Niella Tanaro, un piccolo borgo incastonato nell'estrema propaggine delle Langhe, vicino a Mondovì, è da sempre sinonimo di pane eccezionale. Un detto popolare recita: "A Niella si fa la micca bella", un'affermazione che affonda le radici nella storia e nella peculiarità di questa terra. Si narra che la bontà del pane locale fosse un tempo attribuita alla nigella sativa, una pianta selvatica che cresceva rigogliosa tra le spighe di grano, conferendo alla farina un aroma e un gusto inconfondibili. Questa particolare spezia, oggi quasi estinta ma pazientemente reintrodotta dall'Associazione Nigella, era un tempo un elemento distintivo nello stemma del comune, testimoniando il legame indissolubile tra la comunità e questo ingrediente.

L'Epopea dei Panettieri Niellesi: Un Esodo verso la Costa Azzurra
La storia di Niella Tanaro è intrinsecamente legata a quella dei suoi panettieri, uomini laboriosi che hanno esportato la loro arte e la loro passione ben oltre i confini del piccolo paese. Fin dall'immediato periodo post-unitario e proseguendo fino al secondo dopoguerra, un flusso costante di panettieri niellesi ha intrapreso il cammino dell'emigrazione, spingendosi in ogni angolo del mondo: dalla vicina Francia all'Argentina, dagli Stati Uniti all'Australia. Tuttavia, ciò che rende straordinaria questa vicenda è la notevole concentrazione e la specifica "specializzazione" di questo esodo, con una particolare predilezione per la vicina Nizza, la Costa Azzurra e il Sud della Francia.
Nei primi decenni del Novecento, durante quella che si può definire l'"âge d'or" dei boulangers niellesi in Francia, la presenza di fornai piemontesi era così pervasiva che si stima che sei fornai su dieci a Nizza fossero originari di Niella Tanaro. In tutta la regione, il loro numero raggiungeva le centinaia. Questa migrazione specializzata era così significativa da indurre un giornale locale, decenni più tardi, a titolare con un'espressione evocativa: "C’è nel Sud Francese una Niella invisibile più popolosa di quella sulle rive del Tanaro." Questa frase cattura perfettamente l'impatto demografico e culturale che i niellesi ebbero nella regione.
Pierre Camilla: L'Ultimo Baluardo di una Tradizione
Al centro di questa epopea di artigiani del pane si erge la figura di Pierre Camilla, noto affettuosamente come "Pierino". A 94 anni, porta con sé l'eredità di una stirpe di panettieri con una vitalità invidiabile. Pierre torna regolarmente a Niella Tanaro per la Festa del Pane, un evento che a settembre riunisce la comunità locale e molti discendenti degli emigranti che hanno messo radici oltre confine. Suo figlio, Jean-Pierre, ricopre con dedizione la carica di sindaco di Saint-Paul-de-Vence per tre mandati, un altro segno tangibile del successo e dell'integrazione raggiunti dalle famiglie niellesi.
La storia di Pierre è emblematica del percorso intrapreso da molti suoi conterranei. Partito da Niella all'età di sedici anni, nel 1946, iniziò la sua carriera come garzone a Draguignan, una località non lontana da Saint-Tropez. Successivamente, si trasferì nella panetteria della sorella a Vence. Ottenuta rapidamente la cittadinanza francese, Pierre affrontò il servizio militare in Marocco e in Algeria. Questi furono anni complessi, segnati dalle tensioni nelle colonie francesi. Fu in quel periodo, a metà degli anni Cinquanta, che Pierre, con prudenza e lungimiranza, disse alla sua fidanzata monegasca, Jacqueline: "Ci sposiamo quando ritorno, non si sa mai…". Fortunatamente, tutto andò per il meglio, e la coppia riuscì a rilevare un piccolo forno in fallimento nella via centrale di Saint-Paul-de-Vence.

