Il nome di Tinto Brass evoca immediatamente immagini di audacia, trasgressione e una profonda esplorazione dell'erotismo nel cinema italiano. Parallelamente, la figura di Lory Del Santo incarna un percorso di vita segnato da apparizioni mediatiche, passioni intense e una costante ricerca di visibilità, spesso al centro del dibattito pubblico. Sebbene i loro percorsi professionali abbiano avuto direzioni diverse, entrambi hanno lasciato un'impronta indelebile nel panorama culturale italiano, ciascuno a suo modo, sfidando convenzioni e interrogando i limiti del perbenismo.
Le Origini Artistiche di Tinto Brass: Un Eredità Familiare e una Passione Precoce
Giovanni Brass, noto universalmente come Tinto, nasce a Milano il 26 marzo 1933, ma è a Venezia che la sua famiglia, profondamente legata all'arte e al diritto, aveva radici solide. Il nonno, Italico Brass, fu un pittore di rilievo che, trasferitosi da Gorizia, acquistò l'Abbazia della Misericordia a Venezia, trasformandola in un vivace spazio espositivo per le proprie opere e per quelle di altri artisti. Questa atmosfera permeata di creatività e scambio culturale plasmò indubbiamente la sensibilità del giovane Tinto. Suo padre, Alessandro Brass, seguì le orme legali, affermandosi come un noto avvocato penalista, ma la vera vocazione del futuro regista risiedeva altrove.

La passione per il cinema divampò precocemente, spingendo Tinto a trascorrere un biennio alla fine degli anni '50 come archivista presso la Cinémathèque di Parigi. Lì, immerso negli ambienti della nascente Nouvelle Vague, affinò le sue abilità nel montaggio e sviluppò un profondo legame con il cinema d'autore, condividendo con il direttore Henry Langlois l'urgenza di preservare e restaurare pellicole per educare il pubblico. Questo periodo formativo, pur privo di compensi monetari, fu fondamentale: "Per i suoi lavori non riceve alcun compenso a parte vitto e alloggio ma è disposto a sottoporsi a dei sacrifici in quanto la sua passione per il cinema d'autore lo sprona a conservare, restaurare, il maggior numero possibile di pellicole per educare il pubblico al cinema autoriale."
I Primi Passi nel Cinema: Dall'Aiuto Regia alla Provocazione
L'esperienza parigina aprì le porte a collaborazioni prestigiose. Tinto Brass lavorò al fianco di Roberto Rossellini come montatore del documentario "L'India vista da Rossellini" e come aiuto regista nel film "Il Generale della Rovere". Collaborò anche con Joris Ivens al documentario televisivo "L'Italia non è un paese povero".
Il suo esordio alla regia avvenne nel 1963 con il lungometraggio "In capo al mondo", un'opera che affrontava il disagio giovanile. Il film, che esplorava l'insofferenza verso il potere e le istituzioni attraverso un "anarchismo umoristico", incontrò l'ostilità dei censori, che imposero la sua rielaborazione. Di fronte a questa imposizione, Tinto Brass non si piegò, ma con un atto di sottile ribellione cambiò il titolo in "Chi lavora è perduto", accentuando ulteriormente il messaggio politico e sociale del film, un'opera che rifletteva il suo spirito anticonvenzionale e la sua critica verso il sistema.
Seguirono diverse produzioni, tra cui la fiaba "fantascientifica" "Il disco volante" (1964) e il film collettivo "La mia signora" (1964), in cui firmò due episodi. Non mancò un'incursione nel genere spaghetti-western con "Yankee" (1966). Tuttavia, fu con film come "Col cuore in gola" (1967), "L'urlo" (1968) e "Nerosubianco" (1969) che il regista iniziò a esplorare moduli espressivi più intimi e a intravedere le suggestioni erotiche che avrebbero caratterizzato la sua filmografia. "Nerosubianco", in particolare, giocava con un anagramma nel titolo ("nEROSubianco") che preannunciava la direzione futura.

La Svolta Erotica: La Chiave del Successo e delle Controversie
Il vero punto di svolta nella carriera di Tinto Brass avvenne nel 1975 con "Salon Kitty", un film che affrontava il complesso rapporto tra sesso, potere e denaro, ambientato in una casa chiusa nella Germania nazista, con atmosfere che richiamavano il cinema di Luchino Visconti e Liliana Cavani. Seguì la controversa produzione di "Caligola" (1979), segnata da insanabili contrasti tra il regista e la produzione.
Deciso a dedicarsi completamente al cinema erotico, nel 1983 Tinto Brass girò "La chiave", tratto dal romanzo di Jun'ichirō Tanizaki e interpretato da Stefania Sandrelli. Questo film segnò il suo ingresso nell'olimpo del genere erotico, ottenendo un notevole successo di pubblico e critica. Tuttavia, la sua opera iniziò a suscitare forti controversie, specialmente tra alcune correnti femministe che lo accusavano di mercificare la figura femminile e tra i settori più tradizionalisti della società. "Questa pellicola, che ebbe un buon successo di pubblico e di critica, fece entrare Tinto Brass nell'olimpo di questo genere cinematografico, rendendo però molto controversa la sua figura specialmente tra alcune femministe, che gli rimproveravano una certa considerazione della donna come oggetto, e le classi sociali più tradizionaliste."
Il regista continuò a esplorare i tabù dell'erotismo con disinvoltura crescente in film come "Miranda" (1985), con Serena Grandi, "Capriccio" (1987), con Francesca Dellera, "Paprika" (1991), che lanciò Debora Caprioglio, e "Così fan tutte" (1992), con Claudia Koll. Queste pellicole, pur affrontando temi espliciti, spesso contenevano una vena ironica e una critica sociale sottile, utilizzando l'erotismo come strumento di ribellione contro le costrizioni sociali e morali.
All Ladies Do It 1992 scene 4K HDR Tinto Brass
Lory Del Santo: Dalla Ribalta Popolare all'Isola dei Famosi
Parallelamente al percorso di Tinto Brass nel cinema, Lory Del Santo ha costruito una carriera mediatica fatta di apparizioni televisive, scandali e una costante presenza nell'immaginario collettivo italiano. Dopo aver debuttato come valletta al Festivalbar nel 1975, la sua carriera prese slancio tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 con la partecipazione a numerosi film di genere e varietà televisivi, distinguendosi nel programma "Drive In" nel ruolo di "bigliettaia".
La sua fama esplose quando dichiarò di essere stata ospite del ricco uomo d'affari saudita Adnan Khashoggi, ricevendo da lui un prezioso rubino, storia che alimentò la cronaca rosa per anni. Successivamente, divenne nota per la sua relazione con il chitarrista Eric Clapton, al quale, secondo quanto riportato, dedicò la canzone "Lady of Verona".

