La diocesi di Forlì-Bertinoro e la comunità di Dovadola si preparano a celebrare un evento di profonda spiritualità e commozione: la beatificazione di Benedetta Bianchi Porro. A 55 anni dalla sua scomparsa, la figura di questa giovane donna, che ha trasformato la sua infermità in un dono prezioso e in un esempio di fede incrollabile, viene elevata agli altari. La cerimonia solenne, che si terrà sabato 14 settembre, segna il culmine di un percorso di fede e devozione che ha coinvolto l'intera comunità e molti fedeli in Italia e nel mondo.

La Cerimonia di Beatificazione: Una Festa di Popolo
L'appuntamento con la beatificazione di Benedetta Bianchi Porro è fissato per sabato mattina alle 10.30, e si preannuncia come «una grande festa di popolo», come confermato dal vescovo di Forlì-Bertinoro, Livio Corazza. La celebrazione sarà presieduta dal cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione Vaticana per le cause dei santi. Al suo fianco concelebreranno importanti figure ecclesiastiche, tra cui il neocardinale di Bologna Matteo Zuppi, lo stesso vescovo Corazza e altri 14 vescovi, oltre a centinaia di sacerdoti.
L'imponente macchina organizzativa, coordinata da Claudio Giannelli, prevede misure per garantire la partecipazione e la sicurezza. L'accesso alla Cattedrale sarà consentito solo ai possessori di pass, inclusi sacerdoti, familiari, autorità, circa 250 disabili e giovani. Per coloro che non potranno accedere all'interno, saranno installati maxi-schermi in piazza Ordelaffi, con 900 posti a sedere, e nella chiesa di San Francesco, che ospiterà altri 140 pellegrini già prenotati e ulteriori 100 posti disponibili. In caso di maltempo, la chiesa di San Filippo sarà aperta per consentire la visione della cerimonia su un ulteriore maxi-schermo. Un servizio d'ordine composto da 60 volontari garantirà la fluidità dell'evento.
Un Calendario Ricco di Eventi Culturali e Religiosi
La beatificazione di Benedetta Bianchi Porro non si limita alla solenne celebrazione liturgica, ma è accompagnata da un ricco calendario di manifestazioni culturali e religiose organizzate dalla diocesi. Questi eventi mirano a far conoscere e approfondire la figura e il messaggio di Benedetta, offrendo spunti di riflessione e ispirazione.
Venerdì sera, alle 20.45, nella chiesa del Carmine a Forlì, si terrà il concerto ‘Arie per Benedetta’ dell’Ensemble Forum Livii, con la partecipazione di Scilla Cristiano (soprano), Yuri Ciccarese (flauto), Tatyana Mukhambet (violoncello) e Pier Luigi Di Tella (pianoforte).
Sabato sera, alle 20.45, nella Basilica di San Mercuriale, andrà in scena ‘Benedetta, la sapienza del dolore’, un monologo sacro di Mauro Casadei Turroni Monti, con Paola Contini (voce recitante), il coro di San Paolo-Cappuccinini diretto da Enrico Pollini e don Rino Giunchi all’organo. Le letture saranno tratte dalle riflessioni di Benedetta stessa.
L'associazione Confguide di Forlì offrirà inoltre visite guidate per i pellegrini provenienti da altre parti d'Italia. Saranno disponibili tre itinerari a Forlì, uno al museo interreligioso di Bertinoro e uno a Terra del Sole, tutte con orario dalle 15.30 alle 17.
Domenica 15 settembre, alle ore 10.30, il vescovo Corazza presiederà una preghiera nella Badia di Dovadola, paese natale di Benedetta, dove riposano le sue spoglie. La memoria liturgica di Benedetta Bianchi Porro sarà celebrata ogni anno in diocesi il 23 gennaio.
