La Liguria, con la sua costa frastagliata e le sue acque ricche di vita marina, offre eccellenti opportunità per la pesca sportiva, e tra le prede più ambite spiccano i calamari. Questo cefalopode, apprezzato sia per la sua carne prelibata che per il divertimento che la sua cattura sa offrire, richiede conoscenze specifiche per essere insidiato con successo. Che siate appassionati di pesca dalla barca o preferiate la comodità della terraferma, questa guida vi fornirà tutte le informazioni necessarie per migliorare le vostre performance nella pesca ai calamari in Liguria.
L'Ecoscandaglio: L'Occhio Elettronico per Individuare i Calamari
Nell'era moderna della pesca, l'ecoscandaglio si è rivelato uno strumento indispensabile, in grado di fare davvero la differenza nella pesca dei calamari, specialmente durante i mesi estivi. Sebbene l'esperienza e una profonda conoscenza dei propri luoghi di pesca possano consentire a pochi eletti di pescare "alla cieca", la norma impone la necessità di avvistare e riconoscere la preda prima di poterla catturare.
Ottimizzare la Visualizzazione dell'Ecoscandaglio
Per ottenere i migliori risultati, è fondamentale una corretta regolazione dell'ecoscandaglio. Impostare i parametri di GAIN (guadagno) e CLUTTER (rumore di fondo) in modo da ottenere una colonna d'acqua "pulita" nei primi 10-15 metri sopra il fondale è cruciale. Questo permette di visualizzare chiaramente anche i "target" più deboli. L'attivazione della funzione SHIFT (spostamento della zona di visualizzazione) è altrettanto importante, poiché consente di concentrare l'attenzione proprio in quella fascia d'acqua, solitamente frequentata dai cefalopodi.
Potenza e Frequenza del Trasduttore
La pesca estiva dei calamari spesso avviene a profondità maggiori rispetto a quella invernale, il che pone sfide maggiori al sistema sonda/ecoscandaglio. La potenza del trasduttore diventa un fattore determinante. Se si pesca entro i 30 metri d'inverno, un trasduttore da 600W come il P66 o il B45 è generalmente sufficiente. Tuttavia, superando i 50 metri, questi potrebbero non garantire una lettura ottimale. In questi scenari, è preferibile optare per trasduttori più performanti, come il B260 o il B250, progettati per operare a maggiori profondità.
Per quanto riguarda le sonde CHIRP, la situazione è più favorevole. Un trasduttore B150M, ad esempio, può individuare facilmente i calamari fino a 60-70 metri di profondità. I calamari mostrano una visibilità ottimale a frequenze intermedie, intorno ai 100-110 kHz. Pertanto, se il vostro strumento è compatibile con una sonda Medium CHIRP, questa rappresenterà una scelta preferenziale per l'individuazione dei calamari. È importante notare che i calamari sono visibili sia a basse che ad alte frequenze, ma la frequenza intermedia offre un vantaggio significativo.
L'ampiezza del cono di trasmissione è un altro elemento da considerare. Un cono largo permette di visualizzare un'area più estesa sotto la barca, mentre un cono stretto concentra il segnale su una zona più ridotta ma potenzialmente più dettagliata.

Riconoscere il Segnale del Calamaro sull'Ecoscandaglio
A differenza dei pesci, i calamari non possiedono una vescica natatoria, il che ne modifica la visualizzazione sullo schermo dell'ecoscandaglio. Non formeranno mai un arco, il classico "mark a banana", bensì un "mark a barretta" verticale o posizionato in modo irregolare. La presenza di calamari in prossimità di banchi di pesci può rendere più complessa la loro individuazione. Un metodo efficace per imparare a distinguerli consiste nel catturarne uno, mantenerlo vivo, agganciarlo con un piccolo amo sulla coda e calarlo sotto la barca con una canna da pesca e un piombo (a una profondità leggermente superiore a quella del calamaro vivo) per osservare direttamente come appare sullo strumento.
L'Eging Game: Una Tecnica in Evoluzione per Cefalopodi
La pesca a Eging Game, una tecnica che negli ultimi anni ha subito notevoli trasformazioni, è passata dall'essere quasi snobbata fino ai primi anni 2000 a diventare una realtà consolidata della pesca in mare. Oggi è sempre più praticata da pescatori che desiderano cimentarsi con seppie, calamari e totani. Queste prede, è importante sottolineare, non sono pesci ma cefalopodi, rappresentando quindi un'alternativa interessante a specie come spigole, cefali e orate, oggetto di tecniche più tradizionali.
Cos'è un Egi e Come Funziona
L'esca utilizzata nell'eging, volgarmente chiamata "totanara", è un'imitazione di un gambero, solitamente in materiale plastico e talvolta ricoperta da una retina colorata. La sua caratteristica principale sono i "cestelli" nella parte terminale, costituiti da ami affilati progettati per aggrapparsi ai tentacoli dei cefalopodi. Gli egi sono disponibili in varie dimensioni e pesi, con i piombi solitamente posizionati nella parte alta, accanto alla girella di connessione al terminale. Presentano differenti capacità e velocità di affondamento. Le misure più comuni variano da 2 a 4, con le misure più piccole indicate per la pesca alle seppie e quelle più grandi per totani e calamari, sia da riva che dalla barca.