La relazione con Clapton portò alla nascita del loro figlio, Conor Loren Clapton, nel 1986. Tragicamente, Conor morì nel 1991 all'età di cinque anni, cadendo dal 53º piano di un grattacielo a New York, un evento che segnò profondamente la vita di Lory Del Santo. Anni dopo, nel 1999, ebbe un altro figlio, Loren Del Santo, da un uomo di cui non ha mai rivelato l'identità, e che purtroppo si suicidò negli Stati Uniti nel 2018.
La Del Santo è tornata alla ribalta nel 2005 vincendo la terza edizione de "L'Isola dei famosi", consolidando la sua immagine di personaggio capace di generare interesse mediatico e di affrontare con apparente serenità le avversità della vita. La sua partecipazione a eventi letterari, come la presentazione del suo libro "Serena a tutti i costi. Lettere di una vita mai inviate" di Serena Grandi, dimostra una continua ricerca di espressione e un legame con il mondo editoriale.
L'Eredità e la Critica: Tra Provocazione e Innovazione
Tinto Brass, con la sua filmografia, ha costantemente messo in discussione le norme sociali e morali, utilizzando l'erotismo non solo come strumento di intrattenimento, ma anche come chiave di lettura per esplorare le dinamiche di potere, la liberazione individuale e la critica alle ipocrisie della società. Sebbene alcuni critici abbiano lamentato una certa ripetitività nei suoi lavori più recenti, il suo impatto sul cinema italiano è innegabile. Ha lanciato diverse attrici, diventate poi famose, dimostrando una notevole abilità nello "scoprire talenti" o, più precisamente, bellezze che hanno saputo sfruttare la visibilità offerta dai suoi film.
La sua carriera è stata costellata di controversie, censure e dibattiti, ma Tinto Brass ha sempre mantenuto una posizione ferma, definendosi "tranquillamente ateo" e mostrando una chiara insofferenza verso il politicamente corretto. La sua opera, pur provocatoria, è stata anche un veicolo per riflettere su temi universali come il desiderio, la libertà e la ribellione.

Anche Lory Del Santo, pur operando in un contesto mediatico diverso, ha condiviso con Brass una certa attitudine alla provocazione e alla sfida delle convenzioni. La sua vita, costellata di relazioni intense e vicende drammatiche, è stata spesso vissuta sotto i riflettori, alimentando un dibattito pubblico sulla sua figura e sulle sue scelte.
Entrambi, a modo loro, hanno contribuito a un'epoca in cui il cinema e i media hanno iniziato a esplorare territori più audaci, interrogando la morale borghese e proponendo nuove forme di espressione. Tinto Brass ha lasciato un'eredità cinematografica che continua a far discutere, mentre Lory Del Santo rimane una figura emblematica della cronaca rosa e della televisione italiana, testimoniando la persistente attrazione del pubblico per storie di vite intense e non convenzionali.
La Vita Privata e gli Ultimi Progetti
Tinto Brass è stato sposato con la sceneggiatrice e sua collaboratrice Carla Cipriani, scomparsa nel 2006, dalla quale ha avuto due figli, Beatrice e Bonifacio. Dopo la morte della moglie, ha intrapreso una nuova relazione con Caterina Varzi, psicoanalista, ex avvocato e attrice, con la quale si è risposato all'età di 84 anni.
Negli ultimi anni, Brass ha continuato a essere attivo, esplorando anche il teatro con una rivisitazione di "Don Giovanni" e il cortometraggio "Hotel Courbet", omaggio al pittore Gustave Courbet. Ha anche collaborato con la rivista "Penthouse" e ha scritto libri, tra cui "Elogio del culo" e, a quattro mani con la moglie, il romanzo erotico "Madame Pipì" e l'autobiografia "Una passione libera". Il suo documentario "Istintobrass", realizzato dal suo collaboratore storico Massimiliano Zanin, è stato proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2013.

Serena Grandi, un'altra attrice iconica legata a Tinto Brass per film come "Miranda", ha recentemente pubblicato un libro autobiografico, "Serena a tutti i costi. Lettere di una vita mai inviate", in cui ripercorre la sua vita, i suoi amori e la sua passione per il cinema. Grandi ha sempre espresso gratitudine verso Brass, definendolo un maestro che le ha insegnato il cinema, e ha sottolineato come molti non ricordino l'importanza di figure come lui nel loro percorso artistico.
La figura di Tinto Brass, con la sua instancabile ricerca di libertà espressiva e la sua audacia nel trattare temi tabù, continua a rappresentare un punto di riferimento nel cinema italiano, mentre la traiettoria di Lory Del Santo, costellata di eventi personali e mediatici, riflette un diverso, ma ugualmente significativo, modo di affrontare la notorietà e la vita sotto i riflettori.