La storia che vogliamo raccontarvi oggi nasce nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, a 1200 metri di altitudine, dove un tempo il mondo rurale era florido e attivo. In questo scenario montano, dove il terreno è ripido e pietroso, decisamente ostile per l’agricoltura ad alta quota, un giovane di nome Duilio Antonucci ha deciso di riportare in vita antiche tradizioni. Il suo progetto, nato nel 2018, si concentra sul recupero dei terreni incolti e abbandonati per coltivarvi cereali come i grani antichi, farro e grano Solina, ma anche legumi come le antiche lenticchie di Pescasseroli, i fagioli e le patate.

Pescasseroli, in provincia dell’Aquila, è un piccolo borgo dall’estensione inusuale per essere un villaggio di montagna, l’unico dei borghi dell’Alta Valle del Sangro a svilupparsi in modo interamente pianeggiante. Conosciuta come la Cortina d’Ampezzo degli Appennini, per raggiungerla dal versante laziale del Parco Nazionale si attraversa l’incredibile faggeta vetusta, Patrimonio Unesco, e il passo di Forca D’Acero, che in autunno regala un foliage incredibile.
Il Recupero di una Tradizione: La Storia di Duilio Antonucci
Duilio Antonucci, ventiduenne nato e cresciuto su questo territorio, dopo il diploma agrario ha deciso di dedicarsi alla terra. A soli diciassette anni, ha intrapreso l'ambizioso progetto di recuperare terreni abbandonati, dimostrando un coraggio e una determinazione notevoli, soprattutto considerando le sfide poste da un ambiente montano così impervio. La sua famiglia, in particolare suo padre, gestisce un'impresa agricola con terreni in Puglia dove si coltiva grano, fornendo a Duilio un primo legame con il mondo agricolo. Nonostante pochi abbiano inizialmente incoraggiato la sua iniziativa, Duilio ha perseverato, impegnandosi quotidianamente e conquistando consensi e risultati tangibili.
Il prodotto di punta di Antonucci sono le sue lenticchie, che sono diventate molto richieste nel territorio. La maggior parte dei ristoranti locali e molti giovani chef utilizzano queste lenticchie nella loro cucina, tanto che le prenotazioni per la prossima annata iniziano con un anno di anticipo.
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La Lenticchia: Un Legume Antico e Versatile
La lenticchia (Lens culinaris) è una delle piante più antiche conosciute dall’uomo, con origini che risalgono agli albori della civiltà agricola e testimonianze che arrivano dall’epoca della “Mezzaluna fertile” e dell’antico Egitto. Le sue origini sono comunemente attribuite all’area dell’Europa del sud, in particolare alla Grecia, oltre alle regioni dell’Asia Minore e Centrale, includendo il Caucaso e il Vicino Oriente. La sua coltivazione si è poi diffusa in Europa grazie a Greci e Romani.
Le testimonianze archeologiche attestano che in Grecia fosse consumata già 13.000-15.000 anni fa. Persino nel libro delle Genesi, nella vicenda di Esaù che scambiò il suo diritto di primogenitura con il fratello Giacobbe per un piatto di lenticchie cotte, si fa riferimento a questo legume.
La pianta della lenticchia è una pianta annuale erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae (Leguminose). Raggiunge un’altezza tra i 20 e i 70 cm, con steli dritti o ramificati. Le foglie sono oblunghe, alterne e composte, terminando spesso con un viticcio. I fiori, di colore bianco o con sfumature blu intense, a volte tendenti al viola, sono riuniti in gruppi da 2 a 4. I frutti sono baccelli corti e appiattiti, contenenti 2 semi a forma di lente leggermente bombata. La specie Lens culinaris si distingue in quattro sottospecie: culinaris, odemensis, orientalis e tomentosus.
Varietà e Caratteristiche delle Lenticchie
Le lenticchie possono essere di varie dimensioni (seme grande e seme piccolo) e di vari colori, tra cui verdi, marroni, nere (note anche come lenticchie beluga), rosse (colore tipico delle lenticchie egiziane), rosa, arancioni e gialle. Ogni varietà presenta particolarità e un gusto caratteristico.
