L'Emilia-Romagna si conferma, ancora una volta, una regione d'eccellenza nel panorama enogastronomico italiano. La nuova Guida Ristoranti d'Italia 2025 del Gambero Rosso celebra questo territorio con ben 147 insegne segnalate, un numero che testimonia la grande vivacità e la costante evoluzione della sua offerta culinaria. Con 27 nuovi ingressi, la regione dimostra una notevole capacità di rinnovamento, capace di attrarre e valorizzare talenti emergenti accanto a istituzioni consolidate. L'edizione 2025, che ha rinnovato la sua veste grafica e i suoi simboli di valutazione - introducendo il "razzo" per le avanguardie e lo "smile" per il miglior rapporto qualità/prezzo - ha posto l'accento su una ristorazione sempre più attenta alla sostenibilità, all'innovazione e all'autenticità.

L'Eccellenza dell'Emilia-Romagna: Tre Forchette e Tre Gamberi
Tra le insegne più prestigiose, spiccano i ristoranti che hanno ottenuto il massimo riconoscimento delle "Tre Forchette". In Emilia-Romagna, questo ambito premio è stato assegnato a due realtà di altissimo livello: Da Gorini a Bagno di Romagna (FC) e l'iconica Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena.
Da Gorini, gestito da Gianluca Gorini e Sara Silvani, è descritto dai compilatori del Gambero Rosso come una tappa obbligata, capace di esaltare l'originalità del menù e la qualità delle materie prime. Piatti come il "coniglio in tegame con patate alla cenere nocciola e rosmarino fritto", gli "spaghetti tiepidi acqua di pomodoro albicocca e mandorla", il "piccione scottato alla brace con estratto di alloro e cipolla al cartoccio" e l'"animella con camomilla zenzero lattuga e piselli" (o nella versione con kiwi alla brace e bottarga di muggine) sono solo alcuni esempi della creatività e della maestria che contraddistinguono questo ristorante.
L'Osteria Francescana di Massimo Bottura, pur scendendo di un gradino nella classifica generale delle Tre Forchette, conferma la sua presenza nell'olimpo della ristorazione italiana con un punteggio di 95 centesimi. Per l'edizione 2025, Bottura ha impostato un nuovo menù, "Globale", che promette un viaggio sensoriale attraverso sapori e tradizioni che partono da Gragnano e arrivano fino a Bangkok, con proposte audaci come uno "spaghetto freddo ai cinque pomodori fermentati e latte di cocco". La "focaccia Tatin con spugnole, tartufo e timo" rappresenta uno scalo francese, mentre l'agnello, profumato di spezie indiane, si accompagna a zucchine alla scapece e olio alla menta. Il menù si conclude con un cous cous del Maghreb declinato in una fregula sarda, che anticipa un pre-dessert dai sentori dolci e floreali. Bottura, con il suo motto "cambiare sempre vuol dire sentirsi vivo", continua a reinventare la tradizione emiliana con una genialità ineguagliabile.
Parallelamente, la guida del Gambero Rosso premia le migliori trattorie e osterie con il simbolo dei "Tre Gamberi". In Emilia-Romagna, questo massimo riconoscimento è stato assegnato all'inossidabile All'Osteria Bottega di Daniele Minarelli a Bologna. La filosofia del locale, situato in via Santa Caterina, si basa sull'idea che "non c'è contraddizione tra cucina raffinata e trattoria: la casa sta in piedi sulle fondamenta, che sono le tradizioni". Questo approccio si traduce in piatti preparati con ingredienti selezionati, di prima qualità e rigorosamente di stagione, rappresentando un'evoluzione autentica della tradizione culinaria emiliana.
La Ristorazione Diffusa e il Modello del Vecchio Convento
La provincia di Forlì-Cesena, in particolare, emerge come un cuore pulsante della gastronomia regionale, con ben dodici ristoranti recensiti. Tra questi, spicca la storia del Vecchio Convento a Portico di Romagna, un esempio emblematico di come un progetto di ospitalità possa diventare un vero e proprio motore di rivitalizzazione per un piccolo borgo.
La storia del Vecchio Convento inizia con Matteo Cameli, i cui genitori, Marisa Raggi e Gianni Cameli, scelsero di abbandonare una Milano in rapida trasformazione per abbracciare uno stile di vita diverso a Portico di Romagna, un paese di neanche 400 anime. L'edificio ottocentesco in cui si trasferirono divenne il germe di un modello di ospitalità innovativo, anticipando concetti come il turismo lento e la cucina di prossimità.

