La Roveja: Il Piccolo Legume Dimenticato Che Riscopre Le Sue Grandi Proprietà

Campi di roveja in fiore

Un tempo pilastro dell'alimentazione contadina, oggi la roveja, conosciuta anche come rovezza, rubiglio, corbello o pisello dei campi, sta vivendo una rinascita. Questo piccolo legume, dalle notevoli proprietà benefiche e organolettiche, è un prodotto unico che, dopo essere quasi scomparso, viene riscoperto grazie all'impegno di piccole realtà agricole. La sua storia affonda le radici in epoche remote, attraversando continenti e culture, per poi radicarsi nuovamente in specifiche aree del territorio italiano, testimoniando la sua resilienza e il suo valore intrinseco.

Dalle Origini Antiche al Rischio di Scomparsa

La roveja è un alimento conosciuto fin dal Neolitico, la cui origine geografica è collocata in Medio Oriente. La sua popolarità in quelle regioni era dovuta alla sua notevole facilità di adattamento a diversi climi e alla sua intrinseca versatilità in cucina. Per secoli, la roveja è stata un alimento fondamentale per le popolazioni locali, integrando la dieta con preziose proteine e carboidrati. Tuttavia, negli ultimi cinquant'anni, questo legume ha affrontato un drastico declino, rischiando quasi l'estinzione. La causa principale di questa scomparsa è stata la crescente concorrenza di colture e prodotti agricoli più facili da raccogliere e da lavorare, soprattutto con l'avvento dell'agricoltura industriale e intensiva nel dopoguerra. Le coltivazioni meno redditizie e più laboriose vennero progressivamente abbandonate in favore di quelle che garantivano maggiori e più rapidi ritorni economici.

Nonostante questo declino, alcune cultivar di questo legume sono sopravvissute. In Olanda, ad esempio, si trova la varietà "kapucijner". In Italia, le aree dove la roveja ha resistito con maggiore tenacia sono la Valnerina, in particolare nei dintorni di Cascia e Spello, nella Valle Umbra.

Mappa dell'Umbria con evidenziate le aree di coltivazione della roveja

La Riscoperta in Umbria: Una Storia di Determinazione

Il "pisello dei campi" era quasi del tutto scomparso dal panorama agricolo italiano. Il merito di averlo "riportato in vita" va attribuito a un gruppo di piccole aziende agricole, in particolare quelle situate a Civita di Cascia, un borgo in provincia di Perugia. Qui, a un'altitudine di circa 1300 metri, tra i resti del vecchio borgo distrutto da un devastante terremoto nel 1979, la roveja ha trovato un terreno fertile per la sua rinascita. Paradossalmente, proprio quel terremoto, che causò lo spopolamento del paese e accelerò la sua scomparsa, divenne indirettamente un catalizzatore per la sua riscoperta.

La storia di questa rinascita è legata a due donne originarie di Civita: Silvana Crespi De Carolis e Geltrude Moretti. Ben nove anni dopo il terremoto, mentre riordinavano la cantina della casa della suocera, si imbatterono in un barattolo contenente dei legumi colorati. Sull'etichetta, una scritta sbiadita riportava "roveggia". Quei semi erano stati conservati con cura da generazioni, proprio con l'intento di preservarli da una possibile scomparsa, un presidio contro le avversità, come il maltempo.

Dopo un anno di meticolose ricerche, condotte insieme ad agronomi esperti e supportate dal ritrovamento di un documento risalente al 1545, le due donne riuscirono a svelare il mistero: si trattava proprio della roveja, un legume dal valore storico e nutrizionale inestimabile. A quel punto, spinte dalla passione e dalla volontà di ridare a questo piccolo legume la dignità che meritava, decisero di intraprendere un percorso di valorizzazione. Attraverso la partecipazione a eventi, la promozione nelle ricette tradizionali e la collaborazione con realtà agricole, hanno iniziato a promuovere la roveja, incentivandone il consumo e la coltivazione.

Proprietà Nutrizionali e Benefici Straordinari

Nonostante le sue dimensioni ridotte, la roveja racchiude un concentrato di nutrimenti e benefici per l'organismo umano. Le sue caratteristiche la rendono un alimento ideale per chi segue diete vegetariane e vegane, ma anche per chiunque desideri integrare la propria alimentazione con elementi preziosi.