La pianta della lenticchia è abbastanza robusta e si adatta bene anche a terreni non particolarmente fertili e dalla tessitura variabile, da argillosa a limo-sabbiosa. Tollera discretamente le gelate.
A livello mondiale, il Canada è il maggior produttore di lenticchie per superficie coltivata, seguito dall’India. La Cina si posiziona più distanziata, mentre nessun Paese della UE figura tra i primi produttori. Anche a livello di produzione, la classifica rispecchia in generale la superficie coltivata. In Italia, la resa si attesta a poco più di 7 quintali per ettaro.
L’Italia vanta diverse varietà regionali di lenticchie, molte delle quali hanno ottenuto riconoscimenti importanti:
- Lenticchia di Altamura I.G.P.: Prodotta in Puglia, è tra le più grandi varietà italiane, ma i lunghi tempi di cottura ne hanno limitato la diffusione.
- Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio: Coltivata in Abruzzo sull’altopiano del Gran Sasso.
- Lenticchia di Rascino: Si trova in provincia di Rieti, al confine con l’Abruzzo.
- Lenticchia di Onano: In provincia di Viterbo, è nota anche come la lenticchia dei papi.
- Lenticchia di Ustica: Coltivata sulla piccola isola siciliana, è la lenticchia più piccola d’Italia.
- Lenticchia di Villalba: In provincia di Caltanissetta, è una varietà a seme grande con alti livelli di ferro e proteine, che tra gli anni ‘40 e ‘50 rappresentava il 30% della produzione nazionale di lenticchie.
- Lenticchia di Valle Agricola: Si trova in Campania, ai piedi del Massiccio del Matese.
- Lenticchia di Colfiorito: Coltivata in Umbria.
- Lenticchia di Mormanno: In Calabria.
- Lenticchia rossa di San Sisto: Nella zona del Montefeltro, nelle Marche.
Le lenticchie di Colfiorito, Villalba, Ventotene, Valle Agricola e Leonforte dispongono del riconoscimento come PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale).

Coltivazione della Lenticchia: Tecniche e Sfide
La coltivazione della lenticchia avviene generalmente nei mesi primaverili nelle zone ad alta altitudine, mentre nelle zone più basse la semina può avvenire a novembre. La raccolta si svolge verso giugno-luglio.
La preparazione del terreno viene effettuata poco tempo dopo la raccolta del cereale. La semina richiede l’impiego di circa 300-400 semi al metro quadro, con file ravvicinate (tra 15 e 25 cm) e una profondità di 4-6 cm, maggiore per i semi più grossi. Il fabbisogno di seme varia da 60-80 kg/ha per le lenticchie a seme piccolo fino a 120-160 kg/ha per quelle a seme grande. Per prevenire marciumi, le piantine vengono solitamente conciate.
La concimazione è generalmente effettuata con fosforo e potassio, mentre le esigenze di azoto sono minori. L’irrigazione è consigliata specialmente in annate siccitose. La gestione delle malerbe può essere complessa, poiché la lavorazione meccanica è spesso difficile, portando a preferire interventi di diserbo in fase di pre- o post-emergenza.
La raccolta prevede la mietitura seguita dalla trebbiatura per separare la granella dalla paglia e dalla pula. Un tempo queste operazioni venivano svolte manualmente, mentre oggi, per estese superfici, si utilizzano mietitrebbiatrici. Successivamente, i semi vengono confezionati.
Patologie e Soluzioni Innovative
Anche la lenticchia può essere colpita da diverse patologie:
- Peronospora (Peronospora viciae): Si manifesta con le cosiddette "macchie d'olio".
- Ruggine (Uromyces ervi): Causata da un fungo basidiomicete, si presenta con macchie fogliari puntiformi, inizialmente giallastre.
- Marciumi del colletto e delle radici: Causati da funghi delle specie Pythium, Phytophtora e Fusarium.
- Antracnosi (Ascochyta pisi, Colletotrichum spp.): Si manifesta con tacche necrotiche nerastre su foglie, piccioli e semi.
- Lepidotteri: Tra cui la piralide (Etiella zinckenella).
- Tonchi (Bruchus signaticornis ed altre spp.): Piccoli Coleotteri le cui larve rodono i semi delle Leguminose, inclusa la lenticchia.
