La comunità di Teglio e l'intera provincia di Sondrio piangono la scomparsa di Rezio Donchi, una figura di spicco e un vero e proprio "monumento" per il territorio. All'età di 85 anni, Rezio Donchi è stato stroncato da un infarto nella sua casa di Teglio. La sua eredità è profondamente legata alla fondazione, nel 2002, dell'Accademia del Pizzocchero di Teglio, istituzione di cui ha ricoperto la presidenza fino al 2016, lasciando un'impronta indelebile nella promozione della cultura e delle tradizioni locali.

Rezio Donchi era un uomo d'azione, una persona che non si perdeva in parole ma che traduceva ogni intenzione in programmazione e realizzazione concreta. La sua parola data era un impegno solido, mantenuto sempre e con prontezza, una qualità universalmente riconosciuta e stimata da un vasto circolo di persone: dai cittadini comuni agli amministratori pubblici, dai rappresentanti di associazioni a esponenti politici, da figure religiose a personalità del mondo dell'arte e della cultura. La sua dedizione e il suo operato hanno lasciato un segno profondo nel tessuto sociale e culturale della Valtellina.
Un Percorso di Vita Tra Impegno Professionale e Passione per il Territorio
Prima di dedicarsi anima e corpo alla promozione del pizzocchero e del territorio, Rezio Donchi ha ricoperto un ruolo dirigenziale di rilievo nella società Quadrio Costruzioni. Questo background professionale gli ha conferito un'organizzazione e una visione strategica che ha poi applicato con successo in tutte le sue iniziative. La sua capacità di gestione e la sua determinazione sono state elementi chiave nel successo dei progetti che ha intrapreso.
Ma la sua vita non si è limitata all'ambito lavorativo. Rezio Donchi è stato anche un fondatore attivo nella comunità. È stato tra i promotori del Lions Tellino, ricoprendone la presidenza per diverse volte, dimostrando un forte impegno nel servizio sociale e nella promozione del benessere collettivo. La sua leadership e la sua visione hanno contribuito a rafforzare il tessuto associativo locale.
La Nascita e l'Ascesa dell'Accademia del Pizzocchero di Teglio
La sua "creatura" più celebre, l'Accademia del Pizzocchero di Teglio, è stata fondata il 2 agosto 2002 da Rezio Donchi insieme ad altri 26 soci fondatori. L'obiettivo statutario, chiaramente definito all'articolo 2 dello Statuto, è quello di "tutelare, promuovere e diffondere il pizzocchero di Teglio e tutte le espressioni tipiche dell’enogastronomia della provincia di Sondrio". Questo statuto non è una mera formalità, ma il manifesto di una missione che Rezio Donchi ha perseguito con instancabile passione.
L'Accademia, fin dalla sua nascita, si è distinta per il suo carattere non politico e non lucrativo, focalizzando ogni sforzo sulla realizzazione del suo scopo primario. Per raggiungere tale obiettivo, ha sostenuto una vasta gamma di attività, tra cui la partecipazione a studi e convegni, l'organizzazione e la presenza a manifestazioni enogastronomiche e fiere di settore. La gestione delle informazioni attraverso i media e la creazione di contatti e scambi con realtà sia nazionali che estere sono stati altri pilastri della sua strategia promozionale.

Sotto la guida visionaria di Rezio Donchi, l'Accademia ha contribuito in modo determinante a fare di Teglio la patria riconosciuta del pizzocchero. Le sue numerose iniziative e la sua opera di promozione instancabile hanno diffuso questo piatto simbolo non solo oltre i confini provinciali, ma in tutta Europa e nel mondo, rendendolo un'espressione autentica della tradizione gastronomica e dell'identità culturale di un'intera comunità. La sua opera ha trasformato il pizzocchero da piatto locale a icona gastronomica internazionale.
La Rivista "La Voce": Un Megafono per la Tradizione
Un elemento fondamentale nella strategia promozionale dell'Accademia è stata la rivista "La Voce". Nel 2002, anno della fondazione dell'Accademia, uscì il numero zero di questa pubblicazione ufficiale. "La Voce" si è rapidamente imposta come un mezzo di comunicazione insostituibile, giocando un ruolo cruciale nella promozione del pizzocchero di Teglio, nella tutela della sua qualità e nella diffusione della sua conoscenza come espressione della cultura enogastronomica locale. Attraverso le sue pagine, la storia, la ricetta e le iniziative legate al pizzocchero sono state raccontate e valorizzate, raggiungendo un pubblico sempre più vasto.