Mons. Angelo Comastri racconta la vita di Benedetta Bianchi Porro
Il Viaggio Spirituale sulle Orme di Benedetta
Per i pellegrini che desiderano approfondire la conoscenza di Benedetta, a Dovadola è stato istituito un Centro di Informazioni stabile presso la vecchia canonica della Badia. Qui è possibile trovare accoglienza, segreteria, prenotazioni per pellegrinaggi alla tomba e un bookshop con pubblicazioni sulla vita e gli scritti della beata, tradotti in numerose lingue. Tra queste, spiccano gli ‘Scritti completi’, a cura di don Andrea Vena ed edito da San Paolo, considerata l'unica biografia "autorizzata" dalla famiglia e dalla Fondazione in nome di Benedetta.
È stato inoltre creato il "Cammino sulle orme di Benedetta", un percorso spirituale suddiviso in sei tappe che toccano luoghi significativi della sua vita: la casa natale, il battistero nella chiesa dell’Annunziata, la scuola elementare, il cimitero, la chiesa della Badia che custodisce la sua tomba e infine il ‘Museo Benedetta’ di piazza Battisti.
La Vita di Benedetta: Un Inno alla Speranza nella Sofferenza
Benedetta Bianchi Porro nacque a Dovadola, in provincia di Forlì, l’8 agosto 1936. A soli tre mesi di vita, fu colpita dalla poliomielite. Sebbene guarì, la malattia le lasciò una gamba più corta dell'altra. Nonostante le sue condizioni di salute, Benedetta intraprese gli studi universitari, prima in Fisica e poi in Medicina. Fu proprio durante i suoi studi che, nel 1957, riconobbe in autonomia la natura della malattia che l'aveva progressivamente resa cieca e sorda: la neurofibromatosi diffusa, nota anche come morbo di Recklinghausen.
La vicinanza degli amici e la sua profonda fede la aiutarono a superare il dolore. Durante due pellegrinaggi a Lourdes, Benedetta scoprì la sua vocazione: accogliere la malattia come un dono prezioso e viverla serenamente, unendola alla croce di Cristo. Attorno a lei si radunarono persone, amici e sconosciuti, attratti dalla sua forza interiore e dalla sua capacità di infondere speranza. Le sue lettere raggiunsero molti cuori, portando conforto e incoraggiamento.
«Per amore di Cristo accolse come dono prezioso la sua infermità unendola alla croce gloriosa del Signore», ha affermato mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro. Benedetta ci ha insegnato che è possibile superare ogni ostacolo e barriera, anche di fronte alla sofferenza più profonda. La sua vita è un esempio di come la fede possa trasformare le difficoltà in occasioni di crescita spirituale e di testimonianza.
La sua morte avvenne nella sua casa di Sirmione il 23 gennaio 1964, all’età di ventisette anni, con un sussurro di gratitudine: «Grazie». Dal 22 marzo 1969, le sue spoglie mortali riposano nella chiesa della Badia di Sant’Andrea a Dovadola. Il 23 dicembre 1993, Papa Giovanni Paolo II riconobbe l'eroicità delle sue virtù, dichiarandola Venerabile.

Il Miracolo: La Guarigione Inspiegabile di Stefano Anerdi
Il processo di beatificazione è stato avviato grazie al miracolo attribuito all'intercessione di Benedetta Bianchi Porro: la guarigione improvvisa di Stefano Anerdi. Il 21 agosto 1986, a soli 20 anni, Stefano fu vittima di un gravissimo incidente stradale in moto e cadde in coma. I medici lo dichiararono cerebralmente morto e diedero il via libera all'espianto degli organi. La madre di Stefano, insieme a parenti e amici, iniziò a recitare una novena per l'intercessione di Benedetta, di cui aveva recentemente letto una biografia. Il 3 settembre dello stesso anno, Stefano si risvegliò improvvisamente. Una commissione di sette medici, incaricata nel 2013 di studiare i referti, ha definito scientificamente inspiegabile questa guarigione. Oggi, Stefano Anerdi è padre di due figli.