La Panetteria che Incantava Artisti e Star
Il forno di Pierre e Jacqueline divenne un punto di riferimento per oltre trent'anni, trasformandosi anche in un apprezzato salon de thé. Qui, non si sfornavano solo quintali di pane fragrante, ma anche deliziose torte, dolci da forno, meringhe e la tipica pissaladière, specialità della regione. Gli anni d'oro di Saint-Paul-de-Vence, che si trasformò nella "Saint-Germain-des-Prés" della Costa Azzurra, videro la panetteria Camilla prosperare.
La vicinanza con la celebre locanda-ristorante "La Colombe d'Or" creò un legame indissolubile tra il forno e il mondo dell'arte e del cinema. Artisti e star del cinema internazionale frequentavano assiduamente questo luogo, e la panetteria di Pierre divenne una tappa obbligata per molti di loro. È qui che Yves Montand conobbe Simone Signoret, tornando anni dopo per celebrare il loro matrimonio. La piazza delle bocce antistante l'albergo divenne il palcoscenico di sfide memorabili tra Montand e Lino Ventura. Tra i frequentatori assidui de La Colombe d'Or figuravano nomi del calibro di Picasso, Léger, Mirò e Cocteau.
"Di artisti e attori ne ho conosciuti tanti," ricorda Pierre Camilla con un sorriso, "e molti erano miei clienti, in particolare Mirò, quando lavorava alla Fondazione Maeght, e Marc Chagall, che aveva acquistato casa a Saint-Paul." Pierre e Jacqueline Camilla instaurarono un legame profondo anche con i grandi collezionisti d'arte Marguerite e Aimé Maeght, e ancora oggi abitano a pochi passi dalla Fondazione Maeght, uno dei templi indiscussi dell'arte contemporanea in Costa Azzurra. Pierre e Jacqueline, con i suoi 92 anni, rappresentano una delle ultime testimonianze dirette di quegli anni ricchi di soddisfazioni, un'epoca in cui alcuni niellesi, tornati al paese, arrivavano a bordo di una Ferrari, simbolo del successo raggiunto.
"Il Pane dell'Esodo": Storie di Migrazione e Passione per il Ciclismo
Le innumerevoli storie dei panettieri niellesi che hanno calcato le scene della migrazione in Francia sono state meticolosamente ricostruite dalla filmaker e giornalista francese Géraldine Giraud. Nipote a sua volta di una famiglia emigrata dalle rive del Tanaro, Géraldine ha dedicato quasi quindici anni a un paziente lavoro di ricerca, culminato nella pubblicazione del libro "Le pain du partage / Il pane dell’esodo".
Tra le vicende narrate, spicca quella di Celestino "Celestin" Camilla, nato nel 1917. Emigrato a Nizza all'età di 12 anni per raggiungere i suoi tre fratelli, già apprendisti fornai, il suo primo compito fu quello di consegnare il pane in bicicletta ai ristoranti e agli alberghi. Quella che iniziò come una necessità lavorativa, portando il pane in una pesante gerla, si trasformò presto in una vera e propria passione per le due ruote. Celestino divenne ciclista professionista, conquistando il soprannome di "Lapin" (coniglio) e vincendo due tappe della Vuelta in Spagna nel 1942 e il Prix Marca nel 1947. La sua storia è un potente esempio di come la determinazione e la passione possano trasformare le difficoltà in trionfi.
L'Inaspettato Legame con Robert Doisneau e la Storia
Il lavoro di ricerca di Géraldine Giraud ha portato alla luce anche fatti inediti e sorprendenti. Il celebre storico francese Max Gallo, membro dell'Académie Française e biografo di figure illustri come Mussolini, Garibaldi e Napoleone, le rivelò che la sua prima moglie era figlia di un panettiere di Niella. Gallo stesso, figlio di immigrati piemontesi a Nizza, conosceva bene il paese e la sua storia.
Un'altra scoperta straordinaria riguarda Alain Louis Marrone, un parigino che, riordinando la casa della madre defunta, trovò una foto del nonno Luigi, emigrato da Niella Tanaro a Parigi nel 1907, dove aveva esercitato la professione di panettiere nel 14° arrondissement. Con grande stupore, Alain scoprì che sul retro dell'immagine era indicato come autore Robert Doisneau, uno dei più grandi fotografi francesi. Questa scoperta assunse contorni ancora più inaspettati quando si venne a sapere che nell'archivio della Fondazione Doisneau erano conservate decine di immagini scattate nel forno di Luigi Marrone, che immortalavano meticolosamente il suo lavoro. La fotografia, in questo caso, ha permesso di preservare e valorizzare una parte della storia di questi artigiani laboriosi.