La roveja si distingue per il suo elevato contenuto proteico. Se consumata fresca, apporta circa il 7% del suo peso totale in proteine, con un apporto calorico molto contenuto, intorno alle 75 calorie per 100 grammi. Quando viene essiccata, il contenuto proteico aumenta significativamente, potendo raggiungere il 21% del peso, con circa 300 calorie per 100 grammi. Questo la rende una fonte proteica eccellente, paragonabile a quella della carne per i vegetariani.

Oltre alle proteine, la roveja è ricca di carboidrati complessi, che forniscono energia a lento rilascio, ideali per sostenere l'attività fisica e mentale. Contiene inoltre sali minerali essenziali per il corretto funzionamento dell'organismo, tra cui spiccano il potassio, fondamentale per la regolazione della pressione sanguigna e la contrazione muscolare, e il fosforo, importante per la salute delle ossa e dei denti.

Le fibre alimentari presenti nella roveja svolgono un ruolo cruciale nel promuovere la regolarità intestinale, contribuendo alla prevenzione di disturbi digestivi e al mantenimento di un microbioma intestinale sano. Le fibre aiutano anche a prolungare il senso di sazietà, favorendo il controllo del peso corporeo.

Infine, la roveja apporta un discreto quantitativo di vitamina B1 (tiamina), una vitamina idrosolubile essenziale per il metabolismo dei carboidrati e per il corretto funzionamento del sistema nervoso.

I legumi nell'alimentazione: valutazione nutrizionale

La Roveja in Cucina: Versatilità e Sapori Autentici

L'utilizzo della roveja in cucina è estremamente versatile e consente di preparare piatti gustosi e nutrienti, che valorizzano il suo sapore unico, caratterizzato da un leggero retrogusto amaro, particolarmente apprezzato dagli intenditori. La roveja può essere impiegata in due forme principali: come legume secco e sotto forma di farina.

Come Legume Secco:Per utilizzare la roveja come legume secco, è necessario un pre-trattamento che prevede l'ammollo. I semi vanno lasciati in acqua per almeno 12 ore. Successivamente, la roveja deve essere bollita per circa 40 minuti, anche se il tempo di cottura può variare a seconda della consistenza desiderata e dell'età del legume. Una volta cotta, la roveja si presta a diverse preparazioni:

  • Zuppe Nutrienti: È perfetta da sola in una zuppa sostanziosa, oppure può essere abbinata ad altri legumi come cicerchie, fave e piselli, creando un mix ricco di sapori e nutrienti.
  • Insalate Gustose: Proprio come si fa con altri legumi, la roveja cotta può essere utilizzata per preparare gustose insalate, abbinandola a cereali integrali come orzo o farro, verdure fresche, erbe aromatiche e un condimento a base di olio extravergine d'oliva e limone.
  • Piatti Freddi: In estate, la roveja cotta e raffreddata può essere servita fredda, accompagnata da ingredienti come pezzetti di aringa affumicata o salmone, per un piatto fresco e saporito.

Come Farina:La roveja viene tradizionalmente macinata a pietra, ottenendo una polvere non eccessivamente fine che conserva un caratteristico leggero retrogusto amaro. Questa farina è l'ingrediente principale per la preparazione di due piatti tipici:

  • Farecchiata o Pesata: Questa è una sorta di polenta rustica, preparata con la farina di roveja. Una volta cotta, la farecchiata viene condita in vari modi. Tradizionalmente, si utilizza olio extravergine d'oliva, sale e acciughe tritate grossolanamente. In alternativa, si possono aggiungere verdure selvatiche come borragine, cicoria, tarassaco, oppure funghi trifolati, creando un piatto dal sapore intenso e autentico.
  • Panificazione: In passato, la farina di roveja veniva miscelata ad altre farine, come quella d'orzo, per produrre un pane più proteico ed energetico. Questa pratica, che risale al Medioevo, testimonia l'importanza di questo legume come integratore alimentare. Le polentine ottenute da questa miscela, con il loro lieve retrogusto amarognolo, si sposano perfettamente con condimenti robusti come la classica polenta, o in particolare, con la bagna caoda.