Un Messaggio di Speranza per Tutta la Società
La beatificazione di Benedetta Bianchi Porro assume un significato profondo per la Chiesa e per la società contemporanea. Il vescovo Corazza sottolinea come Benedetta sia un modello di cammino riuscito, una vita che risponde alla vocazione alla santità universale. Ella incoraggia gli ammalati a trovare un senso profondo nella loro esistenza, trasformando la sofferenza in testimonianza. Il suo esempio è un invito a offrire parole di conforto credibile a chi soffre, superando la tentazione di considerare la malattia un ostacolo a una vita vissuta in pienezza.
«Benedetta ci ha insegnato che invece è possibile superare ogni ostacolo e barriera», afferma il vescovo. La sua vita apre il cuore e gli occhi all'importanza di accorgersi dei "santi della porta accanto", coloro che, nella loro quotidianità, vivono una profonda spiritualità.
La diocesi di Forlì-Bertinoro si impegna a diffondere l'esempio di Benedetta, affinché la sua testimonianza di gioia, consolazione e amore per la Chiesa possa ispirare tutti. Beata Benedetta va invocata, ma soprattutto conosciuta e imitata, per diventare anche noi portatori di speranza in un mondo che ne ha sempre più bisogno.
Le Opere di Benedetta: Un Eredità Spirituale Diffusa nel Mondo
L'eredità spirituale di Benedetta Bianchi Porro ha varcato i confini della sua diocesi natale, diffondendosi in tutto il mondo grazie alla pubblicazione dei suoi scritti. Anna Cappelli fu tra le prime a intuire il valore profondo degli scritti di Benedetta, pubblicando nel 1973 il primo libro divulgativo, che venne poi tradotto in circa 20 lingue. Oggi, i suoi scritti sono disponibili in oltre venti lingue, compresi il giapponese, l’arabo e l’ebraico, testimoniando la universalità del suo messaggio di speranza.
Tra le pubblicazioni più significative, spiccano gli “Scritti completi di Benedetta Bianchi Porro”, curati da don Andrea Vena, e “Un canto di lode al Signore” del vescovo emerito Vincenzo Zarri. L'opera degli Amici di Benedetta, dell’Associazione per Benedetta Bianchi Porro e della Fondazione intitolata alla Venerabile contribuisce costantemente a mantenere viva la sua memoria e a diffondere il suo esempio.
Nel 2006, in occasione del convegno ecclesiale di Verona, la Chiesa italiana ha riconosciuto in Benedetta Bianchi Porro una testimone di speranza, affiancandola ad altre due figure forlivesi di spicco: Annalena Tonelli e don Francesco Ricci.
Informazioni Pratiche per i Pellegrini
Per coloro che desiderano partecipare agli eventi e visitare i luoghi legati alla vita di Benedetta, sono disponibili informazioni pratiche:
Orari Abbazia, prenotazioni Messe e visita “Stanza Benedetta”:Parrocchiaia Abbazia S. Andrea (La Badia): via Benedetta Bianchi Porro, 6 - 47013 Dovadola FCParroco: don Giovanni Amati, cell.
Contatti Vescovado:Mons. Livio Corazza, Vescovo di Forlì - Bertinoro.
Il vescovo Corazza ha espresso la sua gratitudine a tutti coloro che hanno lavorato per l'organizzazione dell'evento e ha annunciato che porterà il reliquiario di Benedetta a Dovadola e a Sirmione, auspicando l'avvio di un pellegrinaggio spirituale nelle comunità. La Chiesa di Forlì-Bertinoro è invitata a gioire e rallegrarsi per questa luminosa testimonianza, impegnandosi a conoscere, comprendere e diffondere l'esempio di Benedetta, facendosi da lei ispirare.
L'invito è chiaro: Beata Benedetta va sì invocata, ma va soprattutto conosciuta e imitata, per portare nel mondo la sua straordinaria capacità di trovare la luce anche nelle tenebre della sofferenza.