La Dakar, un nome che evoca immagini di sabbia infinita, sfide estreme e una tenacia che va oltre i limiti umani. Non è una semplice gara, ma un'epopea che mette alla prova non solo la meccanica dei veicoli, ma soprattutto lo spirito e la resistenza degli uomini. Come ha ben riassunto uno stremato concorrente all'arrivo, "non è una sfida tra motori: è una cosa talmente lontana dalla realtà da non poter essere raccontata". Fin dalla sua concezione, l'intento era chiaro: "Qui si viene per soffrire".
Un Sogno che Prende Forma nel Deserto
Per Guido Dalla Rosa Prati, un uomo di sport che ha sempre cercato il limite nelle discipline più sfidanti, la Dakar rappresenta la realizzazione di un sogno coltivato per trent'anni. L'imminente partenza per la 44esima edizione del rally, che si tuffa nell'immenso deserto dell'Rubʿal-Khālī, segna il culmine di questa aspirazione. "E' normale, la Dakar è un sogno che finalmente realizzo", spiega Guido mentre completa gli ultimi preparativi. La sua Nissan Patrol, un veicolo che ha già affrontato raid estremi, è pronta a scattare il 1° gennaio, affrontando una delle sfide più ardue del pianeta.

La particolarità di questa avventura risiede nella composizione dell'equipaggio. Al fianco di Guido, ci sarà Luigi Capitani, un altro parmigiano noto per i suoi successi nel rugby. Nessuno dei due è un pilota automobilistico di professione, ma la loro determinazione è incrollabile: "ma vogliamo arrivare fino in fondo". La loro strategia si basa sulla tenacia e sulla robustezza della loro Patrol 4.5, un mezzo che, nonostante qualche anno sulle spalle, conserva la forza necessaria per affrontare le insidie del deserto.
La Dakar Classic: Un Tuffo nel Passato per Affrontare il Futuro
La vettura che guideranno Dalla Rosa e Capitani parteciperà alla Dakar Classic, una categoria speciale dedicata ai veicoli storici. Stefano Calzi, meccanico e pilota esperto con un legame profondo con il Sahara, ha preparato meticolosamente la Nissan Patrol. Questo mezzo ha un pedigree di tutto rispetto, essendo appartenuto a Stéphane Peterhansel, una leggenda di questo sport. Calzi, la cui officina è rinomata per la preparazione di bolidi da competizione, ha una decennale esperienza nella Dakar e conosce a fondo le esigenze di questo rally estremo.
"In questo caso la macchina di Dalla Rosa e Capitani parteciperà alla Dakar Classic, la corsa dedicata ai mezzi che arrivano dal passato", spiega Calzi. Nonostante la natura "vintage" della competizione, la sfida rimane immensa: 8.375 chilometri distribuiti su dodici tappe nel cuore di un ambiente ostile, dove l'infinito si estende tra sabbia, pietra e un calore implacabile.
La preparazione della vettura è un esempio di ingegneria mirata all'essenzialità. "La macchina che ho preparato dell'originale mantiene la carrozzeria e il blocco motore. Tutto il resto è stato rifatto e quello che non serviva è stato tolto", afferma Calzi, citando il principio di Henry Ford: "In una macchina quello che non c'è non può rompersi". Questa filosofia è fondamentale in un contesto dove ogni componente è sottoposto a stress estremi.
La Sfida della Regolarità e della Navigazione
La Dakar Classic non è una gara di velocità pura, ma una competizione di regolarità. In questo formato, il navigatore assume un'importanza pari a quella del pilota. La capacità di mantenere la rotta corretta in un paesaggio privo di strade è cruciale, poiché perdersi nel vasto deserto è una possibilità concreta. "Io e Capitani ci alterneremo tra guida e navigazione sapendo che gli altri concorrenti spesso si sono preparati più di noi", ammette Guido Dalla Rosa Prati, consapevole che la preparazione degli avversari è un fattore determinante.
Mentre altri equipaggi hanno trascorso mesi ad allenarsi e a testare i propri mezzi tra gli Emirati e la Tunisia, Dalla Rosa e Capitani si sono trovati a rincorrere una preparazione ottimale a causa di impegni che li hanno tenuti lontani. Il loro viaggio verso la Dakar è iniziato con un decollo da Malpensa, mentre il Capodanno è stato festeggiato in una tenda nell'oasi di Ha’il, segnando l'inizio effettivo dell'avventura nel deserto.

