Il baccalà, pesce dal sapore deciso e dalla versatilità culinaria ineguagliabile, trova in Molise una delle sue espressioni più autentiche e gustose. La ricetta del baccalà alla Molisana, conosciuta anche come baccalà arracanato, è un vero e proprio scrigno di sapori che unisce la sapidità del merluzzo dissalato a un tripudio di aromi e consistenze. Si tratta di un secondo piatto di pesce ricco di sapore, tipico della tradizione culinaria del Molise, che affonda le sue radici in un passato in cui la conservazione e l'ingegno in cucina erano fondamentali.

Dalle Origini Antiche alla Tavola Moderna
Il termine "arracanato" deriva dal dialetto molisano e indica una preparazione arricchita con origano, o più in generale, gratinata con pangrattato e aromi. Storicamente, questa pietanza veniva un tempo cotta sulla brace in un apposito tegame e consumata da tutta la famiglia davanti al caminetto, tipicamente durante le festività natalizie. Questa modalità di cottura, che conferiva al pesce un profumo inconfondibile e una crosticina dorata, era un modo per celebrare momenti conviviali e rafforzare i legami familiari. Oggi, il baccalà arracanato si è evoluto, pur mantenendo la sua anima tradizionale, diventando un piatto perfetto da gustare in occasione di qualsiasi pranzo della domenica o cena conviviale in compagnia di amici.
La preparazione del baccalà arracanato rappresenta un connubio perfetto tra il gusto sapido del baccalà e le note agrodolci e aromatiche date da ingredienti come l'uvetta, i pinoli, l'origano e l'aglio, che arricchiscono una panatura croccante a base di mollica di pane raffermo. Si tratta di una preparazione semplice e gustosa, ideale per chi cerca un'idea originale per cucinare il baccalà al forno. Il risultato è un piatto succulento e profumato, con una superficie dorata e irresistibile che conquista fin dal primo assaggio.
La Scelta del Baccalà: Dissalazione e Preparazione
Un passaggio fondamentale per la riuscita di questa ricetta è la corretta dissalazione del baccalà. Se si acquista baccalà già ammollato, è consigliabile, per precauzione, tenerlo comunque in una bacinella di acqua fredda per tutta la notte, cambiando se possibile l'acqua almeno due volte. Questo assicura che il pesce non risulti eccessivamente salato. Se si parte dal baccalà secco, il processo di ammollo richiede almeno 48 ore, con cambi d'acqua frequenti. Una volta ammollato e dissalato, il baccalà viene ridotto in tranci non troppo grandi.
È importante prestare sempre molta attenzione all'utilizzo del sale in questa ricetta, poiché il baccalà, anche se dissalato, conserva una certa sapidità.
La Panatura Aromatica: Il Cuore del Sapore
La vera anima del baccalà arracanato risiede nella sua panatura, un mix sapientemente studiato per esaltare il gusto del pesce. Per prepararla, si raccoglie in una ciotola la mollica di pane raffermo frullata non troppo finemente. A questa si aggiungono i pinoli, che con il loro sapore dolce e la consistenza croccante donano un tocco di pregio, e l'uvetta, che con la sua dolcezza caramellata crea un interessante contrasto con la sapidità del baccalà.
L'origano essiccato, profumo per eccellenza della macchia mediterranea, conferisce una nota erbacea e intensa. L'aglio, grattugiato finemente, aggiunge un tocco di piccantezza e aromaticità. Un pizzico di sale, se necessario, e un filo d'olio extravergine d'oliva completano la preparazione. Il tutto viene amalgamato per bene, creando un composto profumato e invitante.

