni Chef". Questo piatto, preparato dal padre quando Jannik si recava al Rifugio, era una combinazione ricca e gustosa di sugo di ragù della casa, speck, zucchine, melanzane, funghi e panna fresca. Sebbene Jannik non frequentasse il rifugio con la stessa assiduità del fratello Mark, questi momenti speciali erano resi ancora più memorabili da un piatto che rappresentava il calore e l'affetto familiare.
La passione per il cibo e per la cucina è un filo conduttore che lega indissolubilmente la famiglia Sinner. Non è un caso che Jannik stesso, nel descrivere il suo approccio al lavoro e alla gestione del team, attinga spesso a metafore culinarie, riconoscendo nel mestiere del padre una fonte di ispirazione per la coesione e l'armonia necessarie in ogni gruppo di lavoro.
Masterclass - A lezione da Jannik Sinner e Riccardo Piatti
Dalla montagna al circuito mondiale: un padre al fianco del figlio
Nel 2022, Hanspeter Sinner ha intrapreso una nuova avventura professionale, lasciando la stufa del rifugio per unirsi allo staff del figlio Jannik in qualità di chef personale. Questa scelta, lungi dall'essere una semplice transizione lavorativa, rappresenta un profondo gesto di sostegno paterno e un'opportunità per recuperare il tempo trascorso lontano a causa degli impegni agonistici del figlio. Il suo ruolo si è ampliato, trasformandosi in quello di un vero e proprio "chef di tutto il team", garantendo un'alimentazione curata e personalizzata per Jannik e per coloro che lo accompagnano nel suo percorso professionale.
Questa nuova fase della sua vita, seppur svolgendosi in contesti diversi - dalle cucine di lusso degli hotel ai circuiti internazionali - non ha intaccato la sua passione e la sua dedizione. Il destinatario del suo lavoro è cambiato, ma l'essenza della sua arte culinaria, fatta di cura, qualità e amore per il cibo, rimane immutata. La sua presenza discreta ma costante al fianco di Jannik testimonia il forte legame familiare e l'importanza dei valori trasmessi, un sostegno invisibile ma fondamentale per il successo del giovane campione.

Un modello di vita: libertà, rispetto e gioco di squadra
La filosofia educativa di Hanspeter Sinner e di sua moglie Siglinde ha giocato un ruolo cruciale nella formazione di Jannik. Hanno sempre incoraggiato il figlio a perseguire i propri sogni, garantendogli la libertà di scegliere senza mai esercitare pressioni. "Auguro a tutti di avere genitori come i miei, che mi hanno lasciato la libertà di scegliere senza mai farmi pressioni" ha dichiarato Jannik, sottolineando l'importanza di questa autonomia nella sua crescita.
Questa libertà di scelta si estende anche al campo professionale. Un episodio emblematico risale all'infanzia di Jannik, quando giocava a calcio nella squadra locale allenata proprio da suo padre. Dopo aver segnato un gol dribblando l'intera difesa avversaria senza passare la palla ai compagni, Hanspeter lo sostituì per insegnargli una lezione fondamentale: il gioco di squadra viene prima dell'individualismo. Questo insegnamento, trasmesso con fermezza ma con amore, ha plasmato la mentalità di Jannik, instillando in lui il rispetto per i compagni, per il lavoro di squadra e per l'importanza della coesione, concetti che egli stesso applica oggi nel suo team sportivo.
La famiglia Sinner, con la sua riservatezza, la sua dedizione al lavoro e i suoi valori solidi, rappresenta un esempio di come le radici profonde e un'educazione basata sulla libertà e sul rispetto reciproco possano forgiare non solo un campione del tennis, ma soprattutto un uomo di spessore. La figura di Hanspeter Sinner, dunque, va ben oltre quella di un semplice cuoco; è il pilastro di una famiglia che ha saputo trasmettere al figlio non solo l'amore per lo sport, ma anche una bussola morale che lo guiderà in ogni aspetto della sua vita.