# Escursione al Rifugio Santa Pulenta e al Lago di Pratofiorito: Un Viaggio nella Valle Orco

Nel cuore della Valle Orco, incastonata nel vasto territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso, si apre un itinerario che promette un connubio di natura, storia e sapori genuini: l'escursione al Rifugio Santa Pulenta e al Lago di Pratofiorito. Questo percorso, che parte dalla frazione Porcili del comune di Locana, si rivela un'avventura accessibile e ricca di suggestioni, ideale per chi desidera immergersi nella quiete alpina senza affrontare sfide estreme.

Mappa della Valle Orco con indicata Locana e la frazione Porcili

L'Accesso e l'Inizio del Cammino

Per intraprendere questa suggestiva escursione, il punto di partenza è il comune di Locana, in provincia di Torino. Giunti in prossimità dell'Ufficio Turistico, è necessario svoltare a sinistra, seguendo le indicazioni per gli impianti della Cialma. Dopo circa quindici minuti di tragitto in auto, si raggiunge la frazione Porcili, un luogo dove è consigliabile impostare il navigatore per facilitare l'orientamento. È proprio in questo borgo che si individueranno le indicazioni per il Rifugio Santa Pulenta. Qui, è opportuno lasciare l'automobile per dare inizio all'escursione a piedi.

Il sentiero che conduce al rifugio è descritto come una strada ampia e sterrata, priva di particolari difficoltà tecniche e adatta anche a chi non possiede un elevato livello di allenamento. Nonostante la sua apparente facilità, il percorso è caratterizzato da diversi saliscendi che lo rendono dinamico e interessante. La strada poderale, ben battuta, prosegue sulla sinistra, segnalata da appositi cartelli, conducendo il camminatore attraverso un paesaggio che racconta storie di un passato ormai lontano.

Strada sterrata che sale verso il rifugio, con vegetazione alpina ai lati

La Borgata di Cambrelle e il Rifugio Santa Pulenta

Il cammino porta rapidamente in vista della suggestiva Chiesa di San Vito, un'antica costruzione in pietra che si erge maestosa su uno sperone roccioso a picco. Proprio di fronte a questo luogo di culto, si apre la borgata di Cambrelle, da cui trae origine il vallone omonimo, e si manifesta la meta del primo tratto dell'escursione: il Rifugio Santa Pulenta.

La borgata di Cambrelle stessa è un luogo carico di storia. All'inizio del '900, contava circa 150 abitanti, ma il progressivo e inesorabile spopolamento delle aree montane ha portato al suo definitivo abbandono negli anni '50. Oggi, le sue rovine silenziosi testimoniano un'epoca in cui la vita pulsava con un ritmo diverso. Lungo il sentiero, si incontrano infatti diverse baite diroccate, alcune delle quali conservano la memoria di tempi in cui l'istruzione era ancora presente: nel 1949, la scuola di Cambrelle contava nove alunni.

Il Rifugio Santa Pulenta, con il suo nome invitante, si presenta come un'oasi di accoglienza. Si dice che al suo interno si possa gustare una polenta eccezionale e che offra calore, ospitalità, buona cucina e, all'occorrenza, un letto caldo. L'idea di fermarsi per una "buonissima colazione" o per una sosta ristoratrice è particolarmente allettante, suggerendo un'esperienza culinaria autentica e legata ai sapori del territorio. La sua posizione, di fronte alla Chiesa di San Vito, aggiunge un ulteriore fascino al luogo.

Rifugio Santa Pulenta con la Chiesa di San Vito sullo sfondo

Verso il Lago di Pratofiorito

Lasciato il Rifugio Santa Pulenta, il percorso prosegue seguendo la strada poderale che continua a salire. La strada sterrata, sebbene ancora agevole, si inoltra ulteriormente nel vallone, offrendo scorci sempre più ampi e suggestivi. Dopo aver attraversato il Rio Cambrelle, il cammino si snoda tra i resti delle antiche borgate, offrendo uno spaccato della vita contadina di un tempo.

La strada poderale prosegue battuta fino al Lago di Pratofiorito. Questo incantevole specchio d'acqua si rivela incastonato in un ampio vallone, circondato da un prato verdeggiante. La bellezza del luogo invita a una sosta prolungata, perfetta per godersi un picnic immersi nella natura, distendersi al sole e ricaricare le energie.

Lago di Pratofiorito circondato da prati verdi in un ampio vallone

È importante notare che, essendo il lago situato in un vallone, in piena estate l'ambiente può risultare caldo e afoso, con una circolazione d'aria limitata. Questo suggerisce che i periodi primaverili o autunnali potrebbero offrire condizioni climatiche più miti per godere appieno della bellezza del luogo. In determinate condizioni, soprattutto con la presenza di neve, è possibile proseguire oltre il lago per un buon tratto, ma è sempre consigliabile chiedere informazioni al personale del rifugio riguardo le condizioni del tracciato. Alcuni escursionisti hanno documentato salite ulteriori fino a Sabi di sotto, a quota 1580 metri, ampliando così l'orizzonte dell'esplorazione.

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Un Territorio da Scoprire

L'escursione al Rifugio Santa Pulenta e al Lago di Pratofiorito è solo un assaggio delle infinite possibilità che la Valle Orco e il Parco Nazionale del Gran Paradiso offrono agli amanti della montagna. Il vallone di Cambrelle, un tempo abitato e oggi silenzioso, custodisce storie di emigrazione e di vita rurale, invitando alla riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente.

Il territorio offre sentieri adatti a diverse discipline: si possono esplorare a piedi, con le ciaspole durante l'inverno, con gli sci o in mountain bike, a seconda della stagione e delle preferenze. Altri itinerari nei dintorni includono percorsi più impegnativi, come quello che conduce al passo del Colle della Forca attraverso valli silenziose e rifugi di montagna, richiedendo un buon allenamento e un discreto livello di preparazione.

La facilità di accesso, la bellezza paesaggistica e la possibilità di godere dell'ospitalità del Rifugio Santa Pulenta rendono questa escursione un'esperienza memorabile, capace di soddisfare sia chi cerca una passeggiata rilassante sia chi desidera approfondire la conoscenza di un territorio ricco di storia e tradizioni. La combinazione di un percorso accessibile, la presenza di un rifugio accogliente e la meta naturalistica del lago creano un itinerario equilibrato, che invita a scoprire la montagna con un occhio attento alla sua anima più autentica.

La quota di partenza a Porcili è di 1225 metri, un punto di elevazione che già offre un primo assaggio dell'aria di montagna. Il vallone di Cambrelle, riparato dai venti e battuto dal sole, offre un microclima particolare che, se da un lato può rendere l'estate afosa in prossimità del lago, dall'altro garantisce condizioni favorevoli per la crescita della vegetazione e per la frequentazione del rifugio in diverse stagioni, dato che questo dovrebbe essere aperto tutto l'anno.

Questa escursione, pur essendo classificata come facile, offre spunti di riflessione sulla storia e sull'evoluzione dei paesaggi montani, mostrando come la natura e l'azione umana si siano intrecciate nel corso dei secoli. La presenza di borgate diroccate lungo il percorso non è solo un elemento paesaggistico, ma un monito silenzioso sull'importanza di preservare e valorizzare queste aree, che custodiscono un patrimonio culturale inestimabile. La possibilità di condividere la propria esperienza e aggiungere suggerimenti, previa registrazione, sottolinea l'importanza della community e dello scambio di informazioni per la valorizzazione di questi itinerari.

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