La Cottura al Forno: Doratura e Morbidezza
Una volta preparata la panatura, si procede alla fase di assemblaggio del piatto. Sul fondo di una pirofila, si versa un liquido che servirà ad ammorbidire il baccalà durante la cottura e a creare un fondo di cottura saporito. Tradizionalmente, si utilizza acqua acidulata con succo di limone, per un tocco di freschezza. Una variante ancora più gustosa e aromatica prevede l'uso di vino bianco secco al posto dell'acqua.
I pezzi di baccalà, disposti uno accanto all'altro evitando di sovrapporli, vengono generosamente ricoperti con la panatura aromatica, realizzando uno strato abbastanza doppio per garantire una crosticina croccante. Si completa il tutto con pangrattato, per un'ulteriore doratura, e un filo d'olio. La cottura avviene in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 35-40 minuti, o finché la superficie non sarà ben gratinata e il pesce cotto a puntino, risultando morbido e succulento al cuore.
È possibile arricchire ulteriormente la panatura con altri ingredienti, come pomodorini datterini a spicchi, olive nere snocciolate e tagliate a rondelle, capperi o gherigli di noce tritati, per una versione ancora più ricca e personalizzata.
Come dissalare il baccalà: come fare!
Variazioni Regionali e Abbinamenti
Sebbene il baccalà arracanato sia un piatto emblematico della cucina molisana, preparazioni simili si ritrovano in diverse zone del centro-sud Italia, a testimonianza della diffusione e dell'apprezzamento di questo pesce. In effetti, il baccalà in agrodolce è un gusto che sposa la dolcezza dello zucchero all'acidità, bilanciando i sapori e creando una sinfonia perfetta. Questa ricetta del baccalà in agrodolce, pur essendo di origine laziale, si ritrova anche in altre parti d'Italia, ed è particolarmente apprezzata per il mix di sapori che si genera tra i vari ingredienti: la sapidità del baccalà va in contrasto con la dolcezza delle cipolle, del pomodoro, dello zucchero e dell'uvetta, mentre la nota acre viene data dal vino e dall'aceto.
Il condimento agrodolce è particolarmente indicato per questo pesce, e può essere sperimentato anche in altre preparazioni, come il baccalà alla romana con la frutta. Questo tipo di condimento si presta magnificamente a salse con verdure e frutta, quasi un chutney, che mescolano ingredienti come carote, peperoni, ananas e cetriolini, ottime come accompagnamento di secondi piatti di carne o pesce.
L'abbinamento con il vino è un altro aspetto da non trascurare. Un vino bianco secco e aromatico, come un Fiano di Avellino o un Greco di Tufo, può esaltare la complessità aromatica del piatto. In alternativa, un vino rosso leggero e fruttato, come un Ciliegiolo, può offrire un piacevole contrasto.
Il Tesoro della Frutta Secca
Nella ricetta del baccalà arracanato, la frutta secca assume un ruolo da protagonista. I pinoli, in particolare, sono un ingrediente prezioso, legato a ricordi d'infanzia e a tradizioni culinarie antiche. Già presenti in classici dolci senesi da forno e pasticceria, come la pinolata e il celebre castagnaccio, i pinoli diventano anche la "corazza" di pasticcini di pasta di mandorle. Si dice che persino la polvere marrone che avvolge il guscio dei pinoli sia impiegata nell'industria alimentare come aromatizzante, utilizzata in Francia per conferire un profumo unico a particolari tipi di pane.
L'uvetta, con la sua dolcezza intensa, completa il profilo aromatico, creando un equilibrio perfetto con gli altri ingredienti. L'uso della frutta secca in cucina è una pratica antica, che riflette l'ingegno e la capacità di sfruttare al meglio le risorse disponibili, trasformando ingredienti semplici in piatti ricchi di sapore e significato. Questa tradizione si ritrova anche in altre preparazioni, come la torta coi bischeri di Pisa, arricchita da un denso ripieno di cioccolato, canditi, uvetta e pinoli, o i quaresimali fiorentini, tradizionalmente privi di grassi animali.

Baccalà vs. Stoccafisso: Una Differenza Fondamentale
È importante chiarire la differenza tra baccalà e stoccafisso, due prodotti che derivano dallo stesso pesce ma subiscono lavorazioni diverse. Tutto parte dal merluzzo, il pesce fresco tipico dell'Atlantico settentrionale. Il baccalà è ottenuto dalla salatura del merluzzo, un processo che ne garantisce la conservazione e ne modifica la consistenza e il sapore. Lo stoccafisso, invece, è merluzzo essiccato all'aria, senza sale, un metodo di conservazione tradizionale soprattutto nei paesi nordici.
Il primo approdo di questi "pesci secchi" in Italia risale al Settecento, con l'inizio dei traffici regolari con la città di Bergen, in Norvegia, da cui proveniva lo stoccafisso. Il baccalà, grazie alla salatura, era più facile da trasportare e conservare, diventando un alimento diffuso in molte cucine italiane, considerato un "piatto del popolo, per i giorni di magro".
Consigli per la Conservazione
Il baccalà arracanato si conserva in frigorifero, all'interno di un contenitore di vetro con coperchio ermetico, per 1-2 giorni al massimo. È consigliabile consumarlo fresco per apprezzarne al meglio la croccantezza della panatura e la morbidezza del pesce.
L'Arte del Baccalà: Un Patrimonio Culinario
Il baccalà alla Molisana, con la sua ricchezza di sapori e la sua storia affascinante, rappresenta un vero e proprio patrimonio culinario. È una ricetta che celebra la tradizione, l'ingegno e la capacità di trasformare ingredienti semplici in piatti memorabili. Che sia preparato nella sua versione più classica o arricchito da varianti creative, il baccalà arracanato continua a conquistare palati e a raccontare storie di convivialità e gusto. Sperimentare questo piatto significa intraprendere un viaggio sensoriale attraverso i sapori autentici del Molise, un viaggio che lascia il segno.