Tremate, tremate, le streghe son tornate. O meglio, una strega in particolare. Si tratta di Florence + The Machine (al secolo, Florence Welch) che ha annunciato il suo sesto album, Everybody Scream, in uscita il 31 ottobre, puntuale per il giorno di Halloween. Mentre ancora molti dettagli del progetto sono ancora segreti (ci saranno collaborazioni? chi ha prodotto l’album?), quello che sappiamo è che conterrà 12 brani e che la title track (e primo singolo) è in uscita proprio oggi, 20 agosto. L'unico dettaglio certo è che in questo nuovo progetto Florence sembra tornata più stregonesca e intrigante che mai.

E, finalmente lo possiamo annunciare, presto la cantante sarà di nuovo in Italia: a metà ottobre, infatti, è stato confermato che sarà una degli headliner dei prossimi I-Days 2026, la manifestazione musicale live all'Ippodromo di Milano. Il suo attesissimo concerto è previsto per venerdì 3 luglio 2026 all’Ippodromo Snai San Siro. Il suo nome si aggiunge a quelli già annunciati per la data del 6 luglio che, sempre agli I-Days, vedrà protagonisti System of a Down, Queens of the Stone Age e Acid Bath.
Vita da strega: un immaginario magico-grottesco
Che il nuovo album sarebbe stato ampiamente influenzato da un immaginario magico-grottesco era già nell’aria da tempo. Tramite il suo profilo Instagram da un paio di mesi Florence lascia indizi più o meno criptici a riguardo. Tra citazioni shakespeariane («Toil and trouble» recita un suo post di luglio, citando le streghe di Macbeth) e altre più moderne come Rosemary’s Baby di Roman Polanski, già viene delineata la strada (o ancora meglio la “Witches' Road”, citando la recente serie Marvel Agatha All Along) su cui Florence è pronta ad accompagnarci.
La conferma definitiva è arrivata con l’annuncio dell’album e lo svelamento dei visual del nuovo progetto. Scattati dalla fotografa e regista Autumn de Wilde (già art director di cover e visual del precedente album del 2022, Dance Fever), le immagini di questa nuova era ci portano direttamente nel mondo del folk horror, tra pizzo e candele, capanne nel bosco e misterioso countryside inglese. Anche il primo teaser del video Everybody Scream è pregno di magia, con un incantesimo esercitato su un gruppo di persone che non possono che obbedire, in quella che sembra una voodoo house di New Orleans.
La nuova era di Florence quindi si posiziona a metà tra le atmosfere nebbiose delle brughiere inglesi e i misteri creoli della Louisiana. Ed è proprio il suo nuovo look a diventare il primo segnale di questa trasformazione, in particolar modo quello rosso fuoco nel video del primo singolo appena uscito. Al posto dei piedi scalzi che la contraddistinguono da sempre, abbiamo un paio di scarpette rosse, associate alle magiche ruby slippers di Dorothy ne Il Mago di Oz del 1939 ma anche richiamo diretto a Scarpette rosse, il film del 1948 diretto da Michael Powell e Emeric Pressburger dove le scarpe del titolo sono incantate e portano alla tragica fine della ballerina che le indossa. Allo stesso modo le tuniche a cui ci aveva abituato, diventano un seducente vestito rosso fuoco, decretando che questa strega è pronta a farci cadere nel suo incantesimo piuttosto che a finire sul rogo.

Da Kate Bush a Stevie Nicks: le antenate musicali
Ma questi richiami misterici riprendono come riferimento non soltanto l’immaginario folkloristico e cinematografico, ma direttamente quello musicale. Per consacrare la sua entrata nella congrega delle “streghe della musica”, i riferimenti principali non possono che essere Kate Bush e Stevie Nicks. Il look rosso fuoco infatti riprende più o meno esplicitamente quello della cantante inglese nel celebre video di Wuthering Heights del 1978, dove un'esoterica Kate Bush danzava per i boschi inglesi sulle note della sua canzone. Un look così iconico da ispirare la nascita del The Most Wuthering Heights Day Ever, evento che si svolge in giro per il mondo a partire dal 2016, dove ogni anno centinaia di persone vestite di rosso come Kate Bush (parrucche comprese) si ritrovano insieme a celebrare questa hit immortale.
Allo stesso tempo, dai visual dell’album emerge chiara e forte l’influenza di Stevie Nicks, la cantante del gruppo Fleetwood Mac, chiamata anche “la strega bianca”, che con i suoi scialli e cappelli piumati è sempre stata accusata di stregoneria. Accuse che l’hanno portata nel 2013 a interpretare proprio una versione soprannaturale di sé stessa nella terza stagione della serie American Horror Story di Ryan Murphy, intitolata Coven (ossia congrega di streghe) e ambientata proprio a New Orleans.
Florence + The Machine - Everybody Scream (Live on the Graham Norton Show)
Un immaginario, mille evoluzioni: il percorso artistico di Florence Welch
A un’occhiata superficiale, Florence Welch in versione strega folk potrebbe sembrare molto simile alle incarnazioni precedenti. Ma cosa la distingue rispetto alle sue ere precedenti? Il fatto che ognuna di queste ha sempre avuto un mondo di reference diverse alle sue spalle, nonostante il minimo comune denominatore fantastico. L’immaginario di Florence + The Machine è spesso stato, del resto, caratterizzato da atmosfere magiche. Ma il mondo della magia è fortunatamente vario e variegato.
Con il primo album del 2009, Lungs, l’abbiamo incontrata come fata dei boschi, con ghirlande di fiori in testa e un immaginario fortemente hippie, caratterizzato quindi da richiami floreali e naturalistici, ma incastonati nell’indie sleaze di quel periodo storico. I panni della ninfa sono stati poi abbandonati per abbracciare quelli della misteriosa e austera sacerdotessa art nouveau avvolta in pesanti e oscuri mantelli (Ceremonials, 2011), dove la chioma ribella è diventata una pettinatura ispirate anni 20 ispirata a Il Grande Gatsby.

