Il Centro Studi e Iniziative per la Legalità, nato nel giugno del 1977 con il convegno «Portella della Ginestra: una strage per il centrismo», si è evoluto nel corso degli anni, trasformandosi in Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus) nel 1998. Fin dalla sua fondazione, il Centro ha intrapreso un percorso dedicato allo studio, alla documentazione e alla promozione della lotta contro la mafia e le forme di criminalità organizzata. Le sue attività, che spaziano dalla ricerca scientifica all'educazione, dalla mobilitazione sociale alla creazione di spazi di memoria, testimoniano un impegno costante e multiforme per la costruzione di una società più giusta e libera.
Le Attività del Centro: Un Impegno Poliedrico per la Legalità
Il Centro ha iniziato la sua attività nel giugno del 1977 con il convegno «Portella della Ginestra: una strage per il centrismo». Successivamente ha prodotto studi e ricerche; svolto attività di informazione e di educazione nelle scuole e in istituti universitari, in Italia e all’estero; promosso iniziative di mobilitazione (a cominciare dalla manifestazione nazionale contro la mafia, la prima nella storia d’Italia, svoltasi il 9 maggio 1979) e di aggregazione sociale.

Con il progetto di ricerca Mafia e società, il Centro ha avviato un’analisi scientifica del fenomeno mafioso, svolgendo ricerche approfondite su molteplici aspetti. Queste ricerche hanno coperto l'omicidio a Palermo, le imprese mafiose, il traffico internazionale di droghe, il rapporto mafia-politica, le idee di mafia, la storia della mafia, la storia del movimento antimafia, mafia e globalizzazione, e il ruolo delle donne nella mafia e nel movimento antimafia. Questo approccio olistico ha permesso di comprendere la complessità del fenomeno mafioso in tutte le sue sfaccettature.
Il Centro ha avuto un ruolo decisivo nell’inchiesta sull’omicidio Impastato, un evento che ha segnato profondamente la storia della lotta alla mafia in Italia. La dedizione e la meticolosità nella raccolta di informazioni e nella promozione della verità hanno contribuito a fare luce su questo tragico evento, onorando la memoria di Giuseppe Impastato e il suo coraggio.
La Biblioteca: Un Patrimonio di Conoscenza Antimafia
Aperta nel 1980, nel corso del 1981 si è costituita come biblioteca pubblica. Possiede circa 8.000 volumi, in gran parte riguardanti la mafia e altre forme di criminalità organizzata. Come biblioteca specializzata su tali temi è una delle più cospicue esistenti. Questo imponente patrimonio librario costituisce una risorsa inestimabile per ricercatori, studenti e chiunque desideri approfondire la conoscenza del fenomeno mafioso e delle strategie per combatterlo. La biblioteca non è solo un luogo di conservazione di testi, ma un vero e proprio centro di ricerca e di diffusione della cultura della legalità.

Il No Mafia Memorial: Un Luogo di Memoria e di Futuro
Il 30 dicembre del 2015 la Giunta comunale di Palermo ha condiviso il progetto del Centro e ha deliberato la realizzazione del No mafia Memorial, impegnandosi a mettere a disposizione i locali di Palazzo Gulì, in via Vittorio Emanuele 353, nel centro storico di Palermo. Il 5 giugno 2017 è stato firmato il protocollo per l’assegnazione dei locali, tra il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e il presidente del Centro, Umberto Santino. Il 23 maggio 2018 sono stati consegnati i locali.
A dicembre del 2018 il No mafia Memorial ha avviato l’attività con l’allestimento e l’esposizione della mostra “Sicilian Bandits. Il banditismo siciliano nel secondo dopoguerra”. Successivamente sono state allestite le mostre “Peppino Impastato. Ricordare per continuare”; “Mafia e droga”; “Funerali di Stato”, dedicata ai rappresentanti delle istituzioni vittime di mafia. Sono state esposte, anche le mostre temporanee: su “Satira e mafia”; “Le Sicilie”, con opere di Pino Manzella, compagno di Peppino, e ospitate una mostra su Mario Francese, giornalista ucciso dalla mafia nel gennaio 1979 e un’altra sulle vittime di tratta.