Un piatto di farecchiata condita con olio e acciughe

La Coltivazione: Resilienza e Sfide

La roveja è un legume rustico e resistente, capace di crescere anche in condizioni difficili, come terreni impervi e con scarsa disponibilità d'acqua. È particolarmente resistente alle basse temperature, una caratteristica che le ha permesso di prosperare in climi montani. La pianta della roveja può raggiungere un'altezza considerevole, fino a un metro. Tuttavia, il peso dei suoi baccelli porta il fusto ad accasciarsi, rendendo la raccolta meccanica estremamente problematica, se non impossibile. Questo aspetto ha contribuito significativamente alla sua abbandono in favore di colture più facilmente mietibili con macchinari agricoli.

La coltivazione della roveja, infatti, presentava delle sfide logistiche non indifferenti. La raccolta avveniva tradizionalmente in modo manuale. La semina si effettuava a spaglio in tarda primavera, e a fine estate, quando circa la metà delle foglie ingiallivano, la pianta veniva falciata, essiccata al sole e infine trebbiata.

Una soluzione innovativa per superare le difficoltà della raccolta meccanizzata è la coltivazione consociata. Seminare la roveja insieme ad altre colture come l'orzo o il grano (ad esempio, orzo-lìoum o grano-lìoum) permette di effettuare la mietitura e la trebbiatura meccanizzata in campo, una volta che entrambe le colture hanno raggiunto la maturazione completa. Questo approccio elimina la fase laboriosa del taglio manuale e della successiva essiccazione dello sfalcio, rendendo la coltivazione più efficiente e remunerativa.

In Valle Grana (Cuneo), da quattro anni è in corso una sperimentazione proprio sulla coltivazione del "lioum" (un altro nome con cui è conosciuto il pisello selvatico in alcune aree). Le prospettive di diffusione sono incoraggianti, considerando le caratteristiche intrinseche del prodotto e l'adattabilità della coltivazione alle valli alpine. Questo potrebbe rappresentare una preziosa fonte di reddito per le aziende agricole situate in zone marginali, contribuendo alla diversificazione delle colture e alla sostenibilità economica del territorio.

La Roveja come Alternativa Sostenibile

Al pari di altri legumi antichi, la roveja rappresenta una valida alternativa nell'alimentazione umana, specialmente per chi predilige diete vegetariane o vegane, grazie al suo elevato apporto proteico. Ma il suo valore non si limita all'alimentazione umana. La roveja si rivela un'ottima opzione anche per l'alimentazione animale, in particolare negli allevamenti biologici. Può infatti sostituire la soia, spesso di importazione e geneticamente modificata, come fonte proteica, promuovendo così una filiera agroalimentare più sostenibile e locale.

L'impegno di realtà come l'Associazione per la promozione e la Tutela dell’antica Patata Piatlina e della Patata Ciarda della Valle Grana, guidata da Lucio Alciati, che promuove la rivalorizzazione dell'agricoltura tradizionale e delle antiche coltivazioni, è fondamentale per garantire che legumi come la roveja non vengano dimenticati nuovamente. Attraverso la ricerca storica e la coltivazione diretta, si mira a preservare e diffondere il patrimonio agricolo e gastronomico delle nostre terre.

Protezione da Parassiti: Il Tonchio

Come molte leguminose, anche il pisello selvatico è suscettibile all'attacco del Tonchio (Bruchus pisorum L.). Questo coleottero depone le sue uova all'interno dei semi durante la campagna agraria. Le larve che si sviluppano da queste uova si nutrono dell'interno del seme durante il periodo di conservazione, sia in magazzino che in dispensa, compromettendone la qualità e la germinabilità.

Per ovviare a questo problema e garantire la conservazione ottimale dei semi di roveja, è possibile adottare un semplice ma efficace metodo di prevenzione. Dopo aver raccolto e essiccato i semi maturi, è consigliabile porli in congelatore a una temperatura di -18 °C per un periodo di almeno tre giorni. Questo trattamento termico uccide le larve del tonchio senza compromettere la vitalità e la capacità germinativa dei semi, rendendoli pronti per la semina o per il consumo.

La riscoperta della roveja non è solo un ritorno a un sapore antico, ma rappresenta anche un passo avanti verso un'agricoltura più diversificata, sostenibile e resiliente, capace di valorizzare le risorse del territorio e di offrire al consumatore un prodotto sano, nutriente e ricco di storia.

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