Attrezzatura Specifica per l'Eging
Per quanto riguarda canne e mulinello, il mercato offre canne specifiche per l'eging. Queste canne hanno una lunghezza che varia tra i 2,10 metri e i 2,40/2,50 metri, caratterizzate da cime sensibili e morbide. Questa conformazione è studiata appositamente per evitare fastidiose slamate dei cefalopodi durante il combattimento. La pesca a totani, calamari e seppie differisce significativamente dallo spinning o dal light rock fishing. Sebbene le attrezzature possano essere simili, le tecniche mirano a prede con comportamenti radicalmente diversi.
Il Comportamento dei Cefalopodi e la Tecnica di Recupero
I cefalopodi, a differenza dei pesci, non hanno fughe repentine né guizzanti. Si muovono in modo più lento e spesso all'indietro. È fondamentale non forzarli eccessivamente, poiché i loro tentacoli sono delicati e possono rompersi. L'azione di pesca è piuttosto semplice: si effettua un lancio, si attende l'affondamento dell'egi, percepibile tramite un calo di tensione sul filo, e si recupera per qualche secondo. Successivamente, si eseguono una o più "jerkate", ovvero movimenti decisi della canna verso l'alto, seguiti da un nuovo recupero. Questo movimento simula quello di un gambero che cerca di scappare dal pericolo. Tra una jerkata e l'altra, si avvertirà un insolito movimento della canna e una tensione improvvisa: è il segnale che un cefalopode ha abboccato.
EGING DA RIVA... PARTE 2... TECNICA DI RECUPERO PER LA SEPPIA
I Periodi Migliori e i Luoghi Ideali per la Pesca ai Calamari
L'Autunno: Stagione d'Oro per i Cefalopodi
I mesi autunnali rappresentano uno dei periodi migliori in assoluto per dedicarsi alla pesca ai cefalopodi. Questo è dovuto al fatto che seppie, calamari e totani si spostano in massa verso le zone costiere con l'intento di riprodursi. È possibile insidiarli sia all'interno dei porti che lungo le scogliere, a patto di rispettare alcune condizioni fondamentali: mare calmo e condizioni di luce favorevoli.
Il mare calmo è essenziale, poiché la massima attività e predazione dei cefalopodi si verifica in condizioni di mare piatto, senza onde né vento. Per quanto riguarda la luce, i cefalopodi sono attratti da tutto ciò che è luminescente, come gli stessi egi. Pertanto, è consigliabile utilizzare le esche in momenti di scarsa illuminazione, come all'alba, al tramonto o durante la notte. L'alba, in particolare, offre un mix interessante di luce e ombra che può risultare molto produttivo. Le ore centrali del giorno sono generalmente meno proficue, a meno che non si tratti di giornate grigie e piovose, quando la luce solare penetra meno efficacemente nell'acqua.
La Pesca dei Calamari dalla Riva: Tramonto e Alba
Quando pescare i calamari dalla riva? Il momento ideale coincide spesso con il calar del sole. Man mano che le temperature si raffreddano e la quantità di luce solare diminuisce, si avvicina il momento propizio per la pesca ai calamari. Il calamaro bianco, Loligo vulgaris, è presente su tutte le coste, e con l'arrivo dell'autunno, i banchi si avvicinano alle coste, offrendo ai pescatori eccellenti opportunità fino all'inizio della primavera. Questo periodo è sufficiente per praticare una pesca facile e divertente.
La pesca dei calamari dalla riva si svolge tipicamente dal tramonto all'alba. Durante il giorno, i calamari tendono a vivere vicino al fondo, generalmente entro i 20 metri di profondità, per poi spostarsi verso la costa non appena il sole inizia a tramontare.
Trovare i Posti Giusti per la Pesca al Calamaro
I calamari possono essere trovati in una varietà di habitat, ma alcuni luoghi meritano una particolare attenzione:
- Argini e Ingressi dei Porti: Dighe e ingressi dei porti rappresentano ottimi punti di osservazione per individuare calamari predatori. I cefalopodi sono attratti dai porti perché inseguono i pesci foraggio che tendono a rifugiarsi nelle infrastrutture portuali.
- Punte Rocciose: Le punte rocciose permettono di pescare a profondità maggiori, talvolta superiori ai 10 metri. Queste zone sono spesso luoghi di aggregazione dove i calamari si nutrono dopo il tramonto. È fondamentale prestare la massima attenzione quando ci si avventura su coste rocciose di notte, per evitare incidenti.
- Luoghi Illuminati: Qualsiasi area illuminata vicino all'acqua può rivelarsi un buon spot per la pesca ai calamari. La luce artificiale attira piccoli pesci (come latterini, aguglie, acciughe), che costituiscono un'ambita fonte di cibo per i calamari in cerca di prede facili.

L'Attrezzatura Essenziale per la Pesca al Calamaro
L'attrezzatura per la pesca al calamaro è generalmente rudimentale e si compone di alcuni elementi chiave: una canna da lancio, un mulinello equipaggiato con treccia o nylon e, naturalmente, i jig o le totanare. Dalla riva, una lunga rete da sbarco e una lampada frontale sono strumenti utili, specialmente per la pesca notturna.
I Jig (Totanare): Esche Specifiche per Cefalopodi
I jig, noti anche come "squids", sono esche appositamente studiate per la pesca dei cefalopodi. Si tratta di esche atipiche che imitano un gambero o un piccolo pesce, dotate di un "cestello" che funge da sistema di aggancio. Esistono numerosi tipi di jig, alcuni dei quali richiedono un semplice recupero lineare, mentre altri necessitano di essere animati con piccoli scatti. La scelta dei colori e delle profondità di nuoto è estremamente ampia. Per iniziare, è consigliabile optare per jig che prevedono un recupero lento, in tonalità rosa o arancione. Man mano che ci si appassiona a questa tecnica, si potrà esplorare la vasta gamma di attrezzature dedicate.
La pesca ai calamari, sia dalla barca che da riva, rappresenta un'attività affascinante che unisce la sfida tecnica alla bellezza del mare. Con la giusta conoscenza e l'attrezzatura adeguata, la Liguria offre scenari ideali per vivere appieno questa passione.