Il progetto si è sviluppato in modo sempre più articolato nel corso degli anni. Oltre all'attività ricettiva, i genitori di Matteo crearono una scuola di italiano per stranieri, il centro culturale Olmo, favorendo un fecondo "melting pot" culturale in questa terra a cavallo tra Forlì-Cesena e la Toscana. Nel 1994, ristrutturarono la dependance, moltiplicando le camere e dando vita, quasi involontariamente, a un "albergo diffuso". L'adesione all'associazione nazionale è avvenuta una decina di anni dopo, rendendo il Vecchio Convento la prima struttura dell'Emilia-Romagna a farne parte, con Marisa Raggi che oggi ricopre la carica di vicepresidente nazionale.
Attualmente, il Vecchio Convento conta circa 20 stanze tra la casa principale, la dependance (arredata con mobili originali del '700) e alcuni appartamenti, con l'aggiunta prevista di due nuove suites adiacenti al giardino interno. Un paio di anni fa, hanno acquisito una parte del palazzo di Folco Portinari, padre di Beatrice, destinandola alla sede della scuola di cucina nata qualche anno prima.
Matteo Cameli, oggi al timone del ristorante, vanta oltre trent'anni di esperienza nel settore, avendo lavorato in realtà di fama internazionale come il Frantzén di Stoccolma e il Noma di Copenaghen. Da queste esperienze ha mutuato un profondo interesse per la fermentazione, pur mantenendo sempre il gusto come priorità assoluta, anche nella reinterpretazione dei prodotti locali. Il menù del ristorante offre un'ampia esplorazione delle potenzialità della cucina del territorio, con una certa libertà interpretativa. La "colonna dorsale" del menu è costituita da 4-5 piatti irrinunciabili, tra cui il crostino con crema di parmigiano e tartufo nero, e il filetto di manzo croccante con tartufo nero. Sono inoltre disponibili diversi percorsi degustazione (6 portate a 60 euro), che variano in base alla disponibilità delle materie prime stagionali, come gli stridoli, le morchielle o l'agnello selezionato dai contadini locali.
L'intero organismo del Vecchio Convento funziona in modo armonico: la tartufaia, la scuola di cucina, le stanze, la scuola di italiano e la biblioteca dei libri liberi (un'iniziativa della madre di Matteo, amante della lettura, che ha trasformato una bottega in uno spazio dedicato allo scambio di libri) si integrano perfettamente. Attualmente, il Vecchio Convento impiega una decina di persone e rappresenta un progetto di rivitalizzazione del borgo, con attività come il chiosco di piadine, due bar e un negozio di ceramica che beneficiano significativamente della presenza dei clienti della struttura.
RELIGIONE DROGATA Caffè Biblico del 28.3.2026
La Guida del Gambero Rosso: Un Vademecum per gli Amanti del Buon Cibo
La Guida Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso si conferma uno dei vademecum più prestigiosi per chiunque voglia esplorare l'eccellenza della ristorazione italiana. L'edizione 2025, con i suoi 2.425 locali recensiti e 400 nuove entrate, offre una panoramica completa e aggiornata sulle migliori proposte gastronomiche del paese.
La guida utilizza un sistema di valutazione articolato:
- Tre Forchette: Il massimo riconoscimento per i ristoranti, che valuta cucina, cantina e servizio.
- Tre Gamberi: Il massimo riconoscimento per le trattorie e osterie, legate al mondo "low-cost" ma di alta qualità.
- Tre Tavole: Il nuovo simbolo introdotto per i bistrot, che premia le formule innovative e creative.
- Tre Bottiglie: Il riconoscimento per i migliori wine bar.
Oltre a questi, la guida assegna anche Premi Speciali, come la "Novità dell'Anno", che in questa edizione è andato ad Al Gatto Verde di Modena, una delle nuove proposte di Massimo Bottura.
Focus sulle Province: Ravenna, Imolese, Forlì-Cesena e Rimini
La guida del Gambero Rosso dedica un'attenzione particolare alle diverse province dell'Emilia-Romagna, offrendo una mappatura dettagliata delle eccellenze locali.