Il No mafia Memorial non è solo un museo o un archivio, ma uno spazio vivo e dinamico dedicato alla memoria delle vittime, alla riflessione sulla mafia e alla promozione di un futuro libero dalla criminalità. Attraverso le sue mostre e le sue iniziative, il Memorial si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica, educare le nuove generazioni e rafforzare il tessuto sociale nella lotta alla mafia.
Come Sostenere il Centro: Un Appello alla Responsabilità Civica
Il Centro è autofinanziato, poiché contesta le pratiche clientelari di erogazione del denaro pubblico. La richiesta di una legge regionale che regoli la concessione dei contributi, avanzata nel 1987, finora non è stata accolta. Questo modello di autofinanziamento testimonia una forte indipendenza e un rifiuto delle logiche che potrebbero compromettere l'integrità e l'autonomia delle sue attività. Il sostegno al Centro è un atto di responsabilità civica, un modo concreto per contribuire alla costruzione di una società più giusta e democratica.
Le Opere di Umberto Santino: Un Contributo Fondamentale alla Conoscenza Antimafia
Umberto Santino, figura centrale nel Centro Studi e Iniziative per la Legalità, è autore di numerosi saggi che hanno arricchito il dibattito sulla mafia e sull'antimafia. La sua vasta produzione intellettuale offre un quadro completo e approfondito del fenomeno mafioso, analizzandone le radici storiche, le dinamiche sociali ed economiche, e le strategie di contrasto.
Tra le sue opere più significative si annoverano:
- L’omicidio mafioso (1989): Un'analisi delle dinamiche e delle implicazioni degli omicidi di stampo mafioso.
- L’impresa mafiosa. Dall’Italia agli Stati Uniti (1990): Uno studio sulle ramificazioni internazionali delle attività imprenditoriali mafiose.
- Dietro la droga. Economie di sopravvivenza, imprese criminali, azioni di guerra, progetti di sviluppo (1993), con Giovanni La Fiura: Un'indagine sulle complesse relazioni tra droga, criminalità organizzata e economie marginali.
- La borghesia mafiosa (1994): Un'esplorazione del legame tra il potere economico e le strutture mafiose.
- La mafia interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi (1995): Una riflessione critica sulle diverse interpretazioni del fenomeno mafioso.
- La democrazia bloccata. La strage di Portella della Ginestra e l’emarginazione delle sinistre (1997): Un'analisi storica e politica della strage di Portella della Ginestra e delle sue conseguenze.
- L’alleanza e il compromesso. Mafia e politica dai tempi di Lima e Andreotti ai giorni nostri (1997): Uno studio sulle intricate relazioni tra mafia e potere politico.
- Storia del movimento antimafia. Dalla lotta di classe all’impegno civile (2000, 2009): Una ricostruzione esaustiva della storia del movimento antimafia.
- La cosa e il nome. Materiali per lo studio dei fenomeni premafiosi (2000): Un'indagine sulle origini e le manifestazioni precoci dei fenomeni mafiosi.
- Dalla mafia alle mafie. Scienze sociali e crimine organizzato (2006): Un'analisi evolutiva del concetto di mafia e delle sue trasformazioni.
- Mafie e globalizzazione (2007): Uno studio sull'impatto della globalizzazione sulle organizzazioni criminali.
- Breve storia della mafia e dell’antimafia (2008, 2011): Una sintesi accessibile ma approfondita del tema.
- L’altra Sicilia. Caduti nella lotta contro la mafia e per la democrazia dai Fasci siciliani ai nostri giorni (2010): Un tributo alle vittime della mafia e della lotta per la democrazia.
- Don Vito a Gomorra. Mafia e antimafia tra papelli, pizzini e bestseller (2011): Un'analisi critica della rappresentazione della mafia nella cultura popolare.
- La mafia come soggetto politico (2013): Una disamina del ruolo politico delle organizzazioni mafiose.
- Mafia and Antimafia. A Brief History (2015) e Phänomen Mafia. Geschichte der Mafia und Antimafia (2016): Opere che estendono la portata della sua ricerca a un pubblico internazionale.
- La strage rimossa. Nola, 11 settembre 1943. La Sicilia e la Resistenza (2016): Un'indagine su un evento storico spesso trascurato.
- La mafia dimenticata. La criminalità organizzata in Sicilia dall’Unità d’Italia ai primi del Novecento: Uno studio sulle origini storiche della mafia in Sicilia.
Oltre a questi saggi accademici, Umberto Santino ha esplorato anche la dimensione letteraria e satirica, come dimostrano opere quali:
- Una modesta proposta per pacificare la città di Palermo (1985), aggiornato e ripubblicato con il titolo: Una ragionevole proposta per pacificare la città di Palermo di Anonimo del XX secolo (2006).
- Libro di Giona (1993).
- I giorni della peste.
La sua attività editoriale include anche importanti raccolte di testimonianze e storie di vita, che danno voce alle vittime e ai protagonisti della lotta alla mafia:
- La mafia in casa mia (1986 e successive ristampe; 2018 nuova edizione ampliata), storia di vita di Felicia Bartolotta Impastato, madre di Giuseppe, raccolta con Umberto Santino.
- Sole contro la mafia (1990), storie di vita di Michela Buscemi e Piera Lo Verso, donne del popolo di Palermo costituitesi parte civile in processi contro la mafia.
- Donne, mafia e antimafia (1998, 2005).
- Storie di donne.

Le Pietre d'Inciampo e il Percorso della Memoria a Cinisi
Le pietre d’inciampo, create dall’artista Fabio Butera all’interno del progetto “Un Ponte per la Memoria”, rappresentano un modo simbolico e toccante per percorrere i cento passi che separano la casa di Peppino Impastato (oggi Casa Memoria) dall’ex Casa Badalamenti (bene confiscato dove al primo e secondo piano si trova la sede della Biblioteca Comunale di Cinisi, la sala al pianterreno è affidata alle Associazioni Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e Ass.ne Impastato).
Il 9 maggio 2012 sono state simbolicamente installate le prime pietre di memoria riportanti frasi di una poesia di Peppino. La cerimonia d’apertura del percorso di memoria si è svolta alla presenza delle istituzioni locali e di numerosi sindaci insieme a Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato. Altre 4 pietre del percorso “I cento pensieri di Peppino” sono state posate in occasione della realizzazione di due importanti eventi del ciclo “Memorie di Mafia” tenutisi a Cinisi il 3 e 4 settembre e sono state dedicate rispettivamente al rapporto tra donne e mafie e all’ironia che caratterizzava l’attivismo di Peppino.

Questo percorso di memoria non è solo un omaggio a Peppino Impastato, ma un invito a riflettere sul coraggio, sulla resistenza e sull'importanza di non dimenticare le vittime della mafia. Le pietre, con le loro frasi evocative, diventano tappe di un cammino che ci porta a comprendere più a fondo la lotta per la giustizia e la dignità umana. L'iniziativa sottolinea la continuità della memoria e l'impegno a trasformare il ricordo in azione per un futuro libero dalla criminalità organizzata. La presenza di istituzioni locali, sindaci e associazioni testimonia la forza del legame tra la comunità e la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per un ideale di giustizia.