Un Ambasciatore Gastronomico nel Mondo
L'impegno di Rezio Donchi e dell'Accademia da lui fondata ha varcato innumerevoli confini, portando il pizzocchero di Teglio in luoghi prestigiosi e significativi. L'elenco delle destinazioni è lungo e testimonia la portata del suo operato:
- Italia: Dalla Camera dei Deputati a Roma al Museo Nazionale delle Paste Alimentari di Roma, dove nel 2009 l'Accademia ricevette un premio per il suo impegno. La partecipazione a eventi come il BIT di Milano nel 2004 e la promozione sul treno Cisalpino da Milano a Zurigo nel 2005 dimostrano la volontà di raggiungere ogni possibile piattaforma di visibilità.
- Europa: Il Consiglio d'Europa a Strasburgo, il Parlamento Europeo a Bruxelles, dove nel 2008 la regina del Belgio Paola di Liegi espresse il proprio apprezzamento per la preparazione dei pizzoccheri. Parigi, nel 2013, ha visto l'Accademia impegnata nella promozione dei prodotti enogastronomici valtellinesi in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana per la Francia e la Banca Popolare di Sondrio.
- Città del Vaticano: Luoghi di grande spiritualità e importanza storica come l'Università Lateranense di Roma e i Musei Vaticani, dove nel 2012 fu realizzata una cena di beneficenza che valse all'Accademia la targa d'onore "Papa Giovanni XXIII".
Questi viaggi non erano semplici dimostrazioni culinarie, ma vere e proprie missioni diplomatiche volte a promuovere non solo un piatto, ma l'intera identità culturale e territoriale della Valtellina.
Riconoscimenti e L'Eredità di un Visionario
L'impegno di Rezio Donchi nel far conoscere Teglio e il suo patrimonio è stato ampiamente riconosciuto. Nel 2012, gli fu assegnato il prestigioso premio Tellino d’oro, un tributo ai suoi meriti nel promuovere l'immagine e le eccellenze del territorio. Questo riconoscimento sottolinea il suo ruolo fondamentale come ambasciatore della Valtellina.
La sua dedizione alla causa del pizzocchero e della cultura locale è stata una costante nella sua vita. Recentemente, nel novembre 2023, gli "Amici di Rezio e di Giorgio" si sono ritrovati a Teglio per ricordare queste due figure carismatiche che hanno lasciato un segno indelebile. In quell'occasione, è stato presentato un calendario 2024, "made in Tecnostampa", che racchiudeva "ricordi" di Rezio e Giorgio, attraverso poesie e dipinti, a testimonianza del profondo legame affettivo e culturale che Rezio Donchi aveva instaurato con la sua comunità.
Nel 2009, il Museo Nazionale delle Paste Alimentari di Roma ha conferito un premio all'Accademia per l'impegno nella promozione del pizzocchero, un ulteriore sigillo del valore del suo lavoro.
Un Passaggio di Testimone e la Continuità degli Intenti
Nell'aprile 2016, Rezio Donchi ha compiuto un gesto di grande lungimiranza, proponendo al Consiglio l'elezione di Flavio Bottoni come nuovo Presidente dell'Accademia. Lui stesso è stato nominato Presidente Onorario, un titolo che riconosce il suo ruolo fondativo e la sua inestimabile contribuzione. Il mandato di Bottoni ha proseguito nel solco tracciato da Donchi, mantenendo la continuità degli intenti e degli scopi, pur introducendo le innovazioni necessarie per adattarsi alle mutate esigenze dei tempi. L'obiettivo rimaneva quello di creare una rete di rapporti e conoscenze per potenziare l'offerta turistica di Teglio legata al pizzocchero.
La scomparsa di Rezio Donchi, avvenuta sabato 28 novembre 2020, ha colpito profondamente la Valtellina. Dopo aver lavorato per molti anni come manager alla Quadrio Curzio Costruzioni, si era dedicato con passione alla promozione del suo paese natale. Il suo nome rimarrà per sempre indissolubilmente legato all'Accademia del Pizzocchero, un'istituzione che incarna la sua visione e il suo amore per la tradizione.
La Fondazione Pro Valtellina, riconoscendo il valore di figure come Rezio Donchi, mette a disposizione un contributo per premiare coloro che si distinguono per attività a favore del territorio, contribuendo a diffonderne l'immagine e a rafforzarne il valore culturale, sociale ed economico. Rezio Donchi è stato, senza dubbio, uno dei più appassionati ambasciatori della Valtellina e della Valchiavenna, impegnandosi con determinazione per valorizzarne tradizioni, cultura ed eccellenze enogastronomiche ben oltre i confini provinciali.
La sua eredità vive non solo nell'Accademia del Pizzocchero, ma in ogni pizzocchero preparato e gustato, in ogni iniziativa che promuove la ricchezza della Valtellina, e nel ricordo affettuoso di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di essere ispirati dalla sua dedizione e dalla sua visione. Rezio Donchi ha dimostrato come la passione, unita a un'azione concreta e a una visione chiara, possa trasformare un piatto tradizionale in un simbolo di identità culturale e in un motore di sviluppo per un intero territorio.