Le formulazioni disinquinanti BioAksxter® si rivelano adatte alla coltivazione della lenticchia, sia convenzionale che biologica. L'applicazione di BioAksxter® M31 Agricoltura durante il ciclo colturale favorisce una maggiore percentuale di attecchimento e resistenza agli stress climatici, come la siccità. Questo prodotto rappresenta una soluzione ideale per massimizzare quantità e qualità, riducendo l'uso di altri prodotti e permettendo di ottenere un prodotto a residuo zero, con un ulteriore valore aggiunto sul mercato.
La Lenticchia di Castelluccio di Norcia: Un'Eccellenza IGP
La lenticchia di Castelluccio di Norcia è un prodotto d'eccellenza, riconosciuto come I.G.P. nel 1997. La sua unicità deriva dal luogo di nascita: l'altopiano di Castelluccio, situato a circa 1500 metri sul livello del mare nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Questo territorio è caratterizzato da un clima con inverni rigidi e gelate primaverili prolungate, un'estate breve e forti escursioni termiche.
La particolare conformazione della vallata, formatasi in età preistorica a seguito del prosciugamento di un grande lago montano, rende il terreno particolarmente ricco di materiale organico e con un'alta percentuale di calcare, requisiti fondamentali per la crescita dell'ecotipo.
Le caratteristiche principali della lenticchia di Castelluccio sono:
- Resistenza: Straordinaria resistenza alla siccità e al freddo, che impedisce al tonchio (un piccolo coleottero) di attaccare le colture. Questo spiega il mancato utilizzo di diserbanti e pesticidi, rendendo il prodotto unico.
- Dimensioni e Aspetto: Nei baccelli si trovano da uno a tre semi di dimensioni ridotte (circa 3-4 mm di diametro), dalla forma tondeggiante e appiattita, con un aspetto tigrato che varia dal verde al marrone chiaro.
- Cottura: La buccia è particolarmente fina e tenera, consentendo la cottura diretta senza ammollo preliminare.
- Conservazione: È l'unico legume che non necessita di trattamenti per la conservazione, grazie alla sua intrinseca resistenza ai parassiti.
La produzione segue un ciclo tradizionale: la semina avviene dopo l'aratura, e i vecchi contadini eseguono riti ancestrali per invocare la protezione dei campi. La famosa fioritura di Castelluccio, con migliaia di fiori naturali che sbocciano, avviene a giugno. Il raccolto è a luglio, seguito dalla trebbiatura ad agosto. A settembre, le lenticchie vengono confezionate e distribuite.

In Cucina: La Versatilità delle Lenticchie
Le lenticchie sono un alimento estremamente versatile e nutriente. Sono caratterizzate da un elevato contenuto di proteine, una buona quantità di zuccheri e una quasi inesistente presenza di grassi. Sono inoltre ricche di vitamine, sali minerali e fibre, che contribuiscono al controllo del colesterolo e della pressione sanguigna.
Mangiare lenticchie durante le feste natalizie e a Capodanno è una tradizione che si dice porti fortuna, successo e ricchezza, forse per la loro forma simile a quella delle monete. Chi regala lenticchie augura prosperità.
Ricetta: Crema di Lenticchie
Ecco una semplice e gustosa ricetta per preparare una crema di lenticchie:
Ingredienti per 4 persone:
- 300 gr. di lenticchie
- 1 carota
- 1 costa di sedano
- 1 patata
- Pane raffermo
- Sale
- Olio extra vergine d'oliva
Preparazione:
- Mettere a cuocere le lenticchie in abbondante acqua con il sedano e la carota tagliati a cubetti, e la patata tagliata a cubetti.
- Dopo trentacinque minuti di bollitura, aggiungere il sale e far bollire per altri cinque minuti.
- Senza scolare, passare il tutto al passaverdura.
- Rimettere sul fuoco per circa 10 minuti, aggiungendo, se necessario, dell’acqua calda per ottenere la consistenza desiderata.
- Tostare dei crostini di pane, strofinarli con l'aglio e porli sul fondo di scodelle individuali.
- Cospargere con la crema di lenticchie e servire.
Questa ricetta, semplice ma efficace, valorizza il sapore autentico delle lenticchie, rendendole un piatto confortante e salutare, ideale per ogni occasione.
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