Il Futuro del Pane a Niella Tanaro: Riscoperta e Rinascita
Paradossalmente, nonostante la sua gloriosa storia legata al pane, oggi a Niella Tanaro non esiste più una panetteria. Tuttavia, la comunità locale non ha dimenticato le proprie radici e sta attivamente lavorando per far rivivere questa antica tradizione. Il sindaco Gian Mario Mina ha riaperto il forno comunitario nel centro del paese, rimasto inattivo per 32 anni. Questo spazio è diventato un luogo di ritrovo dove gli abitanti possono impastare e cuocere il proprio pane, rafforzando il senso di comunità e condividendo il sapere antico.
L'obiettivo è quello di creare presto una scuola di arte bianca, un centro dedicato alla formazione e alla divulgazione delle tecniche di panificazione tradizionale. Parallelamente, si sta assistendo a un'importante opera di recupero dei grani antichi. Nei terreni incolti, si sta ricominciando a piantare varietà di cereali dimenticate, e il Mulino Tomatis di Niella produce farine multicereali macinate a pietra, provenienti da coltivazioni locali nelle campagne del Cebano-Monregalese. Questo sforzo congiunto mira a preservare la biodiversità agricola e a garantire la qualità delle materie prime per la produzione del pane.
La Festa del Pane: Un'Esplosione di Tradizione e Sapori
La rinascita di questa tradizione è celebrata con entusiasmo attraverso la "Festa del Pane: dal grano al pane". L'inaugurazione della prima edizione, tenutasi il 4 e 5 settembre, ha segnato un momento importante per Niella Tanaro, la "città del pane per eccellenza". L'evento, organizzato in collaborazione con associazioni e volontari, ha reso omaggio all'arte bianca che ha reso Niella Tanaro celebre ben oltre i confini nazionali.
L'Ambassadeurs du Pain Italia ha allestito uno stand, supportato da soci della Regione Piemonte, che ha reso possibile la realizzazione dell'evento in tempi record. Tra i protagonisti, il sindaco Gian Mario Mina, la cui dedizione è stata fondamentale, e Géraldine Giraud, la giornalista francese autrice del docufilm "In nome del pane", proiettato in anteprima italiana proprio in occasione della festa. La proiezione ha anche permesso di presentare il team Italia che ha partecipato alla 21ª Coupe d’Europe de la Boulangerie a Nantes, un gruppo interamente di origini piemontesi.

La festa è un'occasione preziosa per celebrare la quinta edizione della Fiera dedicata al pane, un prodotto principe per Niella Tanaro. L'evento vede la partecipazione dei migliori panettieri della provincia di Cuneo, che collaborano con i boulanger francesi in un prezioso scambio di segreti del mestiere. La presenza del presidente dei panificatori cuneesi, Piero Rigucci, e del presidente francese dei panificatori, Gil Dutto, sottolinea l'importanza della collaborazione internazionale.
Le vie del paese si animano con bancarelle che offrono prodotti di alta qualità, spettacoli e animazioni. Il Castello, in occasione del suo 900° anniversario, diventa il cuore della parte istituzionale, cornice perfetta per incontri e celebrazioni. Il Forno Comunitario è acceso per tutta la giornata, sfornando pizze, focacce e ottimo pane casereccio preparato da professionisti. La festa prende il via con musica dal vivo e un DJ Set, creando un'atmosfera vibrante e festosa.