Il Prezzo della Passione: Fatica Fisica e Tensione Psicologica
L'esperienza della Dakar è fisicamente e psicologicamente estenuante. Le notti trascorse in tenda, i comfort ridotti al minimo e le lunghe ore di gara quotidiane mettono a dura prova sia la meccanica dei veicoli che la resistenza degli uomini. Attraversare fiumi in secca da secoli, pietraie impervie e piste appena abbozzate sottopone la vettura a sollecitazioni estreme.
"Con il passare delle ore cresce la tensione", confida Guido. Se all'inizio prevaleva la gioia di poter finalmente partecipare a un evento sognato per trent'anni, ora, con la partenza imminente, subentra un timore reverenziale di fronte a un'esperienza difficile da immaginare appieno. Questo è il fascino intrinseco della Dakar: la sua capacità di spingere gli individui ai propri limiti, offrendo al contempo una ricompensa emotiva incommensurabile.
Stefano Calzi, che ha vissuto la Dakar innumerevoli volte, conosce bene questo dualismo. "Ogni volta dicevo 'adesso basta'", ammette, ricordando le edizioni passate. "Il quinto giorno della gara ti ritrovi a pensare 'ma chi me l'ha fatto fare' e non vedi l'ora di salire in aereo e tornare a casa. Il giorno dell'arrivo, invece, scatta qualcosa: e non vedi l'ora che passi un anno per ripartire di nuovo". Questa ciclicità di sofferenza e gratificazione è ciò che rende la Dakar un'esperienza unica e quasi dipendenza.
L'Autocross Italiano: Velocità e Competizione su Terra
Parallelamente alle sfide estreme della Dakar, il panorama italiano dell'automobilismo sportivo offre un terreno fertile per la competizione, in particolare nel mondo dell'autocross. Il Gravel Challenge 2024, il campionato italiano velocità su terra, rappresenta un palcoscenico dove piloti e mezzi si sfidano in un contesto di pura adrenalina.
Nella prima tappa del Gravel Challenge 2024, tenutasi a Vighizzolo d’Este, il pilota padovano ha dominato la classe Superbuggy, la più prestigiosa del campionato. Dopo aver conquistato la pole position, ha concluso i sette giri previsti in 6’54’’426 a bordo del suo Superbuggy Fast & Speed Skoda, distanziando di quasi sette secondi il compagno di squadra Peter Stecca. Mattia Tasso ha completato il podio, confermando l'alto livello della competizione nella classe Superbuggy.

Nella categoria Kart Cross, caratterizzata da monoposto con motori motociclistici, Nicola Landrini di Berzo Inferiore (Brescia) ha conquistato una vittoria al cardiopalma, precedendo Fabio Pizzi per soli 721 millesimi. Questa classe ha visto la partecipazione di sette piloti, dimostrando la crescente popolarità dell'autocross in Italia.
Nei Buggy, monoposto con motori fino a 1600 cc, è stato un altro pilota padovano, Mattia Arduini, ad aggiudicarsi la vittoria. Il formato "challenge", che prevede una lotta contro il tempo con un solo mezzo in pista, ha visto invece trionfare Stefano Nadalini nel raggruppamento 1-5 e Nicola Landrini nel raggruppamento 6. Una menzione speciale va al debuttante Michael Adolfo Gilberti, che, nonostante non avesse ancora raggiunto la maggiore età, ha conquistato un eccellente terzo posto nella serie 6, dimostrando un talento precoce.
Il Gravel Challenge 2024 proseguirà il suo cammino con il secondo round previsto a Latina nel weekend del 29-30 giugno. Nato come un'estensione estiva del campionato italiano su ghiaccio (Ice Challenge), questo campionato mira a consolidare la sua presenza nel mondo dell'off-road targato Aci Sport. L'introduzione del formato Challenge, ispirato alla disciplina su ghiaccio, ha lo scopo di avvicinare un pubblico più ampio e vetture performanti alla disciplina, offrendo ai piloti un'opportunità per acquisire esperienza in un contesto sicuro e professionale.
La Passione per i Motori: Tra Dakar e Autocross
La passione per i motori si manifesta in modi diversi, ma accomuna tutti coloro che scelgono di dedicare tempo e risorse a questo sport. Dalle dune infinite della Dakar, dove la resistenza e la navigazione sono fondamentali, ai circuiti sterrati dell'autocross italiano, dove la velocità e la competizione diretta dominano la scena, l'essenza rimane la stessa: la sfida, la determinazione e l'amore per la guida.
I piloti parmigiani, come Guido Dalla Rosa Prati e Luigi Capitani, incarnano lo spirito di avventura e la ricerca del limite che caratterizzano la Dakar. La loro partecipazione, pur non provenendo da un background di piloti professionisti, sottolinea come la Dakar sia accessibile a chiunque sia disposto a mettersi alla prova e a soffrire per realizzare un sogno.
Dall'altra parte, i successi nel Gravel Challenge 2024, come quelli ottenuti dai piloti padovani e bresciani, evidenziano la vitalità e la competitività dell'autocross italiano. Queste competizioni, pur su scala diversa, richiedono abilità di guida eccezionali, una profonda conoscenza del mezzo e una grande determinazione.
La frase "HP Racing A.S.D. AGH PEINS ME !!! Mi sembra però che loro parmigiani (fighetti )anzichè il ME, dicono MI !! D'altronde noi cioè io sono un fighetto parmigiano!!" aggiunge un tocco di umorismo e rivalità amichevole, tipico del mondo delle competizioni. Anche se i tempi sul giro di 1/8 di miglio (7,920 sec) e 1/4 di miglio (11,819 sec) potrebbero sembrare modesti rispetto alle sfide estreme della Dakar, rappresentano comunque un traguardo significativo per chi li raggiunge, dimostrando un impegno e una dedizione notevoli.
La Dakar e l'autocross italiano, pur distinti nelle loro specificità, condividono un filo conduttore: la passione per la velocità, la sfida e la capacità umana di superare i propri limiti, sia che si tratti di affrontare il deserto più grande del mondo o di competere su circuiti sterrati. Entrambe le discipline offrono scenari unici per mettere alla prova abilità, resistenza e spirito di sacrificio, trasformando la semplice guida in un'avventura indimenticabile.
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