Quando sembrava incastrata nel personaggio dell’incantatrice ecco invece che arriva la svolta da esoterica diva glam rock in giacca e pantaloni monocromatici come il Thin White Duke di David Bowie (How Big, How Blue, How Beautiful, 2015), allo stesso tempo androgina e sensualissima. Il minimalismo continua nel 2018 con l’album High As Hope, dove Florence diventa una santa mistica a metà tra un quadro preraffaellita e Santa Teresa d’Avila, con sottovesti color carne e palette nudes e pallide.
La sua natura massimalista ritorna però in pompa magna con Dance Fever (2022), fata tormentata e incappucciata uscita dalle fiabe del focolare dei Fratelli Grimm, ammantata da pattern dark che richiamano rovi e spine di una foresta incantata. Complice anche il suo stretto rapporto con lo stregone massimalista per eccellenza del mondo della moda, Alessandro Michele, il mondo della magia è sempre stato una palette di fantasie per rappresentare al meglio la visione artistica di Florence, ogni volta però con un incantesimo diverso.

Dove ci porterà quindi questa nuova era della strega dai capelli rosso fuoco dell’alt-pop inglese? Quali suoni accompagneranno questa sua ultima evoluzione e di quali temi tratterà il nuovo album? Al momento ancora non possiamo prevederlo (dopotutto è lei l’incantatrice, mica noi).
Un parallelo inaspettato: "Color Recipe" e le dinamiche relazionali
Sebbene apparentemente distante dal mondo musicale di Florence Welch, l'opera manga "Color Recipe" di Harada offre uno spunto interessante per esplorare dinamiche relazionali complesse, che in modo sottile possono trovare echi nell'evoluzione artistica di un'artista. "Color Recipe" è un manga Yaoi scritto e disegnato da Harada, serializzato dal 2015 al 2018 sulla rivista CIEL e successivamente raccolto in due volumi dall'editore Kadokawa Shoten. La trama ruota attorno a Shoukichi, un parrucchiere talentuoso ma solitario e scontroso, che fatica a costruire una clientela fissa a causa del suo carattere poco amichevole. La situazione si complica con l'arrivo di Fukusuke, un nuovo parrucchiere brillante e loquace, che entra subito in conflitto con Shoukichi. Tuttavia, una serie di incidenti misteriosi che colpiscono Shoukichi porterà Fukusuke a correre in suo aiuto, creando un legame inaspettato e conquistando gradualmente la fiducia e il cuore del collega. Ma, come spesso accade nelle opere di Harada, la situazione potrebbe non essere così lineare come sembra, introducendo temi forti e situazioni sconvolgenti che mantengono alta l'attenzione del lettore.

Questa narrazione di avvicinamento tra due personalità apparentemente opposte, dove la vulnerabilità di uno porta all'apertura dell'altro, può essere vista come una metafora della capacità di un artista di trasformarsi e di esplorare nuove sfaccettature di sé. Il "ricettario di colori" del titolo potrebbe alludere alla palette di emozioni e esperienze che vengono utilizzate per creare qualcosa di nuovo e inaspettato, sia esso un rapporto umano o un'espressione artistica. L'evoluzione di Florence Welch, passando da diverse "incarnazioni" artistiche, può essere interpretata come un continuo processo di sperimentazione e di mescolanza di influenze, proprio come i personaggi di "Color Recipe" si influenzano reciprocamente, creando una nuova "ricetta" di sentimenti e di espressione. La capacità di Harada di sorprendere il lettore con temi inaspettati e situazioni sconvolgenti rispecchia, in un certo senso, la audacia di Florence Welch nel reinventarsi costantemente, spingendosi oltre i confini del suo sound e della sua immagine.