Nuove Sperimentazioni e il Recupero di Antiche Varietà
A Niella Tanaro, la creatività e l'innovazione si intrecciano con il rispetto per la tradizione. Sono in corso sperimentazioni speciali, promosse dal Comune con la collaborazione di panettieri professionisti come Riccardo Avetta e Luca Nicolino di Bagnasco. Queste novità saranno tra i punti salienti della prossima festa del pane, con un focus particolare sul recupero della Nigella, la pianta che dà il nome al paese e che era un elemento chiave nel suo stemma. La riscoperta di questa antica pianta, quasi estinta, da parte dell'Associazione Nigella presieduta da Mauro Benedetto, è un passo fondamentale per restituire al pane di Niella il suo sapore unico e distintivo.
La Festa del Pane (e dei pani) è un'autentica celebrazione dell'arte bianca. Quest'anno, gli Ambassadeurs du Pain, insieme a Riccardo Avetta e al cuneese Alessandro Vicedomini, hanno scelto di mettere in risalto la "Monferrina" o, più precisamente, la "grissia monferrina". Si tratta di un pane tradizionale del Monferrato casalese, a pasta dura, caratterizzato da una lavorazione lunga e complessa, una forma scultorea e una crosta croccante, quasi la consistenza di un grissino. Questo pane, ideale accompagnamento del bagnetto verde, è un presidio Slow Food custodito nell'Arca del Gusto, un prodotto che rischiava di scomparire e che ora rivive grazie alla diretta produzione dell'Associazione dei Panificatori della Provincia di Cuneo.
L'eccellenza della festa si estende anche ad altri prodotti di filiera. Si assiste al recupero della "GraNiella", una varietà di grani antichi reintrodotta dalla Pro Niella Tanaro, e alla nigella stessa, antica pianta che cresceva spontanea nei campi di grano donando al pane un sapore inconfondibile. Le specialità dello street food sono rigorosamente legate alla tradizione: salumi, formaggi, acciughe, focaccia, miele, zafferano e i pani preparati con le farine di Niella del Mulino Tomatis. Nel forno comune, i visitatori possono gustare i "rubatà", i biscotti tipici come le "cornielle" e le "torcette", e le tradizionali "miche".

"Le pain du partage - Il pane dell’esodo": Un Libro che Racconta una Saga Migratoria
Il volume "Le pain du partage - Il pane dell’esodo", scritto da Géraldine Giraud, rappresenta un omaggio commovente agli artigiani del pane e alla loro incredibile saga migratoria. Il libro, frutto di oltre quindici anni di ricerche, è stato presentato in anteprima a Niella Tanaro in occasione della Festa del Pane, domenica 31 agosto 2025, presso il cortile del Castello locale.
Géraldine Giraud spiega il suo progetto: "Poco dopo la morte di mio nonno nel 2008, ho voluto ricostruire, al di là della storia della nostra famiglia, quella più ampia di questi “assi della farina” piemontesi, provenienti da Niella Tanaro, nella provincia di Cuneo. Ho voluto restituire i colori e le asperità ad una vera e propria saga migratoria ancora inedita. Un esodo invisibile, assente dai libri di storia."
Attraverso centinaia di testimonianze raccolte da discendenti di panettieri niellesi sparsi per il mondo, e consultando archivi custoditi gelosamente negli album di famiglia, Géraldine si è messa sulle tracce di questi fornai emigrati fino alle Americhe. Ha scoperto veri tesori: lettere manoscritte cariche di emozione, documenti di migrazione inediti, ritagli di giornale ingialliti dal tempo. Tutto questo le ha permesso di ricomporre il mosaico di una memoria che rischiava di svanire.
Il libro narra le vicende incrociate di una ventina di famiglie di panettieri originari di Niella Tanaro, che si dipanano lungo quasi un secolo di storia. È un racconto transfrontaliero, impastato tra la Costa Azzurra e il Piemonte, alimentato dal calore dei forni e dal profumo del lievito. Géraldine ha voluto dare forma a un libro bilingue, concepito come un oggetto nobile da condividere di mano in mano con le generazioni future, proprio come si spezza il buon pane. Nata a Nizza e formatasi in giornalismo presso l'Università di Boston, Géraldine Giraud ha lavorato come corrispondente per l'agenzia audiovisiva CAPA negli Stati Uniti, in Italia e a Parigi, realizzando numerosi reportage che testimoniano la sua sensibilità e la sua capacità di raccontare storie profonde e significative.