Provincia di Ravenna: Oltre all'inossidabile La Baita, la provincia vanta altre sei segnalazioni di rilievo. A Faenza troviamo Manueli (2 gamberi). La città di Ravenna è rappresentata da CaMì (77 punti e 1 forchetta). Cervia si distingue con Le Ghiaine (75 punti e 1 forchetta) e Micro (2 cocotte). A Milano Marittima, Terrazza Bartolini ottiene 78 punti e 1 forchetta. Infine, a Sant'Agata sul Santerno, nonostante le difficoltà dovute all'alluvione, viene segnalata L’Osteria del Boccaccio (1 gambero).
Imolese: Il San Domenico (85 punti e 2 forchette) si conferma un punto di riferimento, affiancato da L’Osteria Callegherie (76 punti e 1 forchetta). Lungo la vallata del Santerno, La Trattoria Fita riceve 1 gambero. A Castel San Pietro, viene suggerita Gastarea (1 cocotte).
Provincia di Forlì-Cesena: Questa provincia è particolarmente ricca di eccellenze. A Bagno di Romagna, Da Gorini (87 punti e 2 forchette) e Paolo Teverini (80 punti e 2 forchette) sono due pilastri. A Cesenatico, le segnalazioni vanno a La Buca (82 punti e 2 forchette), Maré (80 punti e 2 forchette), Veranda (78 punti e 1 forchetta) e Tracina (78 punti e 1 forchetta). Forlì vanta Benso (82 punti e 2 forchette) e Trattoria Petito (2 gamberi). Nella parte alta del territorio, a Galeata, spicca La Campanara (2 gamberi). Longiano vede premiate Magnolia (86 punti e 2 forchette) e Terre Alte (77 punti e 1 forchetta). A Roncofreddo, viene citata L’Osteria dei Frati (82 punti e 2 forchette).
Riminese: Il capoluogo romagnolo presenta quattro locali segnalati: Abocar Due Cucina (81 punti e 2 forchette), Guido (81 punti e 2 forchette), Trattoria da Lucio (81 punti e 2 forchette) e Osteria de Borg (2 gamberi). Santarcangelo è protagonista con La Sangiovesa che conquista i prestigiosi tre gamberi. A Poggio Torriana, Osteria del Piccolo Diavolo ottiene 82 punti e 2 forchette. A Penna Billi, Il Pilastrino si distingue con 86 punti e 2 forchette. Completano il quadro Amici Miei di Monte Colombo (1 gambero), Da Savino a Coriano (1 Gambero) e Vite a Coriano (81 punti e 2 forchette).

Nuovi Simboli e Evoluzione della Ristorazione
L'edizione 2025 della Guida Gambero Rosso introduce importanti novità, riflettendo l'evoluzione del settore della ristorazione. Il passaggio dalle "cocotte" alle "tavole" per i bistrot sottolinea l'importanza crescente di questi locali, che offrono formule rapide ma curate, senza rinunciare alla qualità del servizio.
Tra i bistrot premiati con le "Tre Tavole" in Emilia-Romagna, spicca Ahimè a Bologna, un locale che nasce dalla realizzazione di un sogno di cinque giovani amici. La loro cucina parte dai prodotti del territorio per proporre ricette fantasiose, attente alla sostenibilità e alla stagionalità. L'idea è quella di seguire il "flow" della cucina, con un menù non diviso in portate tradizionali, ma in un percorso culinario fluido. Un vanto particolare è il loro pane, prodotto con grani emiliani e un lievito madre ultradecennale. Altri bistrot di rilievo in regione includono "Al gatto verde" di Modena (che si aggiudica anche il premio speciale Novità dell'Anno) e "Da Massimiliano Poggi Cucina" di Castel Maggiore.
La guida del Gambero Rosso non si limita a recensire i ristoranti, ma offre un quadro completo dell'ecosistema gastronomico, riconoscendo anche le realtà che eccellono in specifici ambiti, come i Tre Bottiglie per i migliori wine bar. Questo approccio olistico rende la guida uno strumento indispensabile per esplorare la ricchezza e la diversità dell'offerta culinaria italiana, con un focus sempre più marcato sull'Emilia-Romagna, terra di sapori autentici e innovazione continua.
tags: #ristoranti #emilia #romagna #gambero #rosso